Viabilità: l’Università Kore collabora con l’Anas e Comune di Enna nel monitoraggio H24 del viadotto Himera e del Viale Caterina Savoca

Un sistema sperimentale sensibilissimo e a basso costo, così i laboratori di dinamica dell’università Kore monitorano h24 il viadotto Himera. L’università ennese sottoscritta una convenzione – a titolo gratuito – con l’Anas da il suo contributo per la riapertura in sicurezza dell’autostrada A19. I sensori, dal 14 ottobre, sono istallati su una pila della carreggiata (direzione Catania) e su tre di quella in direzione Palermo, rimasta integra a seguito della frana del 10 aprile che divise a metà la Sicilia. «In questo modo – spiega Giovanni Tesoriere, preside della facoltà di Ingegneria – abbiamo la possibilità di vedere se il movimento franoso determina ulteriori danneggiamenti sulla campana integra. Consentendoci di avere il controllo anche sulla bretella, bypassa realizzata dall’Anas, la preoccupazione resta una: che il sistema franoso si possa rimettere in moto. Diventa perciò fondamentale – spiega il Preside – capire su quale tratto dell’infrastruttura si possa contare». Sono dei sensori non commerciali ma sperimentali, realizzati nella loro parte hardware da una giovanissima società palermitana la «WiseNet engineering». «L’idea è quella di adoperare sensori con un basso costo iniziale – spiega Giacomo Navarra, Assistant Professor di Scienza delle Costruzioni e ideatore del sistema – e fornirgli attorno un po’ di intelligenza, di trattamento del dato in maniera tale da poter realizzare un sensore capace di misurare informazioni di carattere strutturale». E così è andata. La centralina in autostrada, alimentata da un piccolo pannello solare, invia costantemente i dati alla centrale operativa (nei laboratori di Ingegneria a Enna). Ma non è tutto, queste informazioni o eventuali allarmi in tempo reale sono trasmessi anche tramite email e arrivano direttamente nello smartphone del docente e degli altri esperti Kore. «Noi abbiamo predisposto il programma che rileva le informazioni – spiegano nell’accogliente studio del Preside- l’Anas dovrà dirci qual è ad esempio la rotazione limite che loro reputano pericolosa». Questi sensori, dei prototipi quasi “artigianali” – che utilizza i giroscopi che vengono messi dentro un comune telefonino e quindi costano pochi euro – sono così sensibili e di grande precisione che rilevano anche le variazioni che si hanno durante la notte per effetto della dilatazione termica normale a maggior ragione se parte una frana». E se un veicolo “becca” un guardrail il sensore lo percepisce e la Kore lo sa. Ma cosa rivelano questi dati? «Come da accordi presi con l’Anas non possiamo rivelare i valori acquisiti e cosa sta avvenendo». Mistero? «Diciamo che il sistema rileva», dice sorridendo il Prorettore a noi le conclusioni.

Angela Montalto

Anche Enna potrà godere di una sentinella sempre vigile, in accordo con il Sindaco Maurizio Di Pietro e la nuova amministrazione la Kore, dopo il terribile crollo di Viale Caterina Savoca, si è messa subito a lavoro. Avviata quindi una collaborazione – anche questa a titolo gratuito – con l’Ufficio tecnico del Comune (il progetto verrà redatto da quest’ultimo supportato dai laboratori dell’università). Già fatti i rilievi, ci sono prove geotecniche in corso, la facoltà di Ingegneria sta lavorando per fornire in tempi rapidissimi una soluzione pensata e verificata, un progetto da presentare a Roma. «Il sindaco di Enna – dice il preside Tesoriere – saputo che il laboratorio di Dinamica del professore Giacomo Navarra ha sviluppato questa tecnologia in grado di monitorare il viadotto ci ha chiesto di poterla utilizzare sull’edilizia interessata dalla frana per valutarne le condizioni delle abitazioni. Quindi stiamo realizzando dei nuovi sensori ad hoc». Che idea si è fatto su questa frana? « Il mio timore è che con queste piogge si allarghi il fronte della frana investendo – non le case fondate su roccia – ma le altre parti del muro di contenimento della strada. Quindi il pericolo reale è la frana diventi più profonda e non che si allarghi, bisogna fare in fretta»

Angela Montalto

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