I RAGAZZI DI “NOSTRA” IN VISTA DEL REFERENDUM: “PRIORITARIO E NECESSARIO VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE”.
In vista dell’imminente referendum costituzionale i ragazzi dell’associazione “Nostra” hanno organizzato una campagna in difesa della Costituzione. “Ad oggi votare No significa tutelare il proprio territorio” ha commentato Alessio Liberti, uno dei componenti dell’organizzazione, che aggiunge: “Un taglio del 37% della rappresentanza in Sicilia. Gli unici territori ad essere rappresentati saranno solo le grandi città”. Marco Greco, altro sostenitore del movimento, allerta: “Con la vittoria del SI il nostro territorio perderebbe la sua centralità. Non ci sarebbe più una rappresentanza politica a Roma e verremmo automaticamente esclusi dal giro nazionale”. Anche Alfredo Alerci, un altro componente sostiene le idee avanzate dai suoi coetanei, aggiungendo: “La proposta avanzata in questo modo è rischiosa: senza nessuna garanzia, con dei correttivi ancora non definiti, corriamo il serio rischio di compromettere la rappresentatività democratica su cui si fonda la nostra Repubblica. Le commissioni saranno meno efficienti perché un parlamentare dovrà seguire più commissioni. Questa è una riforma pensata male e gestita peggio”. Secondo l’associazione, costituita da sostenitori di ideologie differenti ma pur sempre legati tra loro per l’incondizionato amore verso il Documento Costituzionale, la vittoria del “SI” renderebbe la “Macchina Parlamentare” più farraginosa e meno efficiente. In particolare, Marco Greco arringa: “Non è con il taglio dei parlamentari che si aumenta la qualità dei nostri rappresentanti ma votando con coscienza. La vittoria del SI penalizzerà la politica giovanile, precludendoci la possibilità futura di una rappresentanza. I partiti, in vista del taglio, investiranno meno sui giovani, già mal rappresentati per una questione anagrafica”. Inoltre, il movimento è fortemente convinto che la vittoria del “SI” non porterà alcun incentivo economico. Nonostante la sua piccola dimensione, i componenti del gruppo hanno voluto criticare aspramente le decisioni dei grandi sostenitori della riforma: “Ognuno può fare ciò che vuole. Mi dispiace che il dibattito politico ormai insegua il cambiamento piuttosto che anticiparlo” sostiene Alessio. Una dichiarazione più violenta, ma pur sempre d’impatto e ben ragionata, proviene da Alfredo: “Questo è l’atto finale di un percorso più lungo: una politica sempre più debole costretta a rincorrere il populismo pur di non perdere i consensi. Si preferisce puntare su slogan e proposte facili piuttosto che dibattere seriamente su questioni politiche per la paura di perdere consenso”. Trapela, dai volti e dalle parole di tutti, una certa delusione per la decisione finale di Zingaretti di condurre il PD verso il “SI”. A questo proposito, Alessio rivolge un elogio alla rappresentanza del PD nella città di Enna: “Di questo sono veramente contento. Mi piace riscontrare come il PD ennese abbia condotto una campagna per il No. Questa non è una causa dove contano i colori politici”. Mattia Rampello, Coordinatore Cittadino del movimento, ricorda: “Votare NO è prioritario a livello politico perché non si risparmia con il taglio della rappresentanza e che riformare il parlamento senza prima aver fatto una giusta riforma elettorale è sbagliato. Votare NO è una necessità soprattutto per noi che proveniamo da una piccola provincia che sarebbe totalmente penalizzata, rischiando di perdere per sempre la rappresentanza nazionale e questo potrebbe, con il tempo, acuire le disuguaglianze economico-sociali del territorio”.
Matteo Franco Russo
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