IO E IL COMPUTER
Negli anni ‘50 la Cassa Centrale di Risparmio V.E. fu uno dei primi Istituti di Credito ad iniziare la modernizzazione dei servizi creando il CELM, Centro elettromeccanografico, affidandone la direzione al nostro concittadino dr. Gaetano Torregrossa, successivamente Vice Direttore Generale della Sicilcassa.
Trovandomi a Palermo pensai di andare a visitare questo nuovo centro, dotato di apparecchiature particolari e di un grande disco.
Chiacchierando sul nuovo funzionamento del sistema il dott.Torregrossa, per me Tanino, mi chiese il numero del mio conto corrente.
L’effetto fu per me traumatico nel vedere quel grande disco ( circa un metro di diametro) girare a grandissima velocità, fermarsi di blocco e la stampante immediatamente stampare il mio estratto conto dell’ultimo trimestre.
Effetto traumatico perché per potere realizzare quel risultato normalmente si impiegavano delle ore.
I dati necessari venivano trasmessi al Celm utilizzando delle schede perforate.
Quel ricordo è rimasto impresso negativamente nella mia memoria ed ha condizionato, per lungo tempo, il mio rapporto con i computer.
Nel periodo in cui dirigevo la Sede di Messina la situazione si era evoluta fino a dotare le direzioni di un computer dedicato.
Ai tecnici della IBM che volevano fornirmi le prime indicazioni per l’uso risposi: non togliete, scusatemi per l’espressione, il preservativo che copre questo “aggeggio” perché da me non sarà utilizzato.
Era il mio ultimo mese di lavoro, essendomi già stata comunicata la data del mio pensionamento a 54 anni, per aver raggiunto il massimo di servizio previsto dal nostro contratto di lavoro.
Dopo il mio collocamento in pensione la mia nuova esperienza: amministratore di una società concessionaria dell’Alfa Romeo, al momento del passaggio dell’Alfa alla Fiat.
La nuova società dispose che le concessionarie avrebbero dovuto organizzarsi almeno con tre computer: uno per l’amministratore, uno per il responsabile vendit e e uno per l’officina e magazzino.
Il computer della mia stanza, occupata da me solo la mattina, non venne da me mai utilizzato e i documenti necessari lasciati sulla scrivania, venivano gestiti da una impiegata part time nel pomeriggio.
Questo l’antefatto.
Dopo avere lasciato l’amministrazione di quella società un giorno mio figlio mi comunicò che voleva regalarmi il suo vecchio computer, perchè doveva sostituirlo con altro nuovo.
Gli risposi che il problema non mi riguardava e gli consigliai di darlo in permuta per il nuovo.
La risposta fu la permuta è stata valutata 200.000 lire e per l’acquisto del nuovo, senza permuta, uno sconto di 200.000 lire.
Questa situazione portò mio figlio a sistemare nel mio studio il suo “vecchio” computer che, dopo un po’ di tempo, trovai utile per la scrittura.
Fu una bella scoperta che determinò la mia curiosità verso “quella cosa” che poi mi ha completamente coinvolto.
Ho sostituito il vecchio computer, altri tre computer sono stati già collocati a riposo, mentre altri due vengono continuamente utilizzati, spesso contemporaneamente.
Sono, tra l’altro, i diretti responsabili della mia assidua presenza su facebook e, inoltre, mi hanno agevolato nello scrivere, dal 2015 oltre 700 articoli pubblicati su diversi giornali on line, inseriti in 7 volumi di “Cronaca e riflessioni sulla politica italiana” ed, inoltre, tre libri:
– Il Lions International compie cento anni. Contributi e considerazioni di un Charter Member dopo cinquantaquattro anni di appartenenza
– Giuseppe Panvini Vulturo- Ingegnere Capo del Comune di Enna
– Le vite parallele di Berlusconi e Renzi.
Inoltre è quasi pronta la bozza del nuovo libro “ Il mio diario, di una vita intensamente vissuta.
Speriamo bene.


