RICORDI DEL PASSATO
Il mio incontro con il prof. Paolo Portoghesi
Ho letto che oggi 2 novembre il noto prof. Paolo Portoghesi, Architetto di fama internazionale, ha compiuto 90 anni e, nel formulargli i miei migliori auguri, mi sono ricordato di un fatto accaduto circa 65 anni fa.
La carriera accademica del prof. Paolo Portoghesi iniziò nel 1962, con l’incarico di professore di letteratura italiana presso la facoltà di Architettura “La Sapienza” di Roma.
Nel periodo in cui la protesta studentesca del ’68 diffusa in tutta l’Europa, coinvolse anche il nostro Paese, il prof. Portoghesi sperimentò nel suo corso universitario gli esami di gruppo.
Proprio in quel periodo ho conosciuto il prof. Portoghesi, Presidente di una Commissione che esaminò e bocciò un progetto di massima, da me presentato nella mia qualità di Presidente dell’Ospedale di Enna, per la costruzione del padiglione di medicina del vecchio ospedale, mettendo a rischio un finanziamento di 500/milioni da me ottenuto da parte della Cassa per il Mezzogiorno.
Due personaggi di un certo peso, l’On.Calogero Volpe, allora Sottosegretario alla Sanità, e l’on. Luigi Giglia, allora Sottosegretario ai Lavori Pubblici vennero da me interessati, ai quali avevo manifestato il mio malumore perché ritenevo che la non approvazione del progetto fosse stata determinata dal fatto che non avevo accettato “certe” indicazioni sulla scelta dei progettisti.
Luigi Giglia, che da ragazzo avevo conosciuto ad Agrigento, compagno di scuola di mio fratello Pino, più volte Deputato e Sottosegretario di Stato venne interessato da me, Presidente dell’Ospedale di Enna, nella sua qualità di Sottosegretario ai LL.PP.
Luigi Giglia dispose la riconvocazione, dopo meno di trenta giorni, del Consiglio Superiore dei LL.PP. per ridiscutere del progetto presentato dall’Ospedale per la costruzione del nuovo padiglione di Medicina, bocciato in prima sede perché “la volumetria mal si inseriva nel contesto urbanistico della città”.
Alla riunione, presieduta dal prof. Portoghesi, alla quale partecipai assieme ai progettisti ed al Direttore dei lavori ing. Pietro La Monica, presentai un servizio fotografico della zona che smentiva la conclusione alla quale era pervenuto il Comitato Centrale dei LL.PP.
Il prof. Portoghesi parlava di Enna e, nel tentativo di non approvare per la seconda volta il progetto, confermava la tesi che quella volumetria mal si inseriva nel contesto urbanistico dell’antica città di Enna.
Alla mia domanda: lei è stato a Enna, la sua risposta: no l’ho vista viaggiando in treno da Palermo a Catania. La mia risposta: quindi ha visto solo una linea retta.
Poichè erano state fatte certe allusioni sul modo come era stata riconvocata la commissione, per ridiscutere un provvedimento non approvato, espressi venne accettata la mia proposta di soprassedere alla già concordata approvazione, subordinandola alla decisione di una apposita commissione.
Commissione, composta di cinque membri in rappresentanza dei Ministeri dei lavori Pubblici e della Sanità che, nel giro di una settimana, venne ad Enna e dopo aver visitato i luoghi concluse che la costruzione poteva benissimo essere realizzata, così come venne realizzata nel giro di due anni.
Ho voluto scrivere questa nota per fatti risalenti a circa 65 anni fa, perché ancora possono essere confermati o smentiti da due miei cari amici: Pino Vicari, già membro del consiglio di amministrazione e del dr. Corrado Corso già Ragioniere generale dell’Ospedale.


