Le scrivo come Presidente dell’Associazione “Si può fare per il lavoro di Comunità” per chiederle un incontro urgente sulla situazione dell’assistenza psichiatrica in Sicilia già precaria da tempo e che a causa dell’emergenza Covid presenta una situazione sempre più drammatica.
Alcuni giorni fa le ho scritto sulla problematica delle vaccinazioni per le persone affette da patologia psichiatrica con riconoscimento della invalidità civile dal 75% in su e per segnalarle l’urgenza di vaccinare gli utenti ricoverati nelle CTA reclusi da 14 mesi. Spero ancora in una rapida risoluzione della problematica anche perché in alcune province hanno già risolto questo problema. Basterebbe una sua circolare per far procedere in tal senso le altre Asp.
Oggi però Le scrivo per riportare alla sua attenzione alcune problematiche che l’Associazione ha già posto in passato all’Assessore regionale alla Salute con alcuni documenti e che ha cercato di affrontare e risolvere anche attraverso alcune audizioni alla VI Commissione dove è stato audito il dr. D’Arpa opportunamente convocato dalla Presidente della stessa.
1) La Consulta regionale delle Associazioni istituita dall’Assessorato con Decreto del 22.10.2019 non viene regolarmente convocata dal Coordinamento tecnico salute mentale e fino ad ora è stato chiesto alla Consulta solo un parere sulle linee guida per rendere operativo l’art. 24 della L. regionale n.17 del 16.10.2019 sullo 0,2% nei bilanci delle Asp per il budget di salute.
2) Le linee guida di cui sopra non sono state ancora emanate dall’Assessorato e le Asp di conseguenza non hanno predisposto gli atti amministrativi necessari in tal senso. Questo sta ritardando l’applicazione di una norma che permetterebbe un reale miglioramento dell’assistenza psichiatrica in una direzione innovativa.
3) L’inadeguatezza delle piante organiche dei DSM che si impoveriscono sempre di più di figure fondamentali per i progetti di prevenzione, cura e riabilitazione. Parliamo degli psicologi, degli assistenti sociali e dei terapisti della riabilitazione. Come è noto questo è dovuto al fatto che nelle linee guida per le piante organiche nei DSM vengono date percentuali precise da rispettare per i medici e gli infermieri e non per le altre figure professionali suddette. Necessita quindi l’emanazione di normativa precisa in tal senso. E’ grave che anche per le nuove piante organiche si stiano utilizzando sempre i vecchi criteri con il rischio di ulteriori riduzioni, come a Catania dove la proposta del Direttore del DSM è stata ridimensionata di ben 100 unità.
4) Le stesse piante organiche in atto presentano centinaia di operatori in meno rispetto a quelle autorizzate dalla Regione perché le Asp non assumono le figure professionali che nel tempo vanno in Pensione. Per non parlare del PON Salute mentale 98-2000 che definiva gli standard di 1 operatore ogni 1.500 abitanti, ma quel PON, che è l’ultimo riferimento a livello nazionale, oramai è fantascienza. Allora perlomeno facciamo riferimento alle ultime piante organiche segnalando che in alcuni casi mancano anche le figure apicali dei DSM come a Ragusa.
Infatti gli operatori mancanti che sono sia psichiatri che psicologi, assistenti sociali, infermieri e terapisti della riabilitazione sono: nell’ Asp di Siracusa circa 30, nella Asp di Caltanissetta circa 20, nell’Asp di Ragusa circa 20 , nell’Asp di Palermo circa 60, nell’Asp di Trapani circa 20, nell’Asp di Agrigento circa 30, nell’Asp di Catania circa 60, nell’Asp di Messina circa 50 operatori in meno.
Le Asp non riescono neanche ad utilizzare l’opportunità che ha dato l’assessorato attraverso l’emanazione dell’”appendice alle linee guida di cui al D.A. 2201/2019 per la rideterminazione dei piani triennali di fabbisogno e delle dotazioni organiche delle Aziende sanitarie regionali e relative tabelle” del 29.01.2021 per assumere 27 terapisti della riabilitazione psichiatrica.
L’assistenza psichiatrica si limita sempre di più ad una pratica di prescrizione e somministrazione di farmaci.
5) Le strutture mancanti e quelle esistenti sono spesso fatiscenti e faremo un elenco di massima sicuramente riduttivo rispetto alle carenze: la chiusura del SPDC di Gela e di Avola e l’allocazione del SPDC del Modulo dipartimentale di Modica a Scicli piuttosto che a Modica ( Si fa presente che l’Ospedale di Scicli non è più un Ospedale ma piuttosto un PTA senza servizi essenziali per un SPDC). Inoltre segnaliamo la mancanza del Centro diurno a Gela e la chiusura di diversi ambulatori nell’Asp di Caltanissetta, la chiusura dell’ambulatorio di Rosolini nell’Asp di Siracusa ed il funzionamento a regime ridotto di tutti gli altri ambulatori dei paesi, chiusi diversi Centri diurni dell’Asp di Palermo, chiuso il Centro diurno di Alcamo, chiusi anche i Centri diurni di Agrigento e Licata, i Centri diurni dell’Asp di Messina.
6) Gli SPDC siciliani, al contrario di quello che avviene nelle altre regioni, sono considerate strutture per acuti a media attività assistenziale. Questo comporta che per gli SPDC di 15 posti letto sono previsti 14 infermieri e 5 medici e non è prevista né la figura dello Psicologo, né quella dell’assistente sociale. Questo comporta rischi altissimi per gli operatori sia per violenze che possono subire, ricordo l’alta percentuale oramai di pazienti anche con dipendenze patologiche molto difficili da gestire, e rischi legali ed infatti aumentano le denunzie per gli operatori degli SPDC data la difficoltà di fare un’assistenza adeguata con così poco personale e con la mancanza di figure che potrebbero permettere ai ricoverati la cura di aspetti psicologici e sociali fondamentali per fare in modo che il ricovero sia anche un luogo di progettazione per il futuro.
7) Abbiamo salutato con soddisfazione l’avvio di una “Cabina di regia per l’integrazione socio-sanitaria” che ha il compito di elaborare e proporre ai 2 assessorati alla Salute ed alle Politiche Sociali proposte di soluzioni per realizzare il “Servizio socio sanitario regionale” secondo il decreto del 31.07.2017. Dobbiamo però prendere atto che la cabina di regia neanche viene convocata e che è tutto fermo: adeguamento Comunità alloggio, Gruppi appartamento, modalità di spesa etc.
8) Avviare le CTA per le doppie diagnosi (disagio psichico e dipendenze patologiche), le strutture riabilitative per i soggetti con DAP ( Disturbo alimentare psicogeno ), le Comunità residenziali per adolescenti e giovani adulti con ritardo mentale e correlati psicopatologici e comportamentali e le altre Comunità residenziali previste dal Piano Strategico del 2012. La mancanza di queste strutture provoca inserimenti impropri nelle CTA rendendo difficile il lavoro degli operatori e vanificando il percorso riabilitativo sia per gli utenti propriamente ricoverati sia per gli utenti impropriamente ricoverati. Da qui dispendio denaro pubblico ed inefficienza.
9) L’urgente apertura della quarta Rems che alleggerirebbe la problematica dei pazienti affetti da patologia psichiatrica autori di reato che ancora ingolfano le CTA con tutti i problemi di cogestione intuibili.
10) Le Asp non riescono a spendere i soldi loro assegnati per fronteggiare la piaga del Gampling o GAP ( gioco d’azzardo patologico), vera piaga dei giorni nostri. E’ urgente un’azione dell’assessorato alla salute in tal senso. Solo a Catania si parla di 3 milioni di euro.
In queste condizioni è ovvio che anche i LEA previsti dall’art. 26 del DPCM del 12/01/2017 non possono essere soddisfatti, in particolare:
-individuazione precoce e proattiva del disturbo
-accoglienza e valutazione diagnostica multidisciplinare
-colloqui psicologici e sociali di orientamento e sostegno per pazienti e familiari
-psicoterapie (individuali, di coppia, familiari e di gruppo)
-interventi terapeutico-riabilitativi e socio-educativi volti al recupero dell’autonomia.
Gentile Presidente, si configura così una situazione di gravissimo disagio che in certe realtà diventa di grave abbandono ed è per questo che ribadiamo la richiesta di un incontro per potere affrontare e discutere con Lei tutta la problematica.
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