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LA VERA STORIA SUI COLLAUDI E SUI DISASTRI – di Angiolo Alerci

Riccardo Febbraio 26, 2021 4 minuti letti

LA VERA STORIA SUI COLLAUDI E SUI DISASTRI

Nel corso di una trasmissione televisiva di ieri sera 25 febbraio, il conduttore parlando dei disastri che continuamente sono portati all’attenzione della pubblica opinione, si è soffermato sulle responsabilità dei collaudatori.
Ha fatto il nome ed il cognome di tre collaudatori ai quali lo Stato ha pagato parcelle a ciascuno per oltre un milione di euro.
Non voglio entrare nel merito della valutazione fatta sulla possibile integrazione di queste già ingenti somme da parte dei costruttori, ma rivedere quello che è stato il mio pensiero espresso in altre occasioni.
Il 7 novembre 2016 scrissi, in occasione del crollo del ponte sulla superstrada Milano- Lecco, una lettera aperta alla Ministra della riforma della pubblica amministrazione Marianna Madia, lettera trasmessa anche nel modo tradizionale, riportata alle pagine.113/114 del mio 2° volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana.
“”Sono in corso delle iniziative per accertare la responsabilità di coloro i quali, a conoscenza dell’imminente pericolo, non sono intervenuti in tempo, ma non si deve escludere la ricerca di altre responsabilità che possono riguardare l’impresa che ha effettuato i lavori, la direzione dei lavori ed i collaudatori.
In Sicilia, purtroppo, di analoghi eventi ne abbiamo avuto tanti.
Nel maggio del 2009 si è verificata la rottura di un giunto che ha causato il crollo del viadotto “Geremia 2° della strada statale Caltanissetta-Gela, a distanza di soli tre anni dalla sua inaugurazione;
nell’estate del 2014 si è verificato il crollo del viadotto “Petrella” della strada statale 626 Ravanusa-Licata;
il 30 dicembre del 2014 si è verificato il crollo del viadotto “Scorciavacche” della strada statale Agrigento-Palermo, inaugurato in pompa magna una settimana prima, alla vigilia di Natale, ancora non collaudato;

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– nell’aprile 2015 si è verificato il crollo del viadotto “Imera” dell’autostrada Catania-Palermo, a causa di una grossa frana individuata e seguita da oltre dieci anni.
La maggiore responsabilità oggi è riservata ai collaudatori che vengono scelti tra coloro i quali “non siano intervenuti in nessun modo nella progettazione, direzione ed esecuzione dell’opera” così come previsto dall’art. 67 del testo unico per l’edilizia (decreto n. 380 del 6 giugno 2001).
I collaudi delle grandi opere vengono effettuati con prelievi “a campione” ed è facile intuire come i “campioni vengono scelti” per confermare principalmente la regolare composizione della malta cementizia, causa prima di tutti i disastri che si sono verificati..
Inoltre la stessa legge prevede che la nomina dei collaudatori spetti al committente che “ha l’obbligo di comunicarla al Genio Civile entro sessanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori”.
Questa norma determina quello che normalmente accade: il collaudo delle opere avviene dopo molti mesi e spesso dopo anni dalla loro ultimazione.
Il collaudatore dovrebbe essere nominato contestualmente al Direttore dei lavori, dal momento che le diverse funzioni non sono incompatibili, mentre assicurerebbe un serio controllo nel corso delle opere e si eviterebbero quei collaudi “pilotati”, causa prima di tutti i disastri.
Si tratta di una piccola modifica che individuerebbe immediatamente il responsabile, nel caso di difetti nella realizzazione delle opere.
Conoscendo bene la sua sensibilità sono certo che questa mia proposta sarà attentamente valutata dagli organismi di competenza.
Con l’augurio di buon lavoro.”
In data 19 aprile 2017 con altra lettera aperta indirizzata alla stessa Ministra. riportata pagine 45 e 46 del 3° volume,scrivevo
Tutte le opere che hanno utilizzato “malta cementizia”, costruite negli ultimi cinquant’anni, sono a rischio, ed è facile, anche a distanza di tempo, individuare cause e responsabilità.
Anche un Maresciallo dei Carabinieri di un piccolissimo comune sa che, da sempre il 90% degli impianti di lavorazione del cemento è nelle mani della malavita che impone ai costruttori condizioni “particolari” per forniture “non particolari”.

Tutti sanno il modo in cui non vengono effettuati controlli in corso d’opera, tutti sanno, invece, come vengono effettuati i collaudi.
Collaudi “a campione”; ma rimane più di un dubbio sul come vengono scelti dei campioni.”
Problema da me ricordato, ancora una volta, con una mia nota del 18 agosto 2018 sulla “Sciagura di Genova” pubblicata sempre su diversi giornali on line e inserita alle pagine 101 e 102 del mio IV volume.
La Ministra Madia, anche per altre proposte da me inoltrate, mi fece pervenire una sua mail nella quale era scritto: “Grazie per il contributo alla riforma della pubblica amministrazione. Idee, proposte e critiche stanno aiutando il Governo a realizzare una riforma migliore e partecipata Marianna Madia”.
Purtroppo sui collaudi niente è stato modificato.

angiolo alerci

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Riccardo

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