Unimpresa, cura anticrisi proposta al futuro governo

Unimpresa, cura anticrisi proposta al futuro governo
Riforma del fisco, incentivi per le reti d’impresa, minori sprechi sanitari, rilancio e potenziamento delle imprese sui mercati esteri, incremento del turismo e azioni innovative nel settore dello sport. È questa la cura proposta all’interno del documento programmatico Unimpresa “5 anni con l’Italia al centro” illustrata nei giorni scorsi ai nuovi partiti, in vista delle prossime elezioni del 4 marzo. «La pressione fiscale, la morsa burocratica, il difficile accesso al credito e le numerose tassazioni – denuncia Maria Concetta Cammarata, vice presidente nazionale Unimpresa – contribuiscono alla chiusura di tante aziende e scoraggiano i giovani che vogliono fare impresa. In Sicilia urge un piano di sviluppo e crescita». Non c’è tempo da perdere. «Per questa ragione – ammette – abbiamo proposto delle iniziative rivolte alla prossima legislazione da mettere in atto per non sprecare i prossimi cinque anni».
Tra i primi problemi urgenti, da sottoporre all’attenzione dei partiti e del futuro governo, la diminuzione del carico fiscale. «Bisognerà –spiega Cammarata – stabilizzare l’aliquota del 19% sulla media europea, applicare una tax flat non superiore al 20%, introdurre un sistema di tassazione sostituivo per le aziende che fatturano fino a 300.000 euro con una tassa al 5% per chi ha dipendenti a tempo determinato e al 3% per quelle a tempo indeterminato, adottare un regime a tre aliquote per l’imposta sui redditi delle persone fisiche, agevolare e favorire i contratti di rete tra aziende». Sul piano del lavoro, invece «occorre sviluppare il welfare aziendale e applicare una riforma contrattuale» Da non sottovalutare nel campo della sanità «l’incentivazione delle strutture pubbliche a eseguire visite ed esami anche di pomeriggio e nei weekend e controlli per abbattere del 10% la spesa pubblica sanitaria».
Preoccupa poi, il forte divario tra Nord e Sud che crea disuguaglianze e povertà. «Secondo i nostri dati, – dice Cammarata – l’occupazione al Nord supera i livelli pre-crisi mentre al Sud deve ancora recuperare le 380000 unità con un tasso di occupazione tra i peggiori d’Europa. Altro dato allarmante – prosegue – è l’accesso al credito bancario. Se al centro Nord gli impieghi bancari eccedono i depositi per oltre 800 miliardi di euro, al contrario al sud gli impieghi sono inferiori ai depositi per circa 10 miliardi di euro nel 2016. La nostra soluzione – chiarisce – verte sul rilancio degli investimenti pubblici e sull’attivazione di uno specifico fondo per la crescita delle imprese del Mezzogiorno». In questa prospettiva si inserisce anche l’apertura verso l’internalizzazione che «va potenziata attraverso fiere di settore e sistemi di conoscenza dei mercati».
In Sicilia, nonostante l’immenso patrimonio artistico-culturale e la risorse paesaggistiche e gastronomiche, il turismo stenta a decollare. Soltanto il 15% dei turisti stranieri sceglie le regioni dell’Italia meridionale per le vacanze, mentre la restante preferisce il resto d’Italia. «Un fatto che si può spiegare, – commenta – con la scarsa capacità ricettiva delle strutture del Sud Italia, un terzo rispetto al centro nord, e l’incapacità di potenziare la domanda di soggiorno in arrivo dall’estero. Servirà rafforzare questi due punti deboli». Infine, nel settore dello sport «sarebbe auspicabile introdurre misure nuove in ambito scolastico per ottenere significativi risultati economici e creare anche occupazione», conclude.

a cura dell’Ufficio stampa Unimpresa Sicilia

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