Bologna, 2 agosto 1980. Il massacro degli innocenti
Ottantacinque morti, duecento feriti e un senso di giustizia mai del tutto appagato. Dalle macerie di Bologna, quarant’anni fa, non emerse che orrore e violenza
da
Damiano Mattana –
Centosessantasei morti in poco piรน di un mese. Con un orologio, fermo da quarantโanni, a ricordarne 85. Fra Ustica e Bologna non intercorsero che alcuni giorni: troppo pochi per assorbire il disastro aereo del 27 giugno, cosรฌ come per poter solo concepire quello che sarebbe accaduto il 2 agosto alla stazione felsinea. Si dice che la bomba del Banco dellโAgricoltura aprรฌ la stagione dellโeversione, cosรฌ come il massacro di Bologna la chiuse. Sigillo infernale che imporrร un marchio rosso sangue sul volto di un Paese giร logorato dalla violenza degli Anni di piombo e dalla strategia della tensione. Bologna fu uno spartiacque, cosรฌ come per molti lo fu Piazza Fontana. Un prima e un dopo. La sfida allo Stato che le cinque bombe del โ69 pretesero di lanciare, contro lโordigno della Stazione centrale che sancรฌ il fallimento di ogni lotta ideologica. Dalle macerie di Bologna esalarono solo sangue, fumo e polvere.
Dalla Banca alla Stazione
Lโorologio della stazione รจ fermo da allora. A imperitura memoria. Alle 10.25 esplose la bomba che quarantโanni fa fermรฒ la lancetta del tempo. Nรฉ prima nรฉ dopo. Come a ricordare che la violenza di Bologna fu solo messa in atto il 2 agosto 1980, riservando i suoi effetti a ogni giorno che sarebbe venuto dopo. Mai, nel Dopoguerra, ci si era trovati di fronte a un massacro di tali proporzioni. E Bologna, come Piazza Fontana, fu un colpo al cuore della quotidianitร di ogni giorno. La Stazione come fu la Banca di undici anni prima, il caldo dellโestate dellโ80 al posto del rigido dicembre del โ69. Con lโidentica violenza e quella stessa sensazione che nulla ci fosse di eversivo nel ventre squarciato della Centrale, cosรฌ come nel pavimento divelto del Banco dellโAgricoltura. Solo una furia vile.
Bologna scava fra le sue macerie
Dieci e venticinque, 2 agosto โ80. La bomba รจ nascosta in una valigia, fra le tante che quel giorno dโestate affollavano la sala dโaspetto. Giorno di esodo vacanziero, chi partiva e chi tornava a casa. Il tritolo di quel bagaglio non lascerร niente di quel desiderio dโestate. La cittร si rianima, dimentica il caldo ed entra nellโinferno. Si scava a mani nude, cercando vite da salvare e feriti da soccorrere. Allโipotesi di una caldaia esplosa non ci crede giร piรน nessuno. Il sole battente della metร mattinata incontra il fuoco delle esalazioni delle macerie. Dai detriti riemergono 85 corpi senza piรน vita da salvare, altri 200 che ce la faranno. Sono giovani e meno giovani, bambini, come Luca, Kai, Sonia e Angela, la piรน piccola fra le vittime con i suoi 3 anni. Anziani, come lโ86enne Antonio Montanari. Storie spezzate, famiglie distrutte, altre infrante sul nascere: cโera tutto fra le macerie della Stazione, frammenti di vita che scorrevano fra le mani di una cittร che operava per soccorrere se stessa.
Un auspicio
Quella coltre di fumo non se nโรจ mai andata del tutto. Esiste una veritร giudiziaria sulla Strage di Bologna, con sentenze passate in giudicato, frutto di anni di processi, con nomi e cognomi. Come esecutori materiali vennero identificati alcuni ex militanti dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar), gli stessi che oggi, in una lettera aperta allโAdnKronos, hanno nuovamente proclamato la loro estraneitร ai fatti. Lโalone di mistero che ancora aleggia su Bologna รจ lo stesso di una giustizia senza veritร . Anzi, come spiegato a Interris.it da Roberto Della Rocca, presidente dellโAssociazione italiana Vittime del terrorismo, โuna veritร che non รจ stata ancora accertata. Eโ chiaro che prima della giustizia ci vuole la veritร , e che questa non venga dichiarata, nonostante i passi avanti per venire a capo di una matassa intricata, in cui ci sono state deviazioni colpevoli anche da parte di diversi apparati dello Stato. Sono cose che fanno male anche a distanza di tanto tempo. Cโรจ un auspicio che ho cercato di rendere pubblico negli anni: cโรจ qualcuno che sa, e sarebbe veramente opportuno che chi finora รจ rimasto nascosto si faccia avanti per svelare queste trame colpevoli e terribiliโ.
Una veritร dovuta
Eโ una sensazione strisciante quella che accompagna i lati oscuri del massacro del 2 agosto. Un paradosso che rende vago il senso di giustizia di fronte a 85 vittime i cui familiari, ancora oggi, non sembrano piรน vicini di ieri a conoscere il perchรฉ: โPer quanto riguarda le vittime degli attentati individuali e plurimi degli Anni di piombo, pur essendoci anche lรฌ tanti lati ancora da chiarire, perlomeno รจ stato accertato chi ha commesso omicidi e ferimenti. Sulle stragi il discorso รจ piรน complicato, non ci sono stati squarci di veritร per chi effettivamente se ne รจ reso responsabile. Eโ la mancanza ancora di una veritร totale che rimane insopportabile per le vittime e i loro familiariโ. Per questo, รจ lโappello del presidente Della Rocca, โbisogna rinnovare lโappello a chi sa a compiere un atto dovuto di coraggio e veritร . Soprattutto ai superstiti e alle vittime che sono rimaste in vitaโ.
La fine attesa
Attorno ai detriti della Stazione, in quellโorbita di antiche trame e vecchi depistaggi, hanno girato (e continuano a girare) tutti i risvolti oscuri degli Anni di piombo. Dal ruolo della P2 alle piste estere, fino ai presunti cinque milioni di dollari che pare furono il โprezzoโ della strage, che sarebbero transitati da Gelli ai terroristi neri. Punti oscuri di una vicenda che, ormai da quarantโanni, procure e magistrati cercano di assemblare pezzo per pezzo, per consegnare allโItalia i nomi di quei mandanti che, da quattro decenni, ci si aspetta di veder spuntare fuori.
โSono stati anni terribili โ ha concluso Della Rocca -, che sono identificati con tante stragi, tante morti e tanti feriti. Ma sono stati anni in cui tante persone civili, magistrati e poliziotti, soltanto perchรฉ stavano svolgendo il loro dovere, sono stati vittime di attentati individuali. Cโรจ stata quindi la guerra oscura delle stragi, di cui non si รจ ancora identificata esattamente la vera portata, ma anche un attacco violentissimo allo Stato da parte dellโeversione, sia di sinistra che di destra, come mai si era registrato nella storia della nostra Repubblicaโ. Un attacco che quel 2 agosto colpรฌ al cuore, distruggendo quel che le bombe di Milano e Italicus avevano lasciato ancora da distruggere.


