Un’area perennemente da tutti contesa: quella di Pergusa

L’area di Pergusa come la Palestina…? Estremizzando al massimo il paragone pare proprio di si. Ormai da diversi decenni questo sito di impareggiabile bellezza da un punto di vista naturalistico ed ambientale per la presenza della Riserva naturale speciale ma nello stesso tempo ricco storia come quella del Mito ed anche di fascino dovuta alla presenza anche dell’autodromo più importante da Roma in giù è terra contesa. Ormai ad ogni cosa che si muove intorno a questa area scattano immediatamente reazioni sia da parte degli ambientalisti che autodromisti con una guerra che ad oggi non è riuscita a trovare un punto di sintesi, ma non solo che fa il gioco e presta il fianco a chi invece cerca di sminuire l’importanza dei due valori sia quello ambientale che sportivo a favore di altri territori. Ognuno rivendica le proprie ragioni che a loro dire sono quelle giuste. Tutti ricordano la famosa vicenda dei Cigni reali che nidificarono a Pergusa e che bloccarono l’arrivo della Ferrari di Jean Alesi. E tutti ricordano che quei Cigni poi furono decapitati da qualche imbecille. Ma questo non è che uno dei momenti più famosi di questa sorta di guerra dei cento anni che ancora oggi sembra non trovare soluzione che non fa altro che frenare le prospettive di sviluppo dell’area. Anche gli stessi enti interessati si trovano in grande difficoltà a dirimere la matassa. Uno su tutti l’ex Provincia che da un lato è l’ente gestore della Riserva naturale speciale e dall’altro socio del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa. Uno stallo quindi che di fatto blocca tutto. Infatti se da un lato c’è chi accusa l’autodromo di essere solo una striscia di cemento ed asfalto che non porta nessun beneficio al territorio se non quello di garantire qualche poltrona politica dall’altro c’è invece chi punta il dito verso gli ambientalisti affermando che di riserva non si mangia. E se i primi rivendicano il fatto che se Enna è conosciuta nel mondo per la maggior parte lo deve all’autodromo ricordando con orgoglio i “100 mila” del Ferrari Day, dall’altro gli ambientalisti ed altri ricordano che l’area di Pergusa è una delle più importanti zone umide in Sicilia anche da un punto di vista scientifico e sopratutto il luogo del Mito che proprio da alcuni giorni da parte del Fai è stato definito patrimonio immateriale. Quindi di fatto è la solita storia del cane che si morde la coda mentre invece con un pizzico di buonsenso i due siti potrebbero (tra l’altro come per certi versi fanno oggi nel rispetto delle regole ovvero le leggi regionali e nazionali e regolamenti) non solo convivere ma anche con una mirata sinergia fare da effetto traino uno con l’altro e divenire così veramente volano di sviluppo economico del territorio. Le attività motoristiche vengono regolamentare nel loro svolgimento dal regolamento della Riserva e tutte le altre manifestazioni sportive che vi si svolgono come quelle podistiche, ciclistiche si sposano benissimo con i regolamenti della riserva. Quindi sport e non solo motoristico ed ambiente se si vuole possono convivere all’insegna del turismo sostenibile. Adesso l’ultima polemica che si sta “combattendo” tutta sui Social, la notizia che la Pirelli sta realizzando i lavori di rifacimento dell’asfalto della pista che così continuerà sino al 2030 ad essere utilizzata sia dall’importante casa di produzione di pneumatici per 150 giorni l’anno per testare i propri pneumatici e nel rispetto delle normative, ma anche per ospitare altre manifestazioni non solo di carattere motoristico e legate anche al rispetto dell’ambiente come studi e ricerca verso nuove forme di energia alternative ed educativi come corsi di guida sicura ed educazione stradale per le scuole. Ed a quanto pare tutto ciò ha destato preoccupazioni a Legambiente Sicilia che ha richiesto a tutti gli enti preposti al rilascio delle certificazioni ed autorizzazioni varie per la realizzazione dei lavori (che dovrebbero concludersi entro il 30 giugno) l’accesso verso questi atti. Preoccupazioni legittime che meritano di essere chiarite e che ci si augura che gli stessi enti interessati chiariranno nel rispetto dei tempi e delle norme e regolamenti vigenti in materia di trasparenza della cosa pubblica se trattasi di istituzioni pubbliche. Tutto ciò ha continuato a creare preoccupazioni e paure in particolare da parte di chi fruisce dell’autodromo di Pergusa per attività podistiche ed amatoriali. Infatti da alcuni giorni i cancelli della pista sono di fatto chiusi ed è interdetto l’accesso al pubblico. Un “divieto” che per tanti è stato interpretato come “l’inizio della fine” dell’utilizzo della pista da parte della collettività. Ma dall’Ente autodromo tranquillizzano e confermano che il divieto è limitato solamente al periodo dell’attività del cantiere e tra l’altro reso obbligatorio dalle normative in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro. Quindi della serie tanto clamore per nulla? Assolutamente no, è più che corretto che quando si parla in particolare della cosa pubblica il tutto venga eseguito nel rispetto delle regole, e ci sia una sorta di controllo. Ma è però arrivato il momento che questo territorio faccia veramente un salto di qualità e inizi a guardare un po più lontano e che tutti gli attori della contesa si tolgano le magliette di appartenenza si siedano attorno ad un tavolo e inizino a dialogare veramente per il bene della collettività.

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