Uisp: Lo sport a scuola non è serie B: Spadafora lo conferma

Lo sport a scuola non è serie B: Spadafora lo conferma

Oggi a Roma il convegno “Se la scuola si mette a correre” organizzato da Corsa di Miguel, Uisp e Fidal. Ecco gli interventi di Spadafora, Ascani, Manco, Giomi

Lo sport è un fenomeno plurale che gioca la partita dell’immaginario collettivo, lo sport non è serie B ma è un tema che riguarda la maturità della nostra epoca. E’ stato questo il messaggio che è emerso dal primo giorno di lavori del convegno internazionale “Se la scuola si mette a correre” organizzato a Roma da Corsa di Miguel, Uisp e Fidal.

C’è la necessità di una nuova cultura sportiva e di una collaborazione stabile tra scuola e sport, autentiche agenzie formative per i giovani, in grado di attivare politiche pubbliche ed energie associative del territorio, con insegnanti e società sportive in prima linea.

Di fronte a circa 200 insegnanti e studenti, il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha assunto l’impegno istituzionale di spingere i vari ambiti pubblici interessati, dalla scuola allo sport, ad una maggiore considerazione per il valore educativo dello sport. “Quando si tratta di agire – ha detto Spadafora – non si possono lasciare da sole esperienze sociali di sport per i territori come la Corsa di Miguel e migliaia di altre. Molto spesso lasciamo da soli i soggetti sociali ma anche gli insegnanti. Il governo del Paese deve saper mettere insieme tutte le responsabilità e le risorse di chi si occupa di educazione e scuola attraverso lo sport. Saper dare un indirizzo e una strategia anche agli interventi per l’impiantistica secondo un modello partecipato”.

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Prima di lui era intervenuta la viceministra all’istruzione Anna Ascani, che si è definita ex atleta in varie attività e nel triathlon: “La politica deve assumere l’impegno di costruire una società che stia meglio, per questo l’attività fisica è determinante. Attraverso lo sport si costruisce il rapporto con l’altro, lo sport aiuta a migliorare confrontandosi. La scuola ha bisogno di questa spinta”.

“Lo sport rappresenta una strategia formidabile per rilanciare una rinnovata rete di accoglienza tra territorio e persone – ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – serve una nuova cultura sportiva, un confronto e una collaborazione costante tra associazionismo sociale e sportivo, istituzioni e sistema sportivo”.

“Lo sport è la terza agenzia educativa dopo la famiglia e la scuola – ha proseguito Manco – investire sullo sport in maniera strutturale e trasversale rappresenta per le istituzioni pubbliche una vera sfida culturale. Da come affronteremo questo fenomeno dipendono molte possibilità educative e il contrasto alla cosiddetta povertà educativa. Lo sport e il movimento mettono in campo valutazioni essenziali: cosa fare del proprio corpo, il rapporto che intercorre tra individualità e socialità, il benessere psicofisico, la sfida con se stessi nella sana competizione: anche per questi motivi vanno affermate le potenzialità socioculturali del fatto e della pratica sportiva”.

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“Il primo passo per rilanciare e rafforzare una nuova cultura sportiva riguarda proprio la scuola – prosegue Manco – perché un insegnamento che sappia trovare equilibrio tra relazione e prestazione costituisce il passaggio obbligato per un cambio in profondità. Esattamente su questo punto occorre mantenere una sollecitazione culturale e metodologica, coinvolgendo le strutture scolastiche e i soggetti sportivi del territorio, nello spazio scolastico ed extrascolastico. L’attività motoria è diventata progetto di vita, benessere, e non necessariamente l’avviamento ad una disciplina sportiva. Lo sport a scuola deve integrarsi con il territorio, non deve solo colmare vuoti ma porsi all’interno di un coraggioso processo culturale integrato”.

Il presidente della Fidal Alfio Giomi ha sollecitato “un percorso credibile, con un’agenda che abbia tempi certi e che accompagni i ragazzi fin dalla scuola primaria. Vogliamo portare all’attenzione del Parlamento queste riflessioni perchè pesa l’assenza di una strategia complessiva. La politica e le istituzioni hanno la responsabilità di dare risposte, c’è la necessitá di accompagnare i ragazzi dalla primaria all’Università. Per questo è importante la presenza del ministro dello sport oggi in questo convegno”.

Qual è un primo bilancio di questa giornata di approfondimento su scuola e sport? Lo abbiamo chiesto a Michele Di Gioia, responsabile nazionale Politiche educative Uisp: “Credo che sia stata una giornata importante per l’Uisp: è stato ribadito che lo sport è un elemento multidisciplinare utile per la crescita dei giovani. Questo ci fa assumere una maggiore consapevolezza del nostro ruolo sociale ed educativo. Dobbiamo essere sempre più coscienti dei riflessi dell’educazione formale ed informale. Inoltre, dobbiamo sapere che l’Uisp non è sola in questo suo impegno: lo sport assume un ruolo determinante per le ricadute nel tessuto sociale, può essere per i giovani un riferimento per spingere istituzioni, scuola e politiche pubbliche a credere di più nello sport e investire risorse ed energie”.

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Valerio Piccioni, giornalista ed ideatore della Corsa di Miguel, nel suo intervento ha insisitito su una certa ritrosia dello sport a considerarsi fenomeno globale, complessivo: “Lo sport in qualche modo si è isolato, si è costruito una nicchia, ha negato la realtà che aveva intorno, che è fatta anche di boicottaggi e di buu razzisti. Non sono incidenti di percorso, fanno parte della vita, come lo sport ne fa parte. La Corsa di Miguel è un modo per sfogliare un atlante a colpi di sport, per conoscere il mondo, è la carta più importante per vincere razzismo e discriminazioni. Lo sport è maestro di storia, basta leggerlo attraverso l’odissea dei diritti delle donne nello sport, delle differenze di genere o quella dei diritti civili”.

Sabato 25 gennaio, la seconda parte del convegno, promosso in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, diventa un corso di formazione per giornalisti che dà diritti a 4 crediti. Le testimonianze eccellenti saranno il cuore della mattinata, che verrà coordinata da Ivano Maiorella, direttore dell’agenzia stampa Uispress, e che si aprirà alle 9.30 con i saluti del presidente dell’Odg Lazio Paola Spadari e del presidente del CONI, Giovanni Malagò, a seguire racconteranno le loro esperienze olimpiche Gabriella Dorio e Michele Maffei, intervistati da Leandro De Sanctis. Il giornalista Giorgio Lo Giudice intervisterà Manuela Olivieri, moglie di Mennea e Sandro Fioravanti porrà alcune domande a Cecilia Camellini. Previsti gli interventi di Andrea Abodi, presidente Istituto credito sportivo, e Pietro Forti, giornalista di Scomodo, rivista studentesca. Interverranno anche Monica Galloni e Malvina Fiorani, dirigenti scolastiche. In chiusura il bilancio di questi due giorni di convegni con gli interventi dei protagonisti che hanno animato gli approfondimenti, con la “comunità educante” al centro degli interventi: Ida Nicolini, vicepresidente Fidal per lo sport; il giornalista Valerio Piccioni, per l’informazione; Iris Chiricosta, studentessa, per il mondo della scuola.

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