Uisp; ecco il nuovo regolamento degli Enti di Promozione SPortiva

Roma 31 ottobre 2014 – Trasparenza, pulizia, rendicontabilità, tracciabilità: da tempo l’Uisp chiede aria nuova nei criteri di assegnazione dei fondi agli Enti di promozione sportiva e finalmente qualcosa si è mosso. Il Consiglio nazionale del Coni ha deliberato un nuovo Regolamento, frutto di sei mesi di lavoro nei quali l’Uisp ha pubblicamente e drasticamente preso posizione contro il vecchio meccanismo. 

“Si apre una nuova stagione e la promozione sportiva lancia una sfida al sistema sportivo ed al Paese – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – le nuove norme contengono criteri che danno valore alla trasparenza ed alla certificabilità della consistenza dei numeri e delle attività. Chiedono che il Coni si assuma la responsabilità di dire che gli Enti di promozione sportiva non sono tutti uguali, ma che anzi devono essere valutati sulla base del loro reale radicamento territoriale, delle attività direttamente organizzate e del certificato tesseramento, della tutela sanitaria, della qualità dei servizi e della formazione”.

Con il nuovo Regolamento l’attribuzione dei finanziamenti è calcolata sulla base delle attività realmente svolte sul territorio e verificate, sulla consistenza degli iscritti opportunamente verificata e non più sulla semplice “attestazione” rilasciata agli Ente di promozione sportiva. Inoltre i criteri per il riconoscimento nazionale diventano più selettivi, a garanzia della reale consistenza associativa e del ruolo svolto, soprattutto a livello territoriale. Diminuisce considerevolmente la percentuale di contributi assegnati sulla base del riconoscimento, percentuale uguale per tutti, che passa dal 30% al 10%. I dati di tutti gli Enti di promozione sportiva saranno resi pubblici attraverso la pubblicazione su internet.

“L’Uisp dimostra di essere al passo con il sentimento popolare che chiede verità e giustizia sociale, rispetto delle norme, cambiamento – prosegue Manco – Con le risorse pubbliche, dei cittadini non si scherza. Il Coni, il Governo, le politiche pubbliche stabiliscano quali sono gli obiettivi sociali che lo sport, a tutti i livelli, deve raggiungere per redistribuire in modo equo e congruo le risorse complessive. Da domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani spetta ad altri, a cominciare dalle Federazioni sportive, raccogliere la sfida senza pensare che ci siano ambiti di privilegio o di particolari tutele e garanzie”.

“Finalmente aria nuova”, conclude Manco che auspica, parallelamente al nuovo Regolamento, anche una diversa considerazione della promozione sportiva: “Sono iniziate ieri, nella VII Commissione della Camera, le audizioni per l’iter parlamentare della proposta di legge per il riconoscimento del valore sociale dello sport e delle società sportive del territorio. E’ una proposta che sosteniamo e che si inserisce nel solco di quanto auspicato dalla recente riunione dei ministri europei dello sport che si è tenuta a Roma e che il ministro Delrio ci ha ribadito in occasione dell’incontro in piazza del Campidoglio la scorsa settimana, nell’ambito del Move Congress”.

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