ZONE FRANCHE MONTANE, SALVATORE BIVONA (CIDEC): “ESEMPIO VIRTUOSO DI SINERGIA TRA SINDACATO DEI LAVORATORI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA”

ZONE FRANCHE MONTANE, SALVATORE BIVONA (CIDEC):
“ESEMPIO VIRTUOSO DI SINERGIA
TRA SINDACATO DEI LAVORATORI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA”

3 dicembre 2019

“La recente approvazione del Disegno di Legge sull’istituzione delle Zone Franche Montane da parte della Commissione Attività produttive all’ARS rappresenta una novità incoraggiante, che rimette in gioco in chiave positiva i rapporti e l’interlocuzione tra istituzioni politiche e mondo sindacale”: con queste parole Salvatore Bivona, presidente regionale della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti, commenta il passo avanti compiuto in direzione dell’approvazione definitiva del DDL dedicato alle aree svantaggiate a rischio di desertificazione produttiva e spopolamento.
Secondo il presidente della CIDEC Sicilia – entrata nei mesi scorsi a fare parte del Comitato promotore per l’istituzione delle Zone Franche Montane, guidato da Vincenzo Lapunzina – a rivelarsi di fondamentale importanza nel percorso che ha condotto alle porte dell’approvazione del DDL, sarebbe stata la sinergia determinatasi tra sindacato dei lavoratori, organizzazioni datoriali e associazionismo.
Il Comitato, infatti, annovera al proprio interno, tra le altre, realtà quali la Cgil, Confesercenti, Casartigiani e la stessa CIDEC.
“Appare chiaro che, quando si tratta di sollecitare azioni a difesa dell’economia, dell’occupazione e delle piccole e medie imprese – afferma Bivona – gli obiettivi del sindacato datoriale collimano con quelli delle sigle che difendono i lavoratori: ecco perché, in questa fase così delicata per la Sicilia, tutti noi abbiamo il dovere di unire le forze e orientare la politica ad agire per il bene comune”.
“Chiaro che, se non supportate da altre iniziative istituzionali – conclude – neppure le ZFM potranno risollevare le sorti dell’economia isolana, tuttavia esse rappresentano una condizione imprescindibile per programmare lo sviluppo ed evitare il progressivo svuotamento delle aree di montagna dell’isola, che posseggono risorse paesaggistiche, turistiche, culturali e monumentali di inestimabile valore”.

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