VERSO IL MUSEO CIVICO di ASSORO

VERSO IL MUSEO CIVICO di ASSORO

Sabato 23 dicembre, in Assoro, presso il convento M. SS. Degli Angeli, nell’ambito delle manifestazioni natalizie gestite dall’ANCeSCAO, organizzato dal Comune di Assoro in collaborazione con Soprintendenza BBCCAA di Enna, Polo regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per i siti culturali, Servizio Turistico di Enna, ed esperti e studiosi dei luoghi, si è svolto un importante convegno che precede l’imminente inaugurazione del Museo Civico di Assoro, Antiquarium Archeologico e delle Tradizioni.
Un importantissimo traguardo per l’amministrazione Bertini che dopo anni di impegno per risolvere i tanti aspetti burocratici ed amministrativi connessi e perseguendo la finalità culturale della realizzazione del Museo Civico di Assoro, vede concretizzarsi un obiettivo inseguito da decenni dalla città. Grazie anche alla fattiva e determinante collaborazione del Soprintendenza di Enna, diretta dall’arch. Salvatore Gueli e degli altri uffici regionali competenti.
Preceduto dai saluti istituzionali del sindaco di Assoro, Giuseppe Bertini e del Dirigente del servizio Turistico di Enna, dott. Renato Giuliana il quale apprezzandone valori e finalità ha caldeggiato la realizzazione del museo, nonché dal contributo relativo all’Attività di tutela della Soprintendenza di Enna da parte della dott.ssa Pinella Marchese dirigente responsabile della “Sezione per i beni archeologici” ed in rappresentanza della stessa soprintendenza, il programma dei lavori, ideato e coordinato da Angelo Giunta, ha visto interventi scientifici da cui si è evinta la missione dell’istituendo museo che darà conto della millenaria storia dei luoghi, ovvero temi di carattere archeologico, etnoantropologico, artistico, monumentale, paesaggistico. Il tutto completato da una immersione “sensoriale” con assaggi di prodotti locali, musiche, canti e visita dei luoghi. Un museo infatti oltre che a luogo di educazione e studio, serve anche ad emozionare.
. Rosario Patanè, archeologo, dirigente della “Valorizzazione, promozione, ricerca scientifica, gestione siti dipendenti” del Polo regionale di Piazza Armerina Aidone ed Enna per i siti culturali ha sviluppato il tema della musealizzazione con particolare focalizzazione sull’allestimento del Museo Regionale interdisciplinare di Enna che ospita una sala con i reperti rinvenuti nel territorio di Assoro, alcuni di peculiare valore, come il corredo funerario in bronzo di un capo guerriero, che da conto dell’interazione tra la cultura indigena e di quella greca. Ha accennato ai reperti archeologici di Assoro custoditi in altre strutture museali, tra cui, di notevole importanza, una situla (secchio rituale) in bronzo ellenistica, rinvenuta durante i lavori per la strada ferrata ad Assoro nel 1916, salvata dal mercato clandestino dall’archeologo Paolo Orsi e documentata dallo stesso nel 1920, ora custodita nei magazzini dell’omonimo museo di Siracusa.
Carmela Bonanno, archeologa, attuale Dirigente Polo Regionale di Ragusa per i siti culturali, ha sviluppato il tema di Assoro, la necropoli di Piano della Corte. La stessa infatti ha rivestito il ruolo di responsabile della sezione archeologica della Soprintendenza di Enna, ed in tale veste ha diretto ad Assoro scavi con il recupero di alcuni reperti; ne ha riassunto i risultati che hanno consentito la conoscenza della storia dei luoghi del periodo in particolare tra il IV e II sec a.c. facendo apprezzare altresì caratteri stilistici ed artistici nonché il loro legame con i territori circostanti, così come espressi nei reperti conservati presso i vari musei dell’isola, (Agrigento, Siracusa, Palermo, Enna).
Una organica e chiara esposizione di Rossella Nicoletti, archeologa, libera professionista, dal titolo Verso la carta archeologica del territorio di Assoro, basata sulla letteratura, sugli studi ed i documenti pubblicati (testi classici di Diodoro Siculo, Cicerone, Plinio; resoconti dei viaggiatori Fazzello, Amico, Cluvier, Holm, Houel; scavi e acquisizioni di Paolo Orsi, Bernabò Brea, G. Gentili, J.P. Morel; attività della Soprintendenza di Enna) nonché per esperienza diretta nell’ambito dell’ archeologia preventiva, ha delineato il quadro di notevole interesse culturale della ricerca archeologica nel territorio di Assoro che saranno di supporto all’allestimento museale.
Girolamo Bellomo, architetto, libero professionista ha relazionato sul Progetto di musealizzazione dell’ex Convento M. SS. Degli Angeli ad Assoro. Ne ha sintetizzato l’iter progettuale che si è materializzato con il recupero del monumento con i metodi del restauro ed il suo adattamento ad allestimento museale. Particolare attenzione è stata rivolta al recupero delle aree archelogiche rinvenute nell’edificio durante il corso dei lavori con l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Enna (risultanze di studio non ancora pubblicate) che ora, con modalità progettuali adeguate, consentono l’apprezzamento dello sviluppo dei luoghi nell’antichità. Importante risultato del restauro è anche il rinvenimento di vari dipinti murari tra cui si distingue per notevole fattura e peculiarità iconografica, un cenacolo seicentesco di autore ignoto.
Un edificio completo in ogni parte, strutture, impianti, arredi. Alcune vetrine ospitano già esempi della civiltà mineraria e delle tradizioni ed alcune sale sono arricchite di parte della collezione dell’archivio storico comunale. Sono fruibili anche i pannelli didattici illustranti i caratteri ambientali, etnoantropologici, artistici, monumentali, archivistici del territorio, frutto dell’esperienza di Museo Diffuso posto in essere negli anni scorsi dal club Unesco di Enna in collaborazione con il Comune di Assoro.
Il tutto organicamente inserito nel complesso conventuale del 1622 che, introdotto da una scenografica scala in pietra, è completato dalla chiesa , ricca di testimonianze e di opere d’arte mobili e dipinti murari restaurati di recente con interventi della Soprintendenza ai BBCCAA di Enna.
Il comune ai fini dell’attività di custodia e fruizione ha stipulato una convenzione con la confraternità di M. SS. Degli Angeli ad Assoro, che con il proprio volontariato, contribuisce al decoro ed alla cura degli ambienti.
Dopo un intervallo che ha consentito la degustazione di prodotti locali della tradizione, pane, formaggi, salumi, vino, offerti dalle aziende del territorio (Pandittaino, Caseificio il Cavalcatore, Azienda Agricola Mulinello) si è proceduto alla visita guidata degli ambienti museali, della chiesa e quindi della limitrofa area castellana, con pause di approfondimenti a carattere storico, archeologico, monumentale, paesaggistico; il tutto con un panorama privilegiato che spazia a trecentosessanta gradi su gran parte della Sicilia.
Con la ripresa degli interventi, si è data priorità ai Cantori Assorini che con il loro canti hanno contestualizzato l’atmosfera natalizia; spunti di carattere tradizionale che si intendono perseguire con la musealizzazione, sapientemente introdotti, con la passione che lo contraddistingue, dall’etnomusicologo Pino Biondo tramite una contestualizzazione di carattere generale frutto della sua ricerca ed esposta con un filmato documentario. Musiche e canti natalizi che rimandano alla religiosità, alla tradizione dei contadini e degli zolfatai, che all’alba prima di recarsi ai duro lavoro, si concedevano un pò di tempo per l’anima ed il diletto e lenivano la propria condizione di sofferenza con il senso di appartenenza.
Claudio Paterna, etnoantropologo, dirigente per la Ricerca, formazione, didattica, editoria, rapporti con ICR e CNR, istituzioni accademiche. Laboratori di restauro” del Centro Regionale Progettazione e Restauro, conoscitore dei luoghi per la sua esperienza pluriennale presso la Soprintendenza di Enna, ha delineato i caratteri di usi e costumi territoriali, feste, canti, legati alla tradizione contadina e la materializzazione nei luoghi, testimoniata da numerose e maestose masserie. E’ stata delineata l’importanza delle testimonianze delle strutture di archeologia industriale che caratterizzano il territorio, le numerose miniere di zolfo, Bambinello, Vodi, Zimbalio, Giangagliano, che per rilevanza e peculiarità rivestono notevole interesse culturale tanto che ciò ha portato a vincoli di tutela come quello sulla vicina miniera di Faccilavata. Testimonianza di vita ed uso del territorio che hanno caratterizzato un’epoca e lasciato un’impronta importante nella cultura locale e che il museo nel suo allestimento dovrà contemplare.
L’intervento di Melchiorre Gnolfo, insegnante e studioso di storia locale, ha posto l’accento sui valori dei beni immateriali, usi, costumi, tradizioni, in particolare il dialetto locale di cui si sta occupando con approfondimenti e ricerche, convinto dell’importanza che la lingua Siciliana ed il dialetto locale Assorino offrono per connotare l’identità e l’appartenenza di un popolo e della sua storia. A tale scopo ha chiesto che una sezione dell’istituendo museo sia dedicata al tema della tutela e valorizzazione del dialetto.
I lavori sono stati chiusi da Angelo Giunta, attuale dirigente del Museo Regionale Interdisciplinare di Enna il cui contributo consente di aggiornare la conoscenza della storia monumentale della città di Assoro, così come delineata dalla letteratura e principalmente dagli scritti di Giovanni Gnolfo, in particolar modo ne “Le 70 chiese di Assoro”.
Lo studio (con contributi di Rossana Marino, F. Paolo Giunta , Orazio Trovato) è basato su una stampa del XVI sec. della collezione già edita di Angelo Rocca e custodita presso la Biblioteca Angelica di Roma. La stampa è stata visionata direttamente nel 2007 per consentirne l’apprezzamento documentario ma anche la valenza estetica, tra cui alcuni schizzi artistici nel recto e nel verso ed è stata acquisita tramite specifica foto professionale,. Essa è la più antica conosciuta raffigurante Assoro, inoltre per la finalità per cui è stata prodotta, ossia un Atlante delle città meridionali, progettato dal vescovo agostiniano Angelo Rocca,con incarico a tutti i conventi agostiniani dell’Italia meridionale di produrre secondo un questionario (quasi una scheda catalografica) una raffigurazione sinottica e notizie dei propri luoghi, rappresenta una cristallizzazione della connotazione storicizzata della città di Assoro nel 1584. Vi si notano i monumenti a quell’epoca presenti ad Assoro e la sua immagine complessiva ritratta da Ovest. L’analisi comparata tra l’immagine ed i dati della ricerca e la documentazione storica fino ad ora prodotta, nonché il confronto con i luoghi, ha consentito un primo risultato (che necessita di ulteriori approfondimenti e verifiche) dalle notevoli valenze e che aggiornano la conoscenza della storia di Assoro. Con risvolti inediti:
mura, e tre porte presidiate da torri su cui convergono tre strade principali con limitrofe chiese, Carmine, San Rocco e S. Pietro (per la prima volta qui raffigurate), Santa Caterina.
Finalmente raffigurata l’immagine delle struttura castellana: edificio tripartito (torri ?) di due e tre livelli, con esposizione a meridione ed aperture minimali, sovrastanti un piccolo ingresso a sua volta dominante l’attuale accesso con il disimpegno verticale a cunicolo. Una imponente cortina muraria, tra il fortilizio meridionale e l’attuale torre circolare a nord-est completa il fronte ad occidente; quindi tipologia castellana non caratterizzata da una torre albarrana come si pensava. Il sistema castellano è completato da spianate con tre balze naturali successive, con case addossate e tre chiese, S.M. di Loreto (la chiesa della vergine vista dai viaggiatori classici), S. Antonino, e San Nicola (per la prima volta qui raffigurate). Infine si apprezza che una chiesa dedicata a San Giovanni, a nord-ovest, occupa il sito della attuale della chiesa di M.SS. degli Angeli e non già la chiesa di S.Margherita, come scritto da padre Gnolfo ne “le 70 chiese di Assoro”.
L’immagine del campanile della chiesa di San Leone sfata l’ipotesi di doppio campanile e la legenda “cattredale” da conto della persistenza di attribuzione alla chiesa di sede di cattedra (Jaime Valguarnera, qui fu nominato vescovo di Malta nel 1495)
La stampa fa evincere per la prima volta il convento di Santo Agostino, con il campanile a tre livelli e la facciata della chiesa a due spioventi. Offre dettagli sulla chiesa di dello Spirito Santo, di San Biagio, della chiesa di Sant’Agata, di Santa Caterina, di Santa Lucia, dell’Abbadia di Santa Chiara, del Palazzo Valguarnera. Nel contempo lascia un dubbio sulla mancata menzione della chiesa della Misericordia che risulta edificata nel XIV sec, anche se nel periodo le sue funzioni risultano annesse al convento degli Agostiniani.
Studi ed approfondimenti e verifiche sono indispensabili, ma la stampa rappresenta già un documento determinante per la ridefinizione della storia del luogo.

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