4:00 am - Friday May 24, 2013

Una maglia allo psicologo dello sport

Quinto appuntamento con la nuova rubrica di EnnaPress.it “Diamo una maglia allo psicologo dello sport”, curata dal dottor Alessandro Luigi Timpanaro, che approfondisce un aspetto di questa materia, fondamentale per il migliore della prestazione dell’atleta. Di seguito il quarto numero.

“Il fatto che gli altri non eseguano il mio movimento mi inorgoglisce parecchio. Eseguirlo mi ha consentito di vincere ad Atene. Non ci sono mezze misure: lo fai bene e arrivi lontano, sbagli sei fuori. Lo sapevo, ho corso il rischio. È stata una scelta vincente.” (Igor Cassina)

L’APPRENDIMENTO MOTORIO
L’ apprendimento motorio è quell’insieme di atti che determinano modificazioni nel comportamento motorio in modo stabile. Consente l’espressione di movimenti nuovi oppure di gesti motori già eseguiti (ma in maniera più precisa) per l’inserimento di ulteriori movimenti collegati nella struttura e nel ritmo, in aggiunta a quelli già appresi.
L’apprendimento motorio è di dominio del sistema nervoso centrale che gestisce ogni sequenza motoria, infatti ogni processo mentale risulta posizionarsi all’interno di un sistema complesso che riceve informazioni da un sistema aperto interno e da uno esterno. Non potendo controllare gli input provenienti dall’interno, è compito dell’ istruttore, per far acquisire/perfezionare i movimenti, affidarsi ad una didattica di successo. Per rendere l’insegnamento efficace e strutturato, si deve perfezionare la capacità di informazione-formazione ricordandosi delle variabili covarianti esistenti.

Qui di seguito viene proposto un promemoria per gli istruttori.
- L’ambiente sociale (osservare le dinamiche relazionali  tra allievi, istruttori, dirigenti e genitori);
- Il linguaggio verbale (possedere un linguaggio consono all’età degli allievi, pertanto deve necessariamente essere chiaro, conciso e coerente, al fine di riprodurre verbalmente le fasi del movimento desiderato);
- Comunicazione non verbale (imparare a comunicare correttamente confermando il linguaggio verbale);
- Motivazione (apprendere lo stile motivazionale dei ragazzi, coinvolgerli attraverso l’utilizzo  di stimoli allenanti e ludici per ottenere collaborazione e autonomia, ricostruire la motivazione);
- Consegna (assegnare compiti con difficoltà crescente, spiegare minuziosamente la consegna, fino a ridurre il proprio intervento alla correzione dell’errore);
- Feedback (fornire dei feedback positivi sia per verificare il livello raggiunto dai piccoli allievi sia per rimodularne il gesto tecnico effettuato);
- Valutazione / Auto Valutazione (valutare il livello motorio di base dei bambini per prevedere una stima dei miglioramenti che possono essere raggiunti);
- Memoria e self-efficacy motoria (comprendere che l’apprendimento e il consolidamento di un gesto motorio possono comportare un maggiore senso di auto efficacia e di successo nell’allievo);
- Pianificazione e metodologia (pianificare ed organizzare delle attività attraverso  l’utilizzo di una metodologia adeguata);
- Prossemica (possedere una giusta posizione e distanza dai bambini, evitando la  riproduzione di una situazione asimmetrica);
- Attenzione (restringere il  focus attentivo tale da garantire l’assenza di elementi distraesti che ridurrebbero la comprensione di un gesto motorio);
- Emozioni  (volgere particolare attenzione alle emozioni, perché troppo spesso sono la spinta o il freno per raggiungere gli obiettivi prefissati).

Concludendo credo sia opportuno focalizzare l’attenzione verso l’importanza della formazione psico-pedagogica dell’istruttore. Il semplice dominio della tecnica e/o della tattica implica infatti nell’istruttore un disinteresse totale delle aree legate al sentire-percepire umano, “indispensabili per la formazione di un atleta-uomo”.
In considerazione di ciò, ritorniamo a scuola muovendoci…..!!!

Questo articolo è stato letto: 423 volte.
Notizia inserita in: Psicologia dello Sport

No comments yet.

Leave a Reply