Urps Sicilia “Il sito minerario di Pasquasia incustodito”

Miniera di Pasquasia incustodita da venerdì scorso, ultimo passo di una vicenda che lascerebbe l’ex sito minerario in balia di se stesso. A lanciare l’allarme è il presidente per le miniere all’ Urps, Giuseppe Regalbuto che mostra preoccupazione per il sito dato che il personale del corpo forestale, forse impiegato per altre attività, non svolge il lavoro di guardiania. L’ex sito minerario, dopo diverse incursioni vandaliche alcuni anni addietro con lo sversamento di olio dielettrico da parte di ignoti, fu provvisto di telecamere che potrebbero non bastare in quanto non coprono tutto il perimetro. “ Fermo restando la fiducia verso la magistratura – afferma il presidente della commissione Urps, Giuseppe Regalbuto – esprimo una certa amarezza perché i lavori della bonifica dopo che erano partiti e poi sospesi, non sono ancora iniziati. Ora il problema della miniera senza custodia per l’assenza degli agenti del corpo forestale”. E’ ineccepibile come l’Italkali voglia ripartire, grazie alla produttività del sito, anche con la miniera di Pasquasia ma ancora, nonostante la disponibilità avanzata non ha ricevuto nessuna risposta. “ L’Italkali che ha manifestato l’interesse su Pasquasia – continua Regalbuto – ha dirottato 250 milioni di euro a Realmonte, una potenzialità produttiva e occupazionale”. Il sito di Pasquasia chiuso negli anni Novanta nel sottosuolo è ricco di materiale come i sali potassici e di magnesio metallico, materiale pregiato a livello mondiale. Il governo nazionale e regionale, aveva finanziato quasi 21 milioni di euro per la bonifica e messa in sicurezza del sito che contiene la più grossa quantità di amianto con oltre venti milioni di chili di cemento amianto. L’area fu messa sotto sequestro da parte della procura della Repubblica di Enna nel 2013. Ma il tempo passa inesorabile anche se Regalbuto più volte ha ribadito come vi sia l’interesse anche da parte di alcune multinazionali per sfruttare il sito con l’estrazione di sale di potassio (ve ne sarebbero quantità per oltre 30 anni di estrazione) mentre dallo scarto della lavorazione si andrebbe a produrre un materiale molto richiesto a livello mondiale come il magnesio metallico. “ Mentre il governo Renzi sblocca alcuni cantieri sotto sequestro per riprendere la produzione – conclude Regalbuto – non vedo come mai le attenzioni su Pasquasia siano venute meno. A mettere il sito in agonia è la lunga burocrazia”. La bonifica per questo sito è necessario ma la mancanza di custodi potrebbe essere oggetto di atti vandalici.

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