Uppi, su calcolo metri quadrati per il pagamento della Tari

L’UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, sempre attenta alle novità, evidenzia il rischio che i

Comuni della provincia utilizzino la superficie catastale evidenziata nelle visure, in base al recente adeguamento dell’Agenzia delle Entrate ex Agenzia del Territorio, al fine di calcolare la tassa sui rifiuti TARI. Nulla è di più errato: l’attuale normativa determina la superficie valida al calcolo TARI identificandola con la superficie utile calpestabile a filo interno delle murature, quindi escludendo anche le tramezze interne, ma includendo la superficie utile di cantine e garage. L’esenzione spetta alle terrazze ed ai balconi se non chiusi.

Non vi è ombra di dubbio che il lavoro svolto dall’Agenzia sia un lavoro notevole per essere riuscita

ad inserire milioni di superfici all’interno delle visure catastali, ed indubbiamente pregevole e prezioso: pare tuttavia pacifico ed inevitabile che ciò comporti anche innumerevoli errori o di calcolo delle superfici o delle planimetrie (basti pensare alla fotocopiatrice che ingrandisce o rimpicciolisce di mezzo millimetro la fotocopia di una planimetria e ciò gioco forza altera metri in più o meno che restano calcolati in modo non corretto e normalmente a discapito dei proprietari).

Incomberà conseguentemente al proprietario, a proprie spese, la verifica della superficie catastale,

al fine di correggere eventuali errori, e, contemporaneamente, far verificare la superficie valida ai

fini TARI. L’UPPI mette, fin da subito, a disposizione i propri tecnici, che operano presso tutte le proprie sedi provinciali e distaccate, per eseguire correttamente i calcoli delle superfici catastali

che dovranno essere oggetto di rettifica da parte dei Comuni e della stessa Agenzia.

Ciò che sconcerta è che in caso di errore commesso dall’Agenzia e/o dal Comune debbano essere,

come al solito, i singoli proprietari interessati alla correzione a dovere eseguire i calcoli a propria

cura e spese facendoli poi pervenire ai comuni stessi. Resta comunque la certezza, nonostante

quanto sia stato affermato dalla Agenzia e già recepito da alcuni comuni, che AI FINI DEL CALCOLO

DELLA TARI LA SUPERFICIE CUI DEVE FARSI RIFERIMENTO (come vuole la legge) E’ LA SUPERFICIE

UTILE CALPESTABILE A FILO INTERNO DELLE MURATURE, e NON la superficie catastale in possesso

dell’Agenzia stessa.

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