Viaggio a piedi attraverso una Sicilia sconosciuta: gli studiosi camminatori giunti a Contessa Entellina

Il viaggio attraverso la Sicilia sconosciuta da parte di un gruppo di studiosi camminatori volge al termine. Partiti lo scorso 4 ottobre da Kamarina in provincia di Ragusa ieri sono arrivati a Contessa Entellina in provincia di Palermo passando da Prizzi, Corleone, e Poggioreale. I camminatori dovrebbero arrivare il prossimo 13 novembre a Mozia in provincia di Trapani.
Ecco altri giorni del diario di viaggio dei camminatori

Tappa Corleone – Contessa Entellina
Descrizione archeologica.
La tratta percorre l’andamento della regia trazzera che collega Corleone a Campofiorito passando per la portella Scorciavacche, ai piedi del cozzo S. Giovanni e nei pressi del Cozzo di Castro dove recenti indagini archeologiche hanno rivelato la presenza di occupazioni preistoriche e medievali.
Da Campofiorito l’itinerario prosegue in direzione di Entella, passando per un bevaio del 1695 ed attraversando un ponte antico.
Siamo giunti nell’area elima, di cui Entella è il primo insediamento provenendo dalle terre sicane. L’area del sito è molto ampia, circa 60 ettari. Non si hanno notizie certe sulla fondazione della città, ma le attestazioni archeologiche si datano a partire dal periodo arcaico. La città fu importantissima nella storia della Sicilia poiché di confine con il territorio punico, tanto che nel 345 a.C. fu assediata, ma liberata dal generale greco Timoleonte. Interessantissima inoltre la presenza di un santuario suburbano (thesmophorion) dedicato a Demetra e Kore, che ci accompagnano in questo pellegrinaggio nella terra delle due dee.
Ad Entella sono stati rinvenuti e trafugati in passato i famosi decreti di Entella, dei documenti straordinari che attestano il legame fra le città greche della Sicilia: un invito alla pace e al sostegno reciproco, che facciamo pienamente nostro.
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Giorno 32° e 33°. Corleone – Campofiorito – Contessa Entellina.
Lasciata Corleone abbiamo percorso 20 km per raggiungere Contessa Entellina, l’ultimo comune della provincia di Palermo che attraversiamo come Antica Trasversale Sicula. Nel passaggio a Campofiorito piacevole incontro col Sindaco Giuseppe Oddo che già lo scorso anno ci ospitò in Municipio. Bellissime trazzere ci hanno fatto immergere in una Sicilia rurale che conserva ancora antichissime tradizioni, nella lavorazione del grano, delle uve e degli squisiti formaggi. Antichi sentieri, antichi abbeveratoi ed il calore della Valle del Belice ci hanno permesso una immersione totale in questa magnifica terra. All’arrivo a Contessa ci ha accolti Nino Montalbano ed Enzo Sax dell’associazione Vivere Slow, partner della Trasversale Sicula ed il Sindaco della cittadina Sergio Parrino il quale, pur impegnato per motivi familiari, ha voluto comunque presenziare al nostro arrivo. Ospitati dentro un ostello parrocchiale pronto ad accogliere i nuovi pellegrini trasversali abbiamo deciso di rimanere un giorno in più, per evitare la pioggia e permetterci di visitare i numerosi siti archeologici tra cui Entella. Ieri mattina infatti grazie al supporto di Nino Di Chiara, di Giorgio Di Maggio, Carlo Polito e della geologa Enza Messana, direttore della Riserva naturale integrata di Entella, gestita per l’appunto dal CAI Sicilia e con cui siamo pronti a firmare un protocollo di collaborazione. Dopo la visita alla Rocca, all’Abbazia di Santa Maria del Bosco, al museo etnografico ed archeologico ed al Municipio, abbiamo trascorso la giornata riposando e gustando i buoni prodotti tipici di quest’angolo di Sicilia. Stamattina riprendiamo il cammino per raggiungere Poggioreale ed entrare così, definitivamente, nella provincia di Trapani, sono a Mozia.
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Giorno 31° Prizzi – Corleone.
Dopo la colazione ed il saluto a due camminatori sulla Magna Via Francigena incontrati per caso, abbiamo percorso 19 km per raggiungere Corleone. Panorama d’impatto sui Monti Sicani, salite e discese che ci hanno concesso una vista unica su questo bel territorio le cui pietre raccontano millenni di storia. Accolti all’ingresso del paese da Nicola Di Puma del Comitato di accoglienza della Magna Via Francigena, siamo stati ospitati da Don Luca della parrocchia di San Leoluca. Grazie a loro abbiamo potuto visitare, anche se sabato sera, il bel museo etnografico e altri importanti luoghi. Bellissimo l’abbraccio con i ragazzi e le ragazze del CIDMA – Corleone e con il dottor Angelo Vintaloro, direttore del Museo Archeologico di Corleone che abbiamo ritrovato appassionato come sempre. In serata piacevolissima pizza in compagnia del geologo Maurizio Bombace del LabGIS dell’Osservatorio Turistico Regionale ed il dottor Pietro Di Miceli, capo gabinetto dell’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia. Grazie ai tanti amici conosciuti, soprattutto ai ragazzini dell’oratorio dove siamo stati accolti con cui ci siamo concessi una partita a pallone. Ha vinto sicuramente l’amicizia e subito dopo la stanchezza. Questa mattina, lasciata Corleone, abbiamo ripreso il cammino per raggiungere Contessa Entellina dove ad attenderci ci sarà il Sindaco Parrino ed il caro amico trasversale Nino Montalbano dell’associazione Vivere Slow. A dopo.
Descrizione archeologica.
La tratta attraversa la viabilità che collegava i siti archeologici di Hippana, Portella dei Giudei, Pizzo Spolentino e Montagna Vecchia di Corleone, mediando fra le caratteristiche naturalistiche, archeologiche e le esigenze proprie del cammino.
Attraversata la regia trazzera 81, ricalcata in buona parte dalla statale 118, si passa dalla portella Imbriaca e da lì si imbocca la regia trazzera che passa sotto il santuario di Pizzo Spolentino. Qui è stata rinvenuta una piccola area sacra situata in posizione extraurbana, in prossimità del varco di accesso all’anonimo
insediamento di Cozzo Spolentino, sembra infatti
destinato alle donne e dedicata ad una divinità connessa
al mondo muliebre. Da lì si prosegue in direzione di Corleone passando per le pendici della Montagna Vecchia che, secondo Cluverius, era l’antica Schera menzionata nel II sec. d.C. dal geografo Tolomeo. Quest’ultimo fornisce l’elenco delle città costiere della Sicilia e quello delle città interne, le pòleis mesògheioi, tra le quali inserisce «Schera». Inoltre nel V decreto entellino, iscritto su una delle ben note tavolette in bronzo del IV-III sec. a.C. ritrovate sulla vicina Rocca d’Entella, è raccontato come insieme ai Petrinoi, ai Makellinoi e ai Kytattarinoi, anche gli Scherinoi contribuirono al sinecismo di Entella.
Il percorso si è concluso entrando a Corleone percorrendo un tratto della via Aurelia di età romana.
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