Ugl Polizia su Caso Montante

IL CASO “MONTANTE” IN SICILIA – BRAVISSIMI I COLLEGHI DELLA SQUADRA MOBILE DI CALTANISSETTA CHE HANNO SMANTELLATO UNA PERICOLOSA ASSOCIAZIONE CHE, ALL’INSEGNA DELL’ANTIMAFIA, GESTIVA, PER PROPRIA UTILITÀ, NOTIZIE RISERVATISSIME DI INDAGINI CONDOTTE DA MAGISTRATURA E POLIZIA.

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La stampa e i telegiornali nazionali hanno dato ampio risalto all’operazione “Double Face”, eseguita dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, che ha portato all’arresto di Antonio Calogero MONTANTE, già Presidente di Sicindustria, e di un certo numero di appartenenti alle Forze dell’Ordine, nonché all’emissione di una trentina di avvisi di garanzia a carico di politici, imprenditori e uomini in divisa, accusati, a vario titolo, di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e di altri gravi reati.

MONTANTE, secondo gli inquirenti, aveva messo in piedi una fitta maglia di uomini, dalla forte caratura professionale e sociale, con la finalità di curare i suoi interessi economici, in seno a Confindustria siciliana, “spiando” le indagini di Magistratura e Polizia, per prevenirne eventuali conseguenze di tipo giudiziario.

Il “terremoto”, con epicentro a Caltanissetta, articolato in una mole impressionante di atti di PG e in oltre 2500 pagine di ordinanza del GIP, ha scosso l’opinione pubblica che si è, da subito, schierata con quel gruppo di eccellenti investigatori che, nel più assoluto riserbo, ha dovuto indagare, per anni, anche su colleghi dall’invidiabile blasone di impeccabili professionisti della sicurezza. Di fronte a tal circostanza, sentiamo il dovere di esprimere i più sinceri complimenti e le più vive congratulazioni, per il brillante risultato conseguito, ai poliziotti della Squadra Mobile di Caltanissetta che ne sono stati fautori e al loro Dirigente, il cui apporto, in termini di iniziativa, coordinamento e partecipazione attiva, è stato prezioso e determinante ai fini raggiunti.

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L’operazione ha fatto sì che i mobilini nisseni esprimessero una professionalità davvero superba, spirito di sacrificio, elevato senso del dovere e tanto coraggio nel contrastare uno dei poteri più forti e subdoli venutosi a creare in una Terra già martoriata da altri, quanto noti, eventi delittuosi, giocando, peraltro, una partita vergognosamente “truccata” da colleghi infedeli.

Fieri, quindi, di rappresentare questi investigatori dalla “schiena dritta”, a chiosa delle nostre brevi riflessioni, ci piace riportare la dichiarazione che il Questore SIGNER di Caltanissetta ha rilasciato pubblicamente, riguardo all’odierna vicenda: “l’indagine ha portato a scoprire punti deboli nella nostra Amministrazione, ma ci conforta il fatto che siamo stati noi stessi ad accertarli e, dunque, a dimostrare che nella Polizia ci sono ancora gli anticorpi che ci assicurano affidabilità e integrità istituzionale”.

Grazie ancora, Amici e Colleghi della Squadra Mobile di Caltanissetta!

Roma, 28 maggio 2018
LA SEGRETERIA NAZIONALE

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