Metterci tutti il proprio contributo perché da questa “guerra” ne usciamo fuori se stiamo tutti insieme. Lo ha detto a chiare lettere Emilia Lo Giudice consigliere comunale a Enna per il Gruppo Enna Viva, ma soprattutto “Medico in prima linea” come anestesista all’Ospedale Umberto I di Enna divenuto ormai di fatto suo malgrado il Covid Center per la provincia di Enna. Ma il nosocomio del capoluogo però è arrivato al limite e non può più da solo sopportare da solo questo peso. E questo la Consigliera Emilia Lo Giudice lo ha ricordato a tutti i presenti al Consiglio Comunale dello scorso 18 novembre, sia ai suoi colleghi consiglieri, ma ancor di più alla deputazione nazionale e regionale presente sia a Sala Cerere che in video conferenza. Il suo intervento molto accorato ma nello stesso tempo razionale, lucido e oggettivo fatto sia di passione ma anche di numeri, fa intendere chiaramente la situazione che si sta vivendo e che necessita interventi sia nell’immediato che in prospettiva. Riportiamo il suo intervento in consiglio comunale in modo integrale che consigliamo di leggere con grande attenzione.
“Io oggi non riesco a sganciarmi dalla mia duplice veste quella di consigliere e quella di sanitario, che purtroppo sta vivendo questa esperienza in prima persona.
Ci troviamo di fronte ad un gravissimo problema sanitario la cui entità ci ha spiazzato tutti.
Io penso che l’obiettivo comune sia quello di affrontarla con tutte le nostre energie e forze questa situazione perché dobbiamo pensare alla salute della gente .. alla nostra salute perché ormai il virus è ovunque .. può colpire chiunque
Dobbiamo fare tutti il meglio possibile, perché non è un problema di Enna , di Piazza Armerina, di Leonforte o di Nicosia ma è un problema della nostra comunità.
Abbiamo tutti l’obbligo di metterci il proprio contributo.
Non è assolutamente il caso di fare dei campanilismi che in questa situazione sono inopportuni e fuori luogo.
Troviamo le soluzioni, non cerchiamo scuse per tirarci indietro ma ognuno di noi metta il proprio contribuito.
A riguardo bellissimo è stato l’intervento del presidente Mattarella pubblicato ieri su repubblica.
Il virus ha creato delle divisioni su tutti i campi, delle divisioni sociali perche ci sono più poveri purtroppo per la grave situazione economica, divario tra giovani anziani , la sfiducia di tanti nei confronti della politica, ritenuta responsabile della mancata e tempestiva organizzazione di un progetto capace di affrontare la seconda ondata di pandemia, gia attesa sin dal l’estate.
Io aggiungo che sta dividendo anche le varie categorie sanitarie.
C’è la sensazione che alcuni sono in prima linea a combattere questa guerra e altri semplicemente esclusi per volontà propria o di altri.
In realtà questa guerra si può vincere solo adottando delle strategia che vedano coinvolti tutti.
È giusto che tutta la popolazione venga servita per tutte le patologie Covid e non Covid. Non possiamo rischiare di cadere nello stesso errore di marzo, chiudendo le porte a tutti gli utenti che hanno bisogno, perché le le altre patologie non cessano di esistere.
Ci sarebbe stato il tempo per riorganizzare il tutto da maggio ad ottobre ma purtroppo così non è stato.
Perché non si è organizzato un centro Covid enna ?
Ci ritroviamo a novembre con una situazione forse più grave di marzo.
Questo non so perché è accaduto sicuramente potranno rispondere a questo quesito i nostri rappresentanti regionali.
Ma dobbiamo comunque cercare delle soluzioni al problema adesso senza più perdere tempo perché purtroppo ancora no è finita qui.
E qui che la politica deve essere propositiva , concreta , a favore di tutta la nostra comunità perché il problema è molto serio credetemi
I numeri sono veramente preoccupanti
1. La cosa più giusta sarebbe una struttura dedicata, perché l’ospedale misto purtroppo non è la giusta soluzione a mio avviso. I percorsi non possono essere assolutamente divisi perfettamente. Il personale che gira è sempre lo stesso con il rischio di infettarsi e di infettare. Con i numeri che abbiamo non si possiamo garantire guardie per Covid e guardie per attività ordinaria. Si rischia di fare tutto e male. Come si fa a garantire la salute di tutti senza una rianimazione non Covid all’ospedale di Enna? Magari trasportando in urgenza un paziente non stabile a Nicosia? Oppure come dobbiamo continuare attività ordinaria se i numeri sono così in crescita. Dove andranno i pazienti Covid che già hanno superato il limite di 60 posti letto? I 140 posti che erano designati alla provincia di enna come si intende organizzarli? Questi sono tutti quesiti che mi vengono in mente. A tale riguardo sono ottime se fondate le notizie dell’anticipazione da parte della regione di circa 6 milioni di euro per il completamento della Ciss.
Ottima soluzione sarebbe questa, anche se siamo in ritardo potrebbe diventare la soluzione ideale.
Lo Spallanzani della Sicilia , una struttura specializzata in malattie infettive che durante un emergenza sanitaria come questa potrebbe accogliere fino a 500 posti letto .
Però questo deve essere effettuato adesso senza più perdita di tempo.
2. Poi altra criticità è quella delle unità speciali per assistenza domiciliare le Usca . La regione ne aveva previste 3 più l’istituzione di una Unità speciale per la gestione domiciliare di pronto intervento in regime di guardia attiva 24 h. In atto ne sono presenti solo due unità. Dobbiamo cercare di pianificare al meglio questa attività perché così si decongestionerebbe il PO Umberto I.
3. Altra considerazione da analizzare appena finita questa emergenza è quella della riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale. All’Umberto I nel 2019 ci sono stati 12.030 ricoveri su un totale dell’Asp di 18.660 (Chiello 2.297 , Basillotta 3297, Ferro Branciforti Capra 1146) L’Umberto I è il fulcro dell’Asp 4 che deve fa da riferimento agli altri nosocomi ma deve essere collaborato dall’attività degli altri. Sarebbe auspicabile una riorganizzazione dell’attività con una ridistribuzione del personale magari limitando doppioni di reparti con dissipazione delle energie disponibili. Si devono potenziare le attività di tutti i nosocomi e creare magari nei nosocomi satelliti ad enna delle determinate attività specializzate capaci diventare un’attrazione a livello regionale
Insomma il mio auspicio è sicuramente si quello di fare politica nel modo giusto cercando di trovare delle soluzioni utili per tutti i nostri cittadini.
Abbiamo necessità di risposte urgenti, non si può più perdere tempo.


