Una bella storia tutta ennese iniziata con “24 cambiali”; è la Ediltop di Salvatore Frattalemi e Massimo Rivoli

Dalle 24 cambiali firmate per l’acquisto del primo strumento di lavoro tecnologico ad una società leader in Italia nel loro settore. E’ la bella storia tutta ennese di Salvatore Frattalemi e Massimo Rivoli 49 anni il primo 47 il secondo, due geometri ennesi che dal nulla alla fine degli anni 90 hanno fondato la Ediltop società che opera nel campo della rilevazione topografica che lo scorso anno ha festeggiato le 20 candeline e che oggi si annovera tra le “top” in Italia, collaborando con le maggiori imprese di costruzioni nazionali nella realizzazione di grandi opere. Per citarne alcune in lotti della Metropolitana di Roma, Porto di La Spezia, lo Scorrimento Veloce Caltanissetta – Agrigento la parte italiana della Tap mentre all’estero sulla Metropolitana di Parigi o la parte della Tap in Grecia. Oggi la Ediltop è una società che ha in organico circa 40 dipendenti per la quasi totalità tecnici geometri ma anche ingegneri ed architetti tutti con contratto a tempo indeterminato. Ma come nasce tutto ciò al centro della Sicilia in una delle province più depresse d’Italia. Li andiamo a trovare nella sede della società all’ingresso del villaggio di Pergusa. “Ci vuole coraggio ma anche un pizzico di incoscienza – commentano sorridendo – ma soprattutto tanta passione per il lavoro che fai e noi amiamo il nostro lavoro. Dopo il diploma abbiamo iniziato a lavorare in società facendo quello che facciamo oggi ma da dipendenti. Ma ci siamo resi conto che rispetto a quello che facevamo non ci sentivamo realizzati. Ci sentivamo le capacità per poter tentare il grande salto ma ci mancava il coraggio per iniziare anche perché non avevamo una lira. Ma grazie all’aiuto di un direttore di una Banca che ha creduto in noi a pelle e ci ha dato fiducia e firmando 24 cambiali abbiamo avuto il finanziamento per l’acquisto della prima stazione topografica”. Da quel momento per Salvatore e Massimo è stato tutto un crescendo anche all’inizio non è stato affatto facile. “Non avevamo un fuoristrada e quindi dovevamo arrangiarci con le nostre auto alla meno peggio – continuano i due – abbiamo dormito anche in auto oppure in vere topaie ma non tanto per dire, dove la mattina a svegliarci era il rumore dei topi che camminavano sui tetti. Ma siamo stati ostinati e pian piano le cose sono migliorate”. Oggi siete una azienda leader in Italia. “Diciamo che abbiamo un buon credito tra le maggiori imprese di costruzioni – continuano – che ci chiamano anche quando vanno a fare lavori all’estero. Per noi questo è motivo di orgoglio”. Ma un altro fattore che li contraddistingue è quello del particolare rapporto con i dipendenti. “Noi puntiamo molto all’innovazione ed alla formazione – spiegano – per noi tutti devono mettere sul piano le conoscenze che si hanno in modo che diventano patrimonio di tutti. Abbiamo il piacere di poter dire che le nostre squadre che vanno a lavorare sono completamente autonome. Noi facciamo solo lavoro di coordinamento”. Ma tra l’altro la vostra filosofia di reperimento delle risorse umane è molto particolare. “Per noi il settore privilegiato per reperire in particolare geometri è quello della scuola – dicono – e così quando abbiamo bisogno di tecnici andiamo all’Istituto tecnico per Geometri di Enna e ci informiamo sui ragazzi che si sono diplomati e quindi partendo da una scala meritocratica li contattiamo in base al punteggio che hanno avuto alla maturità. E possiamo dire che su quelli che abbiamo in organico un buon numero sono stati assunti con questo metodo”. Anche la sede lavorativa di Pergusa ha una particolare peculiarità. “Riteniamo che se tu metti nelle migliori condizioni possibili i tuoi dipendenti questi ti danno una resa migliore e si potenzia il rapporto di fidelizzazione tra loro e l’azienda stessa – precisano – per questo abbiamo cercato di curare anche piccoli dettagli come quello della realizzazione di una palestra dove poter trascorrere anche del tempo durante la pausa lavorativa per chi lo voglia”. Concludendo questa bella storia, voi rappresentate l’ennesima conferma di chi anche in un territorio non facile è riuscito a realizzare un sogno e creare una società di assoluto livello. Cosa consigliate a tenti giovani invece che pensano che in questo territorio il destino in negativo è già segnato? “Che non è assolutamente così – concludono – che sicuramente non è facile emergere. Ma quando si crede fermamente in quello che si vuole fare con non pochi sacrifici anche da Enna i sogni possono divenire reali”.
Riccardo Caccamo

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