Uisp: Rapporto Istat 2017: sono 301.191 le organizzazioni non profit

Rapporto Istat 2017: sono 301.191 le organizzazioni non profit

Impiegano 951.580 lavoratori retribuiti e 4,7 milioni di volontari. L’area sport e cultura è quella prevalente con il 65% delle organizzazioni
Al 31 dicembre 2011 le istituzioni non profit in Italia sono 301.191 e impiegano 951.580 lavoratori retribuiti (di cui 680 mila dipendenti a tempo determinato e indeterminato) e 4,7 milioni di volontari.Lo dice il Rapporto Istat 2017, in relazione al censimento completato nel 2011.
In base alla classificazione delle attività svolte dalle organizzazioni non profit (Icnpo) adottata nell’ambito del Censimento, l’area cultura, sport e ricreazione è il settore di attività prevalente nel quale si concentrano oltre 195 mila istituzioni, pari al 65% del totale. In particolare, il 30,8% delle istituzioni è impegnata in attività sportive, il 18% in attività culturali e artistiche e il 16,2% in attività ricreative e di socializzazione. L’assistenza sociale (che include anche le attività di protezione civile), con 25 mila istituzioni (pari all’8,3% del totale), si distingue come secondo ambito di attività prevalente, seguito dai settori delle relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (16.414 istituzioni, pari al 5,4%), dell’istruzione e ricerca (15.519 istituzioni, pari al 5,2%) e della sanità (10.969 istituzioni, pari al 3,6%). I restanti 7 settori Icnpo raccolgono il 12,4% delle istituzioni non profit. Considerando la distribuzione delle risorse umane, l’assistenza sociale costituisce il settore di attività con il maggior numero di lavoratori dipendenti (225 mila pari al 33,1%), seguito dalla sanità (159 mila pari al 23,3%), dall’istruzione e ricerca (121 mila pari al 17,8%) e dallo sviluppo economico e coesione sociale (quasi 74 mila pari al 10,8%). L’ambito della cultura, sport e ricreazione presenta in questo caso valori più contenuti (pari al 6,7 per cento del totale) mentre si distingue ancora come settore di attività prevalente in termini di lavoratori esterni (circa 134 mila pari al 49,3% del totale) e volontari (oltre 2,8 milioni pari al 59,2% del totale). Il settore dello sviluppo economico e coesione sociale infine è l’unico in cui il numero dei lavoratori retribuiti impiegati (più di 81 mila) supera quello dei volontari (quasi 58 mila).
Il settore non profit si distingue da sempre per una ampia presenza femminile, che nel 2011 raggiunge 2 lavoratori retribuiti su 3. Tra i volontari, al contrario la quota delle donne (38%) è inferiore a quella degli uomini. Lo dice l’Istat nell’Annuario statistico italiano 2017. Le 301.191 istituzioni non profit rilevate nel Censimento del 2011 si articolano sul territorio in 347.602 unità locali, 6 di queste più della metà è situata al Nord (il 53% di cui il 27,8% nel Nord-ovest e il 25,2% nel Nord-est), il 21,2% al Centro, il 16,2% al Sud e il 9,6% nelle Isole. La maggiore concentrazione di istituzioni non profit nell’area settentrionale del Paese si fa ancora più evidente osservando la distribuzione delle risorse umane in esse impiegate: le unità locali delle istituzioni non profit del Nord raccolgono quasi il 60% dei lavoratori retribuiti (57,2%) e dei volontari (57,2%) impiegati nelle istituzioni non profit italiane, particolarmente elevata la quota di lavoratori retribuiti appartenenti alle unità locali del Nord-ovest (33,6%).
I territori con una maggiore diffusione di lavoratori retribuiti sono la provincia autonoma di Trento, dove il rapporto raggiunge quasi i 3 lavoratori per 100 abitanti (2,9 per cento), seguita da Valle d’Aosta (2,4), Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano (entrambe con 2,2 lavoratori retribuiti per 100 abitanti), Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lazio (2 lavoratori retribuiti per 100 abitanti). La Provincia autonoma di Bolzano invece si inserisce al primo posto tra i territori con una maggiore diffusione di volontari impiegati nelle istituzioni non profit (30,1 per 100 abitanti), al secondo posto Trento (19,7) seguita da Valle d’Aosta (15,2), Friuli Venezia Giulia (13,5), Umbria (12,3), Toscana (11,9), Marche (10,7), Emilia Romagna (10,0), Veneto e Liguria (9,8) e Piemonte (9,7). Tra le regioni del Mezzogiorno che meno si distanziano dalla media nazionale emerge la Sardegna (con 1,7 lavoratori retribuiti e 8,8 volontari per 100 abitanti), il Molise per la diffusione di lavoratori retribuiti (1,3) e la Basilicata per volontari (8,4).  (fonte ADN Kronos)

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