Ugl su Rete Ospedaliera Siciliana

Rete ospedaliera siciliana, Ugl sanità e medici: “Bene il criterio orografico, ma rimangono ancora perplessità sulla preparazione dei farmaci antiblastici e sulla rete dei tumori femminili nel messinese. Auspichiamo un nuovo confronto in commissione all’Ars”

“Esprimiamo più di una perplessità sull’evoluzione del percorso finalizzato alla messa in opera della futura rete ospedaliera. Pur apprezzando che le nostre perplessità, più volte manifestate nel corso di questi anni, sono state recepite dal nuovo governo come ad esempio la considerazione del criterio orografico e territoriale nostra prima preoccupazione in relazione alla rete tempo dipendente.” E’ quanto dichiarano i segretari regionali della Ugl sanità e della Ugl medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, aggiungendo: “Non possiamo non prendere atto che un argomento così importante avrebbe avuto bisogno di altri momenti di confronto con le parti sociali prima di approdare nella VI commissione dell’Assemblea regionale siciliana, ma che soprattutto necessitava dell’apporto di una governance stabile delle aziende ospedaliere e non di manager dichiarati decaduti da una recente sentenza della Consulta. Questi passaggi iniziati, ed a nostra conoscenza non completati, avrebbero probabilmente consentito di evitare alcuni refusi che certamente saranno meglio valutati nella stesura definitiva che ci auguriamo possa avvenire a breve. Una per tutti, giusto per fare un esempio, l’incompleta applicazione del decreto assessoriale 586 del 12 aprile scorso che prevede norme specifiche per i farmacisti responsabili della preparazione dei farmaci antiblastici, con conseguente assegnazione di Unità operativa semplice o dipartimentale al responsabile del percorso – continuano Urzì e Lanteri. Una figura che, ad una prima lettura del testo non dettagliato, non riscontriamo in tutte le strutture ospedaliere dove si tratta la patologia oncologica. Vorremmo dare un contributo fattivo, in questa fase, sulla creazione di una rete per la prevenzione ed il trattamento dei tumori femminili che non riusciamo ad individuare o sui presidi di alcune alcune zone, in particolare nel messinese, dove ci sarebbe a nostro avviso qualcosa da migliorare e ci piacerebbe inoltre capire quali percorsi saranno immaginati e realizzati per i cronici. Per non considerare la già nota, oltretutto in diverse occasioni espressa, posizione sulla mancata apertura dell’ospedale San Marco di Librino a Catania, che consentirebbe tra l’altro la chiusura del pronto soccorso del “Vittorio Emanuele” con la contestuale apertura del pronto soccorso del “Policlinico” ed il potenziamento del punto di urgenza del Garibaldi. Ecco solo alcuni dei punti per i quali auspichiamo una convocazione, da parte della VI commissione Ars, al fine di poterci confrontare per fornire il nostro valido contributo che può soltanto aiutare a migliorare queste ed altre criticità.”

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