RICORDI DEL PASSATO
A TRE ANNI DALLA SONORA SCONFITTA ELETTORALE DEL P.D.
IL PIU GRANDE ERRORE COMMESSO DA RENZI
Questo è quello che scrivevo io in quel periodo:
Il negativo risultato del referendum e la grande batosta elettorale del 4 marzo, anziché farlo meditare sui motivi delle due sconfitte, hanno aumentato i suoi già grandi difetti: presunzione ed arroganza.
Ho seguito con un certo interesse l’ascesa di Renzi Segretario del Partito e successivamente anche Presidente del Consiglio, ma da subito ne ho criticato gli atteggiamenti di sufficienza, mista a presunzione ed arroganza, nei confronti non solo degli avversari, ma anche della Istituzione Parlamentare di cui, fra l’altro, non faceva parte.
L’ho seguito pubblicando sui giornali on line decine di articoli, sempre trasmessi all’interessato, che oltre a documentare il suo continuo logoramento, testimoniavano anche la mia costante modifica all’originario giudizio espresso nei suoi confronti.
Il 15 giugno 2016, esattamente sei mesi prima della data di effettuazione del referendum, in una mia nota così scrivevo:
“Sorvoliamo su tanti altri problemi, ma non possiamo non rilevare il grosso errore commesso dal Presidente Renzi nell’aver considerato un atto del Governo le riforme costituzionali e legato la sorte del suo Governo al risultato del referendum.
Tanto è bastato per compattare tutta l’opposizione e gran parte delle minoranze del suo partito.
Un risultato negativo, infatti, potrà farlo fuori, sia dal governo che dal partito, con la stessa facilità con la quale ha conquistato le due cariche”.
Così come in effetti si è verificato,
La sua arroganza la riassume il testo del referendum, da lui personalmente imposto, con un unico articolo con il quale si chiedeva di votare per:
disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario
la riduzione del numero dei parlamentari
-il contenimento dei costi della pubblica amministrazione
-la soppressione del CNEL
la revisione del titolo V della Costituzione.
Se gli articoli fossero stati cinque, posti singolarmente, il risultato del referendum sarebbe stato ben diverso e forse diversa la storia successiva.
angiolo alerci


