Cgil, Cisl e Uil Sicilia su licenziamenti lavoratori forestali

Palermo.“L’annuncio del licenziamento, a partire da domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, dei 24mila forestali siciliani è gravissimo. A fronte di un parere favorevole pre-Cipe per il reperimento dei fondi, i capi degli uffici della Forestale hanno comunicato invece che da domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani butteranno in strada migliaia di lavoratori. Tutto ciò è inaccettabile. Il Governo regionale si è dimostrato, ancora una volta, inaffidabile rispetto agli impegni già concordarti e sottoscritti con le organizzazioni sindacali”. Lo dice il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, che  aggiunge: “Siamo in perenne emergenza, la gente è disperata e c’è il rischio che non risponda più delle proprie azioni. La tensione è salita a dismisura e domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani c’è il rischio che la piazza, davanti alla Presidenza della Regione, diventi incontrollabile. Il presidente Crocetta deve assumersi le proprie responsabilità e promulgare atti che consentano di risolvere subito questa emergenza oppure prenda atto che il Governo regionale è al capolinea”.

“Crocetta emani un atto di indirizzo che garantisca la continuità occupazionale dei 24 mila forestali siciliani. La Sicilia non ha bisogno di un’altra enorme massa di senza lavoro”. A parlare sono Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia e Fabrizio Colonna, segretario della Fai Cisl regionale. Alla vigilia della manifestazione che domattina porterà i lavoratori siciliani del settore davanti alla presidenza della Regione, a Palermo, i due sindacalisti denunciano che “sono a rischio tutte le giornate di lavoro forestale previste dalla legge: 78, 101 e 151”. E puntano il dito contro “l’insipienza politica di chi ha fin qui relegato in un angolo il tema della gestione del territorio e della programmazione idrogeologica”. In un contesto in cui, affermano Milazzo e Colonna, si susseguono a giorni alterni, smottamenti, frane e crolli. Il punto è l’annuncio di licenziamento a partire da domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, arrivato dagli uffici della Forestale. Inaccettabile, insiste la Cisl, che invita Crocetta ad assumersi la responsabilità di evitare il licenziamento. “Batta un colpo”, può farlo, secondo Cisl e Fai, in forza della delibera pre-Cipe di una settimana fa che prevede lo stanziamento di 88 milioni a favore della gestione del territorio regionale.

Forestali: Cgil e Flai, sospensione annunciata per domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani è conferma di
governo fallimentare. “Trovare le risorse è indispensabile per non
affamare la categoria e per allentare la tensione sociale”

Palermo, 22 ott- L’annunciata sospensione, a partire da domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, dei
lavoratori forestali siciliani , per i segretari della Cgil Sicilia e
della Flai regionale, Michele Pagliaro e Salvatore Tripi, “è l’ennesima
dimostrazione di come sia inconcludente e fallimentare il governo della
Regione Siciliana”. “Dopo le mancate riforme, i continui fallimenti, le
tantissime impugnative di Legge le cui le conseguenze ricadono sempre
sulle spalle dei lavoratori- aggiungono i due esponenti della Cgil-
siamo di fronte all’ennesimo danno a carico dei lavoratori e per
giunta dei più svantaggiati, come i forestali” . La Cgil e la Flai
rilevano che “in Sicilia i lavoratori forestali stagionali oltre a
perdere il proprio lavoro precario sono destinati a pagare anche sotto
il profilo previdenziale perché, considerato che una eventuale
sospensione, seppure temporanea, non potrà essere recuperata entro
l’anno solare, il rischio è che si perdano le prestazioni previdenziali
del prossimo anno”. Pagliaro e Tripi parlano di “danni irreparabili.
Non possiamo né giustificare nè tollerare – sottolineano- che
l’inettitudine del Governo Crocetta si scarichi sui lavoratori forestali
e non solo”. Per il sindacato “reperire i fondi è dunque indispensabile
perché altrimenti il rischio è quello di affamare la categoria e
soprattutto di impoverire ulteriormente la Sicilia. Trovare una
soluzione- concludono Tripi e Pagliaro- significa inoltre allentare la
tensione sociale, che in Sicilia rischia di esplodere perché il mondo
del lavoro continua a non avere risposte concrete”.

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