Unimpresa attacca “La politica gioca sulla pelle di imprenditori, lavoratori e giovani”

Unimpresa attacca “La politica gioca sulla pelle di imprenditori, lavoratori e giovani”
«In Sicilia quasi 83 mila imprese, cuore pulsante dell’economia, faticano ad andare avanti a causa di una politica assente e fallimentare». È quanto denuncia il presidente regionale Unimpresa, Salvatore Puglisi. «La regione – continua – ha perso 117 milioni di euro di fondi europei nel pon 2007-2013, per investire sulle piccole e medie imprese, e i progetti di finanziamento 2014- 2020 stanno partendo casualmente solo adesso sotto campagna elettorale e con tre anni e mezzo di ritardo rispetto ad altre regioni, come Veneto e Lombardia, dove sono partiti in tempo. Non possiamo giustificare una politica indifferente, da anni, alle strategia di sviluppo economico che si attiva solo in tempi di elezioni».
Ma al danno si aggiunge anche la beffa. «La nuova legge di Bilancio 2018 – spiega – che prevede uno sgravio del 100 per cento per i neo assunti, è l’ennesima umiliazione per le imprese siciliane che sono ormai al collasso. Come si può pensare – si domanda Puglisi – che gli imprenditori possano assumere lavoratori se manca il lavoro perché l’economia sull’isola è ferma da anni?». Secondo i dati Unimpresa, negli ultimi cinque anni, soprattutto, il settore edilizio ha subito un forte arresto portando alla chiusura migliaia di aziende e licenziando numerosi lavoratori. «Nelle sole province di Enna e Caltanissetta, – dice – abbiamo perso circa 1500 imprese edili e quasi 5 mila posti di lavoro perché non si fanno più gare d’appalto pubbliche e la stretta creditizia ha quasi azzerato l’edilizia privata. Chi ha resistito – chiarisce – lo ha fatto indebitandosi con gli istituti di credito. Lo Stato ha pensato di risollevare le banche dalla crisi con un finanziamento di 15 miliardi di euro mentre, al contrario non ha investito un soldo sulle piccole e medie schiacciate da una pressione fiscale che ha raggiunto livelli inaccettabili».
Fino a quando l’economia dipenderà dalla politica, i fondi europei verranno spesi male, mancherà una programmazione del territorio e la Sicilia non avrà mai uno sviluppo. «In questo momento, i politici pensano a occupare la poltrona infischiandosene che dietro ogni impresa ci siano intere famiglie di lavoratori e che il prezzo più alto viene pagato da molti giovani che, senza un futuro, lasciano la Sicilia. Non è più tollerabile – conclude – che la politica continui a giocare sulla pelle di tanti imprenditori, lavoratori e soprattutto giovani»

a cura dell’Ufficio stampa Unimpresa Sicilia

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