Villarosa, il Gruppo Coraggio contesta l’Amministrazione Comunale

Sabato 9 gennaio, nella piazza di Villarosa, è apparso un manifesto firmato dal gruppo “Coraggio!”, con il quale è stata contestata l’amministrazione comunale per il modo in cui sta conducendo l’adesione dello stesso Comune alla rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), attivata dal Ministero degli Interni e rivolto agli enti locali per fronteggiare l’emergenza immigrazione che come ben noto sta interessando tutta Europa.

Il gruppo “Coraggio!”, più di ogni altra cosa, contesta all’amministrazione il silenzio nel quale questa ha agito; infatti, se non attraverso una riunione poco pubblicizzata e rivolta esclusivamente ai rappresentanti dei gruppi associativi di Villarosa, il sindaco e i membri della giunta in nessun altro modo hanno reso partecipe la cittadinanza circa quella che sembra una chiara scelta politica. Così facendo, l’amministrazione si è rivelata poco attenta e poco interessata alle esigenze ed agli interessi della comunità, nonché alle ragionevoli preoccupazioni che tale decisione avrebbe potuto suscitare in essa. L’unica informazione messa in circolo è del tutto falsa e priva di fondamento, in quanto la partecipazione del comune allo SPRAR non è stata imposta da nessun potere sovraordinato, ma come è facile leggere sul sito del Ministero degli Interni, una delle caratteristiche fondanti del sistema SPRAR è “la partecipazione volontaria degli enti locali alla rete dei progetti di accoglienza”.

II gruppo “Coraggio!”, portavoce del sentimento popolare, rivolge all’amministrazione chiare domande, volte a rendere edotta la popolazione circa la scelta che è stata fatta: quale sarà il numero di ospiti che accoglierà il nostro Comune? Quale sarà la composizione di genere e di età di costoro? I progetti riguarderanno la cosiddetta prima o seconda accoglienza, dato che lo SPRAR è stato esteso alla prima dopo le emergenze verificatesi la scorsa estate? Quali saranno le strutture ritenute idonee all’accoglienza, se si considera che le direttive ministeriali pongono una lunga serie di requisiti da rispettare? E soprattutto, dato che la gara per la gestione del progetto è stata vinta da un’associazione di Piazza Armerina, da anni impegnata in attività di questo tipo, come intende gestire l’anzidetta associazione questa nuova attività in un territorio che le è apparentemente estraneo? Esiste la possibilità per il nostro territorio di usufruire di benefici economici dovuti al business dell’accoglienza e all’indotto da essa generato? Sono state coinvolte le forze dell’ordine al fine di predisporre opportuni dispositivi di sicurezza?

Il gruppo “Coraggio!”, formato da giovani di Villarosa e Villapriolo interessati alle vicende della loro città, sarebbe lieto se l’amministrazione facesse luce su tutta questa vicenda e rispondesse alle domande rivoltele, anziché trincerarsi in questo imbarazzante ed angosciante silenzio.

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