Disastri ambientali e abusi urbanistici
La Corte dei conti accusa il governo siciliano di non aver usato i fondi destinati alla messa in sicurezza dei territori. Alla Sicilia sono stati assegnati 789 milioni di euro per il periodo 2018/2030 finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico e dell’erosione costiera e di questi solo 25,9 sono stati impegnati. Catania e Messina non hanno usato neppure un euro dei fondi per la mitigazione del rischio e la colpa è delle amministrazioni locali. La Sicilia, essendo a statuto speciale, ha tra le proprie potestà esclusive la tutela del territorio e dell’ambiente e la gestione della lotta al rischio idrico e geologico. I danni causati dagli eventi straordinari di questi giorni: un combinato disposto fra correnti fredde provenienti dal Nord e di calore accumulato dal Mediterraneo nel corso della caldissima estate scorsa, sono ascrivibili pertanto e ai cambiamenti climatici e alle condizioni fatiscenti dei sistemi idrici e agli interventi sul territorio e alla colpevole incapacità amministrativa delle nostra Isola. A Leonforte i giorni di emergenza sono passati serenamente, le scuole sono rimaste chiuse per l’intera settimana, in via precauzionale, il mercato del venerdì è stato sospeso per la sola giornata del 29 ottobre e i leonfortesi hanno ragionato sulla possibilità di acquistare una casa nel centro storico con un euro. In Italia, ormai, sono sempre di più i comuni che propongono le proprie case a 1 euro. A cominciare fu Salemi nel 2008 con Sgarbi sindaco e l’idea piacque assai, tanto che a oggi il progetto “Case a un euro” è stato adottato da centinaia e centinaia di comuni in tutta Italia, da nord a sud, ma spesso si è rivelato un flop. Le case in vendita a 1 euro sono per lo più immobili fatiscenti o pericolanti, che hanno bisogno di un importante lavoro di ristrutturazione. Gli immobili sono ceduti in donazione ai Comuni che, attraverso una procedura pubblica, li vendono poi alla cifra simbolica di 1 euro. In altri casi, invece, sono le amministrazioni comunali che si fanno garanti per i proprietari di tali immobili. Il progetto prevede alcune importanti clausole per chi acquista: bisogna prevedere un progetto di ristrutturazione e rivalutazione della casa entro 365 giorni dall’acquisto; si devono sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento; bisogna far partire i lavori entro 2 mesi di tempo nel momento in cui si hanno tutti i permessi; si deve stipulare una polizza fideiussoria di 5mila euro della durata di 3 anni a garanzia della sicurezza dell’acquisto in seguito rimborsata. A Salemi l’iniziativa che aveva subito una battuta d’arresto, per indagini e fermi della magistratura, è ripartita a novembre del 2020 e a oggi 13 sono gli immobili assegnati. Gli acquirenti delle abitazioni arrivano dall’Argentina, da Roma e dalla provincia di Palermo, ma alcune offerte sono giunte anche dalla Russia e dagli Stati Uniti d’America. “In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’appeal del nostro centro storico, con incentivi fiscali e con interventi di rigenerazione urbana, e ora quel lungo lavoro sta dando i suoi primi frutti” dicono Venuti e Scalisi sindaco e assessore al Centro storico di Salemi. Occorre rendere “appetibile” il centro storico, scrive su Facebook un leonfortese migrato al nord altrimenti è solo “propaganda”.
Gabriella Grasso
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