Unimprese Enna, interessi per le imprese sino al 20%

Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su segnalazioni raccolte fra le aziende associate, l’accesso al Fondo centrale di garanzia e ai Confidi è spesso così costoso da risultare impraticabile. Uno dei casi clamorosi, rilevati nell’indagine, riguarda un finanziamento da 25.000 euro.

Nel dettaglio si trattava di una linea di credito, finalizzata all’esportazione, chiesta utilizzando la garanzia del Fondo Centrale istituito dal Ministero per lo Sviluppo Economico. La banca a cui è stata presentata la domanda di finanziamento, dopo aver visionato i bilanci e la situazione patrimoniale, ha chiesto all’impresa cliente anche la garanzia di un Confidi che copre il 50% dell’importo richiesto, quindi 12.500 euro.
Il Confidi incamera una garanzia dall’impresa, pari al 5,5% dell’intero finanziamento (25.000 euro), quindi 1.375 euro. Oltre a tale importo, l’impresa è obbligata a pagare 270 euro di quota associativa all’organizzazione imprenditoriale collegata, 250 euro a titolo di fondo cauzione una tantum e altri 160 euro a titolo di fondo cauzione annuale. In totale, l’utilizzo dei Confidi impone costi per 2.055 euro, pari all’8,22% del finanziamento richiesto. Costi a cui vanno aggiunti quelli pretesi dalla banca erogante la linea di credito: 1.750 euro di interessi, pari al 7% dell’importo; 1.000 euro per la gestione della pratica. Complessivamente l’istituto incassa 2.750 euro, pari all’11% della somma richiesta. Il Fondo Centrale di Garanzia copre il 60% dell’importo richiesto in banca dall’impresa e si fa pagare, a titolo di garanzia, lo 0,60% sulla somma garantita (15.000 euro su 25.000), cioè 90 euro. Considerando i 2.055 euro dei Confidi (8,22%), i 2.750 euro della banca (11%) e i 90 euro del Fondo centrale (0,36%) gli interessi e i costi complessivi che un’impresa è costretta a pagare per una linea di credito arrivano a 4.895 euro, pari al 19,58% del finanziamento.

“Abbiamo analizzato molti casi e vogliamo portare all’attenzione del Governo una situazione ormai non più sopportabile, – commenta il Presidente di Unimpresa Enna e Caltanissetta, Michele Turrisi – per rimettere in moto il motore del credito serve un intervento drastico. Le garanzie pubbliche sono importanti e vanno rese più accessibili, altrimenti la liquidità extralarge immessa nel mercato dalla Banca centrale europea non potrà essere sfruttata dalle piccole e medie imprese”.

“Il nodo principale da risolvere – conclude Turrisi – è proprio quello delle garanzie: ne vengono chieste troppe agli imprenditori e, se si cerca di utilizzare strumenti statali o di categoria, si scopre che i costi sono elevati, al punto da rendere non conveniente chiedere un finanziamento”.

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