Unimpresa En-Cl. su aumento fenomeno usura

Uno degli Atti Parlamentari della seduta della Camera dei Deputati del 13 ottobre 2015 riporta che il fenomeno dell’usura, soprattutto nelle regioni del sud Italia quali Calabria, Sicilia, Campania, Puglia e Basilicata, è in forte crescita anche a causa della crisi economica che ha generato la riduzione dei prestiti da parte delle banche. Dalla discussione emerge che, numeri alla mano, i casi di usura denunciati alle forze dell’ordine è passato dai 352 del 2011 ai 460 del 2013. Evidentemente questi dati ufficiali non possono essere esaustivi per comprendere la grave piaga dell’usura poichè, come è noto, molto spesso chi è vittima di usura si guarda bene dal rivolgersi alle Forze dell’Ordine e non denuncia gli strozzini per paura di ritorsioni, minacce personali e ai propri familiari. Un esempio lampante di questo fenomeno ci viene fornito dalla recente notizia dell’arresto di un usuraio di Villarosa (En) che, sfruttando le forti difficoltà economiche degli imprenditori del luogo, concedeva prestiti con tassi di interesse oltre l’80% e, nonostante le indagini siano andate avanti per oltre un anno, nessuna delle vittime ha denunciato tale sopruso. La stampa siciliana è giornalmente una fonte inesauribile di esempi su come l’usura sia predominante nel nostro sistema. Secondo l’indice del rischio di usura la Sicilia si colloca al 145,3 % in più della media italiana inoltre, le banche, secondo un recente rapporto del centro studi Unimpresa nazionale, nel settore privato hanno drasticamente abbassato i finanziamenti del 7% (circa 100 milioni di euro).

La crisi, soffermandoci anche nella realtà dell’entroterra siciliano, si respira ovunque: la disoccupazione giovanile è alle stelle, i consumi delle famiglie sono scesi del 13% ed il PIL è sceso del 15%, gli unici settori economici che portano risorse economiche sono l’impiego pubblico ed i pensionati. Abbiamo e continuiamo a pagare fortemente il ritardo del Governo siciliano che, pur continuando a portare avanti una non-politica di sviluppo, si ostina a restare in piedi per non vedere i circa 10.000 euro mensili dei Deputati dissolversi nel nulla. Auspichiamo che la Prefettura di Enna non venga soppressa onde evitare il proliferarsi di atti criminosi, quali l’usura.

Continuiamo ad assistere allo spopolamento delle città da parte dei giovani in cerca di fortuna altrove, alle tantissime imprese ai limiti della sopravvivenza e a tante altre che chiudono giorno dopo giorno. La situazione diventa di ora in ora sempre più preoccupante e, se la politica non capisce che il tempo di agire è arrivato ormai da troppo tempo, esiste il serio rischio che l’esasperazione dei tanti imprenditori con l’acqua alla gola e dei giovani senza un futuro porterà a dei pesantissimi scontri sociali.

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