Ugl su problematiche Villa Romana del Casale

 

Il Segretario provinciale della UGL-FNA, Dr Cesare Maddalena, unitamente al Dr. Patrizio Roccaforte, responsabile sindacale regionale per le attività connesse al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e delle Identità Siciliana, si dichiarano “soddisfatti al 30%” per lo schema di decreto approvato con la delibera di giunta regionale n. 77 del 22 marzo 2016 che attua l’art. 49 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, per questi motivi.

Sono state pienamente accolte le osservazioni che l’UGL-FNA ha avanzato, in sede concertazione a Palermo il 18 febbraio scorso, circa la necessità di non privare la Villa Romana del Casale, bene dell’UNESCO, del proprio vertice dirigenziale ed infatti lo schema di decreto approvato prevede il Servizio 27 denominato “Polo regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per i siti culturali. Parchi archeologici della Villa del Casale e di Morgantina.”

Dall’altro lato, invece, bisogna registrare l’incredibile autogol che la politica regionale incassa con la chiusura della condotta agraria di Piazza Armerina e di spostare le competenze territoriali del comune di Aidone presso la Condotta Agraria di Caltagirone. Autogol che consiste nel volere ignorare sia i numeri dell’ampiezza del territorio agrario dei due comuni, Piazza Armerina ed Aidone, sia nel non considerare i disagi e l’aggravio di spesa che graveranno tutte sulle imprese agricole di questi comuni.

Sia il Segretario Provinciale Maddalena che il responsabile sindacale regionale per le attività connesse al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e delle Identità Siciliana, Roccaforte dichiarano: Ha vinto l’irrazionalità e l’incapacità di organizzazione. Aspettiamo che qualcuno spieghi, a noi e alle imprese agricole, cosa ha indotto a questa scelta.

Roccaforte aggiunge: Non possiamo credere che sia solo un problema di canoni di locazione, tra l’altro ridicolo solo € 6.700,00 l’anno, perchè locali liberi a disposizione ed inutilizzati a Piazza Armerina, e non solo, ce ne sono tanti: l’ex INAM di Piazza Senatore Marescalchi per esempio potrebbe diventare il “palazzetto degli uffici regionali a Piazza Armerina” e ospitare la Condotta, l’Ufficio del turismo, l’ex ufficio di collocamento.

Una siffatta soluzione, unificando i costi di gestione, consentirebbe una maggiore economia e si potrebbe evitare il degrado cui va incontro il fabbricato non utilizzato.

Vero è che si tratta di un locale in carico all’ASP n. 4 di Enna ma cosa ci sarebbe di strano se l’Assessorato Regionale della Salute desse i locali in concessione ad altri assessorati della stessa Regione Siciliana?

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