Sicilia: Mannino ( Cgil), regione in caduta libera. Subito tutti gli attori socio economici e governo e parlamento a confronto per una terapia dโurto che inverta questa decrescita infelice che si รจ innescata
Palermo, 24 giu- โLโIstat e la Banca dโItalia ci hanno di recente consegnato un quadro della situazione socio- economica della Sicilia a dir poco allarmante, con un calo occupazionale nellโindustria di 15 mila unitร e lโarretramento di quasi tutti gli indicatori. La nostra regione รจ in caduta libera e se non si interviene sarร davvero dura per sicilianiโ. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino che, in una nota rileva che โla Sicilia รจ lโunica regione dโItalia a non avere ancora recuperato lโoccupazione persa nella crisi cominciata nel 2008, mentre la Banca dโItalia fa sapere che nei prossimi mesi lโoccupazione potrebbe ancora perdere puntiโ. Per Mannino โdi fronte a questa situazione ci vuole un confronto chiaro e approfondito che deve coinvolgere tutti gli attori del campo socio- economico che operano in Sicilia, il Governo e il Parlamento siciliani, per mettere in campo interventi che facciano invertire la rottaโ. Il segretario della Cgil rileva che โ le famiglie siciliane continuano ad avere un reddito medio nettamente inferiore alla media nazionale, la quota delle famiglie in povertร assoluta si attesta al 12%, oltre 240 mila nuclei familiari, 600 mila persone in pratica che soffrono questa condizione. Le persone che vivono in famiglia senza reddito sono il 22,3% contro il dato italiano del 9,9%โ. Mannino sottolinea il dato allarmante che vede il 38,5% della popolazione siciliana nella fascia 15/64 fuori dal circuito produttivo. Si aggiungono lo stato di crisi delle aziende- prosegue-, con importanti problemi di liquiditร e lo stato poco rassicurante delle finanze della nostra regione che prevede un calo significativo delle entrate nel 2020, si parla di 5 miliardiโ.โTutto questo- afferma il segretario della Cgil- ci fa dire che, a fronte anche di una previsione di perdita di 7 punti del Pil, che rischiamo di fare un salto indietro di decenni con una decrescita tuttโaltro che felice. Eโ evidente che non si puรฒ perdere tempo e che la terapia deve essere una terapia dโurto. Si avvii subito dunque il confronto che chiediamoโ.


