Unimpresa EN-Cll il territorio provinciale è un deserto e la politica è assente

Il territorio provinciale è un deserto e la politica è assente

La crisi economica e demografica investe ormai da anni il territorio ennese. Due aspetti che sommati evidenziano un unico denominatore: desertificazione dell’intera provincia. Le nascite sono sempre meno e i pochi giovani, ben preparati culturalmente e didatticamente, sono costretti a lasciare il territorio per cercare prospettive di lavoro al nord o addirittura all’estero. Ad Enna poi la desertificazione è evidentissima, è quasi del tutto assente la fascia di giovani che va dai 25 ai 40 anni, praticamente la più produttiva, quella più in linea con il presente capace di aggredire e sfruttare a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie. Una lacerazione costante e ampia che unisce al dolore personale dei moltissimi genitori che assistono con la morte nel cuore all’emigrazione dei propri figli il danno materiale per il territorio. Senza giovani non c’è futuro. Ma Enna registra pure la beffa perchè investe, con enormi sacrifici delle famiaglie, sulla preparazione e scolarizzazione dei giovani per poi regalarli, di fatto, gratis ad altre realtà che ne sfruttano compiutamente la preparazione. In questo quadro estremamente negativo si staglia con una pesantezza allarmante la scomparsa del mondo politico ennese. Non esiste, o se c’è è nascosta, una classe dirigente capace di preparare la comunità a nuove sfide. Sembra invece che i politici nostrani ancora in voga siano tutti in fila per accampagnare l’ultimo respiro di un territorio che è in coma profondo. Da Palermo e Roma nessuna risposta, nessuna prospettiva, nessuna considerazione. “E’ proprio questa la situazione – dice Salvatore Puglisi responsabile interprovinciale En-Cl di Unimpresa -. Il territorio ennese si svuota giorno dopo giorno perdendo continuamente le forze migliori, più competenti e capaci di scrivere un nuovo futuro”. Una situazione tristissima fotografata molto bene anche dall’unico fiore all’occhiello che oggi Enna può esibire: l’Università Kore. In pochissimi anni l’ateneo locale si è imposto all’attenzione nazionale per l’alto grado di preparazione che riesce ad assicurare ai propri studenti. Sono però pochi, pochissimi, coloro i quali riescono ad esprimere le proprie competenze sul territorio provinciale. Una crisi a 360 gradi che mortifica tutto l’Ennese e non offre valide prospettive. “E’ bene sottolineare – continua Puglisi – che siamo in presenza di un malato gravissimo, praticamente in coma, con medici svogliati o del tutto disinteressati che propogono quale unica cura, acqua bollita con l’alloro. E si perchè chi sta al governo mette in campo misure teoricamente ben fatte ma poi praticamente impossibili di concretizzare sul territorio”. Affermazione grave che però Puglisi specifica meglio: “E’ il caso, per esempio, di “Resto al Sud” che propone finanziamenti alle nuove imprese”. Ecco di cosa si tratta in sintesi. Su un investimento di 100 il ministero finanzia il 65 % e l’imprenditore deve scucire il restante 35 %. “Ma se stiamo parlando di territori estremamente poveri – continua il numero uno di Unimpresa – e di provvedimenti indirizzati ai giovani è facile immaginare che se un nostro trentenne ha l’adire di sviluppare la propria idea difficilmente possiede in tasca il 35 % di sua competenza. É inevitabile che deve chiedere risorse alle banche e magari a garantire saranno i genitori con la propria abitazione. E qui gli istituti di credito invece di aprire le porte le sbarrano con richieste esosissime tanto da far scoraggiare molti a tentare la strada dell’imprenditoria”. La soluzione qual è: “Deve essere lo Stato a garantire quel 35 % senza dare spazio agli atti di strozzinaggio delle Banche che invece di ringraziare per una politica, definibile da scendiletto o da perenne Pronto Soccorso, continuano a perseguitare le nostre imprese. Senza dire che sono proprio le banche a dividere in due l’Italia. E’ noto che il credito costa molto meno al Nord che al Sud e dovrebbe essere esattamente al contrario se il governo centrale avesse davvero in mente di rilanciare il Mezzogiorno”. Un’analisi cruda che non infonde ottimismo ma che fotografa la realtà. Per evitare che venga letta l’ultima orazione a questo territorio che bisogna fare? “La politica deve battere un colpo. Prima di tutto deve cominciare a guardare in prospettiva senza pensare alla prossima elezione. Poi sarebbe necessario un miracolo ancora più grande. L’attuale classe politica dovrebbe lasciare a casa i personalismi e fare squadra su un progetto di sviluppo compatibile con il territorio. Forse sono pie illusioni – conclude Puglisi – ma il disastro è grande e per tentare di arginarlo sono necessari grandissimi progetti e grandissime voglie di ridare un futuro alla nostra derelitta provincia”. Il messaggio del responsabile interprovinciale di Unimpresa è chiaro, ma esiste una classe politica ennese? E casomai ne verrà appurata l’esistenza, questa è capace e vogliosa di scommetersi su questi grandi temi?

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