Un nuovo Comitato “Io sono il Lago di Pergusa”: petizione per dire no all’autodromo

Chi è o meglio chi rappresenta il Comitato spontaneo “Io sono il Lago di Pergusa?”. E’ quello che tanti ennesi e non solo da stamattina si chiedono visto che all’improvviso con una agenzia è stato diramato agli organi di informazione un comunicato di un comitato che ha questo nome e che chiede di fatto la delocalizzazione dell’autodromo di Pergusa dove tra l’altro entro la prossima settimana saranno completati i lavori di rifacimento dell’asfalto finanziati da una importante multinazionale. Il comitato è fortemente critico per questi lavori ormai in dirittura d’arrivo e che a suo avviso sono stati realizzati senza rispettare le dettate dall’Unione Europea sulla “valutazione di incidenza”. Il Comitato così vuole promuovere una petizione “a difesa del lago del mito” per la dismissione del circuito una sua eventuale delocalizzazione e che sia varato un progetto per la riqualificazione delle aree oggi occupate dall’impianto motoristico. Il comitato chiede, anche, che il Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare, dichiari l’interesse nazionale del Lago di Pergusa e l’istituzione di un apposito Parco Nazionale e all’Unione Europea che si adoperi affinché non venga ulteriormente acuito e perpetrato l’impatto, già gravissimo, dell’impianto motoristico e del sistema fognante dell’area pergusina. Quindi richieste legittime che eventualmente se portate avanti saranno poi al vaglio delle istituzioni preposte. Ma se nel merito quello che si chiede può avere una sua legittimità la perplessità arriva nel metodo. Infatti di questo “Comitato spontaneo” non si sa assolutamente nulla, se composto da singoli cittadini, se sia un cartello di associazioni o quant’altro. Alla richiesta di sapere da chi è stato promosso ed eventualmente i nominativi dei promotori o di un portavoce ci si trincera dietro il “No Comment”. Quindi di fatto non si conosce nel modo più assoluto il “potere contrattuale” della sua rappresentanza. “Siamo fermamente convinti che la dismissione e, se necessario, il trasferimento dell’autodromo ed il ripristino ambientale del bacino del lago di Pergusa, avranno enormi vantaggi economici per la regione centrale siciliana – scrivono nella petizione gli aderenti al Comitato –  considerando la posizione strategica del lago, la bellezza del paesaggio circostante, ed il suo incommensurabile patrimonio naturale e culturale, crediamo che il lago Pergusa abbia il potenziale per diventare una grande attrazione turistica internazionale che potrebbe offrire molti posti di lavoro e reddito significativo per l’area locale”. Il Comitato è anche fortemente critico rispetto ai lavori che si stanno realizzando poiché poi in futuro porterà alla multinazionale che li sta realizzando ad utilizzare l’autodromo per 150 giorni l’anno per testare i propri prodotti motoristici. Anche questa una critica legittima perchè c’è la preoccupazione che per 5 mesi l’autodromo potrebbe essere off limits ai cittadini anche per una semplice passeggiata. Ma non capisce però perche questo “Comitato Spontaneo” non abbia esternato la stessa preoccupazione e quindi protesta dal 2011 ad oggi visto che da quell’anno è in vigore un accordo tra l’Ente autodromo di Pergusa sempre con la stessa multinazionale e che da 7 anni utilizza sempre per le stesse finalità l’autodromo ma anziché per 150 “solo” per 120 giorni l’anno e le persone hanno potuto lo stesso usufruire dell’autodromo sia nei giorni quando è stato libero sia quando è stato impegnato ma nelle ore pomeridiane. Ma secondo il comitato gli impatti nascenti dai lavori sono in netto contrasto con l’accertata presenza di specie prioritarie e l’importanza ornitologica per nidificazioni e migrazioni. E non solo, sempre secondo il Comitato, dopo anni ed anni di attività motoristiche minori se non del nulla, al grande pubblico viene fatta balenare la possibilità che quell’anello possa vedere chissà quale evento svolgersi e chissà quali folle accalcarsi sulle sponde e comperare, pagare, dormire e mangiare nei pochi esercizi rimasti nell’area. Quindi una vicenda che rischia di avvitarsi pericolosamente in una spirale che porti ad una prova di forza tra due fazioni quelli pro e contro autodromo e a mostrare i muscoli per fare vedere chi è più forte. Ma il vero rischio è che il risultato finale potrebbe essere lo stesso di una vicenda di circa 20 anni fa e trattata nello stesso modo, quella che ha visto a Enna bassa i pro e i contro il palazzetto dello sport e parco urbano e con un risultato certo, che l’esito della guerra è stato quello della non realizzazione ne palazzetto e neanche del parco urbano.

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