UNA STAGIONE A 4 STELLE – GILBERTO IDONEA dal 24 novembre 2018 al 14 aprile 2019 L’importanza di essere Idonea

UNA STAGIONE A 4 STELLE – GILBERTO IDONEA
dal 24 novembre 2018 al 14 aprile 2019
L’importanza di essere Idonea
“Una Stagione a 4 Stelle”, il cartellone teatrale creato da Gilberto Idonea, per
volere della famiglia quest’anno sarà intitolato proprio al grande attore catanese scomparso un mese fa. Sarà il figlio Alessandro, attore e regista impegnato in tutta Italia, a prenderne le redini: «La mia volontà oggi è portare avanti il lavoro di mio padre, quello in cui credeva e quello per cui si è battuto»

Catania, Teatro Metropolitan, dal 24 novembre 2018 al 14 aprile 2019
Sabato ore 17.30 e ore 21 – domenica ore 17.30

«La prima cosa che voglio dire è grazie. La mia volontà oggi è portare avanti il lavoro di mio padre, quello in cui credeva e quello per cui si è battuto. So che avrebbe voluto così, perché è quello che ha sempre fatto: andare avanti, nonostante la malattia, nonostante le avversità e la crisi che colpisce oggi il mondo teatrale». L’importanza di essere Idonea per il 33enne Alessandro, attore e regista impegnato in tutta Italia, e figlio del compianto attore, che ha deciso di prendere in mano le redini di “Una stagione a 4 Stelle” impaginata dal padre Gilberto poco prima della prematura scomparsa. Ad un mese dal lutto – che ricorrerà esattamente il 5 novembre – che ha colpito anzitutto la famiglia ma anche tutto il mondo teatrale, Alessandro Idonea porterà sul palcoscenico del Metropolitan di Catania la stagione che, per ovvie ragioni ha subito delle modifiche, ma che non prevede stravolgimenti.
«Non voglio interrompere ciò che in tanti anni mio padre ha difeso con tutto se stesso. Gilberto Idonea viveva per la famiglia, per il teatro, ma soprattutto per il suo pubblico: per i suoi soci fondatori, così gli piaceva chiamare gli abbonati della prima stagione, quella del 2012-2013, al Teatro Metropolitan. Ha amato Catania diffondendo la nostra cultura nel mondo, quindi, nel rispetto suo e dei suoi sostenitori, andremo avanti affinché l’attività teatrale di famiglia prosegua con lo spirito che ha sempre contraddistinto mio padre, e cioè nel segno e nel rispetto della tradizione».
Oggi in un affollato foyer del Teatro Metropolitan di Catania, affollato di amici, di attori e registi, di pubblico affezionato, Alessandro Idonea ha presentato l’edizione 2018/2019 di “Una stagione a 4 Stelle” insieme a Giovanna Criscuolo, Bruno Torrisi, Pippo Pattavina, Nino Mazza (proprietario del teatro Metropolitan) e Chiara Barbagallo dell’associazione Gags, ovvero insieme a «la squadra di sempre, ai compagni d’avventura di Gilberto, che sono stati anche la sua famiglia – ha detto Mazza ricordando la sua pluriennale amicizia con Gilberto Idonea -. Noi siamo tutti qui, uniti, perché lui avrebbe voluto così. Ci auguriamo che anche il suo pubblico lo onori tornando a teatro per assistere numeroso a questa stagione che Gilberto ha imbastito per loro».
Durante una conferenza stampa che si è trasformata in un momento intimo per ricordare la figura di Gilberto Idonea, dove non sono mancati momenti di grande commozione, ad Alessandro Idonea è spettato il compito, quale nuovo timoniere di “Una Stagione a 4 Stelle”, di illustrare alla stampa e al numeroso pubblico che con grande affetto ha presenziato, la stagione quest’anno intitolata a Gilberto Idonea: 5 titoli, da novembre al prossimo aprile.
Il via sabato 24 e domenica 25 novembre al Teatro Metropolitan di Catania (con la consueta doppia replica il sabato alle ore 17.30 e alle ore 21 e la pomeridiana domenicale alle ore 17.30) con “Non Ti Pago” uno dei classici di Eduardo De Filippo, che ha avuto la sua trasposizione al cinema e in televisione, e che sarà messo in scena dalla Compagnia di Gilberto Idonea: Gino Astorina, Antonella Cirrone, Nellina Fichera, Carlo Kaneba, Loredana Marino, Enrico Pappalardo, Simone Pappalardo, Giovanni Rizzuti, Angela Sapienza, Chiara Seminara, Nino Signorello e lo stesso Alessandro Idonea, che riprenderà la regia firmata da suo padre.
Tradizione anzitutto, ma con uno sguardo anche alla comicità della nuova drammaturgia. E’ il caso di “Maggiordomo S.r.l” di Riccardo Ursino, secondo spettacolo di stagione, che il 19 e 20 gennaio vedrà in scena Giovanna Criscuolo e Alessandro Idonea diretti da Federico Magnano San Lio. Una commedia brillante e divertente che schiera in campo la stessa squadra ben collaudata di “Amore e Pinzimonio”(andata in scena lo scorso anno) e anche questa volta le risate sono assicurate: tra battute, colpi di scena e situazioni imbarazzanti, la cena di lavoro organizzata da una coppia di sposi intenzionata far bella figura con i loro ospiti si trasforma in un vero e proprio delirio comico. Sabato 16 e domenica 17 febbraio si torna alla tradizione di matrice siciliana con “L’aria del continente”, la tragicommedia a sfondo grottesco di Nino Martoglio che sarà portata in scena da uno dei grandi mattatori del teatro catanese: Pippo Pattavina, che ne cura anche la regia: «Uno dei testi più belli di Martoglio, una di quelle opere che continueremo a rivedere per sempre». Si tratta di un nuovo allestimento rispetto a quello portato in scena nel 2010 e che annoverava nel cast artisti del calibro del compianto Marcello Peracchio, ma che conferma la maestria di Pattavina, artista capace di rendere attuale un evergreen del teatro del 900, senza però tradire il testo originale. Nei panni di Don Cola Duscio, il grande mattatore esprime al meglio le sue doti umoristiche, aggiungendo la maestria dell’attore con cui far cogliere le contraddizioni e le debolezze dell’animo umano.
Dopo il successo registrato la scorsa stagione con “Maggiordomo Cercasi”, il 23 e il 24 marzo tornano a Catania Enzo Casertano e Fabio Avaro diretti da Valerio Groppa in “Roma Napoli 1-1” di Augusto Di Vincenzo. Una commedia degli equivoci che, tra situazioni comiche e paradossali, fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, una comicità che però non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto, tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore.
«La stagione di quest’anno è rimasta quella ideata da mio padre, ma abbiamo voluto rendergli due omaggi – conclude Alessandro Idonea – aggiungere al nome della stagione la firma Gilberto Idonea, e chiudere con il suo cavallo di battaglia, lo spettacolo che più lo ha rappresentato e con il quale tutti lo hanno conosciuto: ‘U sapiti com’è». Il cartellone di “Una Stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea” si concluderà, infatti, il 13 e il 14 aprile con lo spettacolo che è stato cavallo di battaglia tanto di Angelo Musco quanto di Gilberto Idonea e che ha contribuito a farlo conoscere in tutto il mondo. Quello spettacolo in cui, nei panni dello sciocco Cola, Idonea riusciva magistralmente a far ridere e a far piangere il pubblico.
La Compagnia di Gilberto Idonea tornerà così in scena al Teatro Metropolitan, riproponendo al pubblico il testo a lui tanto caro, seguendo sul palcoscenico le sue direttive di regia. Questa volta lui non ci sarà, ma la sua voce riecheggerà nelle orecchie e nel cuore: «Jemu avanti, sicuru sicuru!»

INFORMAZIONI
Orario spettacoli: sabato doppia replica ore 17.30 e ore 21; domenica ore 17.30
Abbonamenti: Poltronissime euro 70; Poltrone euro 60; Distinti euro 50
Ridotti (Over 65, under 18 e universitari): Poltronissime euro 60; Poltrone euro 50; Distinti euro 40
Prevendite
Botteghino Teatro Metropolitan, via Sant’Euplio, 21 – Catania
Tel 095.322323 (ore 10-13 e ore 17-20)

LE SCHEDE DEGLI SPETTACOLI
UNA STAGIONE A 4 STELLE – GILBERTO IDONEA
STAGIONE 2018-2019

Sabato 24 e domenica 25 Novembre 2018
NON TI PAGO
di Edoardo De Filippo
Regia Gilberto Idonea
Ripresa da Alessandro Idonea
Con La Compagnia di Gilberto Idonea: Gino Astorina, Antonella Cirrone, Nellina Fichera, Alessandro Idonea, Carlo Kaneba, Loredana Marino, Enrico Pappalardo, Simone Pappalardo, Giovanni Rizzuti, Angela Sapienza, Chiara Seminara, Nino Signorello
Scene Salvo Tropea
Direttore di scena Aureliano Idonea

Può lo spirito di un caro estinto prendere un abbaglio e, apparendo in sogno, non rendersi conto che chi riposa in quel letto non è suo figlio, ma un dipendente di questi che abita ora in quella che fu, in passato, la sua residenza? È ciò che afferma don Ferdinando Quagliolo, gestore di un banco-lotto, che avoca a sé la quaterna vincente che il padre ha dettato, per errore secondo la sua asserzione, a Procopio Bertolini. Ed ecco il ricorso di don Ferdinando a un avvocato per suffragare, invano, il suo assunto e, infine, al ritratto del padre per lanciare un’invettiva che avvalori la sua tesi: se il padre è caduto in errore e, pertanto, la vincita spetti a lui, Bertolini non se la deve godere. E così accade: Bertolini non avrà la ventura, per gli innumerevoli intoppi, di entrare in possesso della quaterna. Ma si troverà, alla fine, un escamotage! Il tagliando fortunato passerà alla figlia di don Ferdinando che lo porterà in dote all’amato Procopio. È questo l’esilarante tema di Non ti pago di Eduardo De Filippo (Napoli, 1900 – Roma, 1984) che ne fu anche primo interprete al suo debutto l’8 dicembre 1940 al Teatro Quirino di Roma con enorme successo.
«Un soggetto grottesco – scrive Renato Simoni sul “Corriere della Sera” del 31 gennaio 1941 all’indomani della “prima” milanese al Teatro Olimpia – trattato però con i modi del buon teatro d’osservazione e di carattere con un crescendo di fantasie paradossali, di contrasti, di logiche squinternate, di litigi, di trovate spiritose, di lazzi sfrenati, di tratti di vigoroso realismo con le buffonerie più sciolte, talora conducendo la commedia verso una specie di dolorosa esasperazione della comicità, talora lasciandola alla ricerca vittoriosa della più folle ilarità».
Il successo di Non ti pago fu tale che, nel 1942, Carlo Ludovico Bragaglia trasferirà quel testo sullo schermo utilizzando i tre protagonisti della pièce teatrale (Eduardo, Peppino e Titina De Filippo) e anche se il regista «s’è preso qualche libertà nella seconda parte […] senza nessun vantaggio cinematografico» ci mostra «una umanità buona e insieme scaltra la cui fantasia è percorsa da visioni d’amore […]. Sembra proprio la commedia della fortuna» (Diego Calcagno in “Film”, n. 44 del 31 ottobre 1942). Pertanto tutto è bene quello che finisce bene e la quaterna (altro titolo con cui la commedia è apparsa sui palcoscenici) sarà l’elemento catalizzatore per il fausto assioma “e vissero tutti felici e contenti”.
Sabato 19 e domenica 20 Gennaio 2019
MAGGIORDOMO S.R.L.
di Riccardo Ursino
Regia Federico Magnano San Lio
Con Giovanna Criscuolo e Alessandro Idonea

Monica e Luca sono una giovane coppia che hanno la possibilità di cambiare il loro tenore di vita grazie ad un grosso affare con un uomo facoltoso che insieme alla moglie viene invitato a cena. Per fare colpo Monica e Luca hanno assunto un maggiordomo e una cuoca rigorosamente stranieri, fingendo di vivere nel lusso. Ma improvvisamente la servitù muore, mettendo a rischio la coppia che per disperazione decide di travestirsi, alternandosi, da maggiordomo e da cuoca per non far scoprire nulla agli invitati. Quando sembra che il gioco stia funzionando ecco spuntare la vicina di casa invadente che scompiglia tutto. Tra battute, colpi di scena e situazioni imbarazzanti la cena di lavoro si trasforma in un vero e proprio delirio comico.

Sabato 16 e domenica 17 Febbraio 2019
L’ARIA DEL CONTINENTE
di Nino Martoglio
Regia Pippo Pattavina
Con Pippo Pattavina.

Perfetto modello di tragicommedia a sfondo grottesco, “L’aria del continente” di Nino Martoglio è ancora vivido esempio di ciò che fu (elargendo non poche eredità al teatro leggero ‘anni Sessanta’) il repertorio popolar-didascalico d’inizio Novecento, grato rovistatore di tanto repertorio “boulevardier” della scena francese in anni di Bella Epoque, trapiantati in una sorta di visione sovvertitrice, assiomatica di insulse saggezze e rustici luoghi comuni. Endemici, a loro volta, di una certa Italietta fatuo-umbertina fortemente suddivisa in invalicabili classi sociali ed in privilegi di cespiti e casati, accumulati da svariati epigoni della neoborghesia sudista. In epoca post-unitaria, a prosecuzione di quella che Tomasi di Lampedusa focalizzava come la “stirpe dei Sedara” e dei mezzadri elevati al rango di piccola borghesia, ecco Martoglio “imbattersi” (e dispiegare) le disavventure amorose di tal Don Cola Duscio, benestante dell’entroterra catanese, soggiornante a Roma (gaudente e spendaccione) per una banale operazione di appendicite. Costretto, però, a rientrare in Sicilia, mentalmente cambiato e in bella compagnia d’una “affettuosa” canzonettista, sedicente capitolina – anzi “romagnola” – rivelatasi poi siculissima e prevedibilmente fedigrafa, provoca reazioni di vario genere tra parenti e amici. Ma nell’ultimo atto, per una serie di scoperte che gli fanno aprire gli occhi, torna a essere quello di sempre: un siciliano nell’anima con tutti i suoi pregi e difetti. L’elemento iperbolico e paradossale della commedia consiste, come molti sanno, nell’iniziale ed ostentato spirito di stravaganza, larghe vedute, disinibizione del protagonista (ormai “uomo di mondo” nell’accezione babbea, cara a Totò). Dunque nel suo disprezzo e commiserazione per la gelosia e la goffaggine dei propri compaesani (essendosi egli “svezzato” da ogni pregiudizio e bubbone genetico….), roso e lacerato –invece – da più sorgiva gelosia e da tutti gli istinti comuni al maschio di falsa emancipazione (semmai esistita).

Sabato 23 e domenica 24 Marzo 2019
ROMA NAPOLI 1-1
di Augusto Di Vincenzo
Regia Valerio Groppa
Con Enzo Casertano e Fabio Avaro e con Gabriella Silvestri

Al settimo piano della stanza quarantasei di una clinica romana, Hans, bidello napoletano, ha un appuntamento alle dodici, al quale è stato convocato tramite una lettera anonima. Anche Sesto, allenatore romano di calcio di bassa categoria, è stato invitato con una lettera anonima a presentarsi nella stessa stanza alle ore dodici. I due non si sono mai visti prima e nella stanza trovano solo una bara chiusa. Non un fiore, non un biglietto, nulla. Sono solo loro due e una bara. Sarà un’affascinante e misteriosa donna a guidarli verso la scoperta del motivo per il quale sono stati convocati. E soprattutto: Chi c’è nella bara? Chi è la donna misteriosa? Una commedia degli equivoci che, tra situazioni comiche e paradossali, fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, comicità che non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore.

Sabato 13 e domenica 14 Aprile 2019
‘U SAPITI COM’E’
di Francesca Sabato Agnetta
Regia Gilberto Idonea
Con La Compagnia di Gilberto Idonea

«Franca Musco, la figlia del celebre comico catanese, che interagiva con me durante la rappresentazione al Teatro Bellini nel 2007, di One Man Show, storia del teatro siciliano di cui suo padre Angelo era stato pietra miliare, avendo saputo che avrei presentato a Catania ‘U sapiti com’è, mi confidò che per tutto il periodo dello spettacolo si sarebbe trasferita da Messina a Catania per assistere a tutte le recite di quella commedia che lei reputava essere la preferita dal padre. Purtroppo Franca non ha potuto esaudire quel desiderio perché, alcuni mesi dopo questa promessa, è scomparsa. Oggi metto in scena questo lavoro in sua memoria e omaggio. Perché Musco, attore comico per eccellenza, amava particolarmente questo testo che è più un dramma che una commedia, e se fa ridere lo fa a denti stretti? Perché Musco, umile ragazzo che viveva in un quartiere povero di Catania, aveva quale amico un disabile di cui ne apprezzava l’umanità e non riteneva giusto che la sua famiglia lo tenesse nascosto quasi come un senso di colpa di cui vergognarsi, e pertanto suggerì, e in parte dettò, questa pièce alla Agnetta portandola con grande successo in tutto il mondo.
Come detto il tema affrontato è quello della “diversità” che si veicola, in maniera non sempre positiva, nella nostra società globale. Lo spettacolo coniuga comico e tragico in un perfetto equilibrio che mai travalica nel patetico. ‘U sapiti com’è rimane, ancora oggi, concezione di un teatro inteso non solo come divertimento puro, ma come prezioso luogo e momento per affrontare problematiche sociali. Cola è un ritardato mentale, con animo di fanciullo, che è preso in giro per via del suo handicap. Cola però è l’espressione dei buoni sentimenti, quelli veri ed eterni, di spontaneità, di semplicità quale sinonimo di verità, di amore, di sofferenza: il suo amore ha valore universale perché è quello per la madre o per la dolce Sisidda, che è l’unica a capirlo e a non dileggiarlo, o per il fratello che, senza volerlo, lo uccide.
Le caratteristiche del personaggio sono un connubio fra comico e tragico perché ogni azione umana ha sfaccettature tragiche ma dai risvolti comici, che costituiscono la tristezza che sta nel fondo della risata dello spettatore. Perché la bonarietà del personaggio è la bonarietà di una comicità che s’innesta su un fondo amaro, dolente, tragico fino alla morte del protagonista che avviene col sorriso bonario di un uomo che, nella visionarietà dell’affetto per la madre e di una metafisica che gli rende possibile non solo il dialogo con Dio, ma anche il paradiso, come posto della serenità dove si compongono i conflitti in una concezione così completa che può essere appannaggio di un “povero di spirito” ma che ha l’animo puro, innocente». (Gilberto Idonea)

INFORMAZIONI
Orario spettacoli: sabato doppia replica ore 17.30 e ore 21; domenica ore 17.30
Abbonamenti: Poltronissime euro 70; Poltrone euro 60; Distinti euro 50
Ridotti (Over 65, under 18 e universitari): Poltronissime euro 60; Poltrone euro 50; Distinti euro 40
Prevendite
Botteghino Teatro Metropolitan, via Sant’Euplio, 21 – Catania
Tel 095.322323 (ore 10-13 e ore 17-20)

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