Ugl dice no alla chiusura della Condotta Agraria di Piazza Armerina

Questa mattina il segretario provinciale della UGL-FNA, Dr Cesare Maddalena, accompagnato dal Dr. Patrizio Roccaforte – nel frattempo nominato responsabile sindacale regionale che curerà tutte le attività connesse al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e delle Identità Siciliana – si sono intrattenuti in assemblea con il personale della Condotta Agraria di Piazza Armerina.

Oggetto dell’assemblea è stato il piano di rimodulazione dell’assetto organizzativo dei Dipartimento regionale dell’agricoltura, da cui la Condotta dipende, in attuazione dell’art. 49 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.

Nei giorni scorsi, infatti, l’assessore regionale della funzione pubblica e del personale, con propria nota, ha reso ai sindacati l’informativa preventiva che preannuncia la costituzione di un ufficio intercomunale agricoltura del comprensorio di Barrafranca e che comprende proprio i comuni di Barrafranca, Pietraperzia e Piazza Armerina, anticipando di fatto la chiusura della storica Condotta Agraria di Piazza Armerina.

Dalle argomentazioni è emersa la irrazionalità della nuova organizzazione, peraltro non supportata da una adeguata e, quanto meno, opportuna motivazione.

Non si comprende, infatti, il motivo che porta la politica siciliana a sguarnire un territorio così vasto e produttivo come quello di Piazza Armerina ed Aidone di servizi per l’agricoltura molto importanti ed essenziali.

La superficie agraria di questi due comuni è di circa 37.240 ettari mentre quello di Barrafranca e Pietraperzia assieme è si soli 13.086 ettari. Inoltre l’utenza servita dalla Condotta agraria di Piazza Armerina proviene anche dai comuni del Catanese.

Si stenta a credere che le motivazioni possano essere ritrovate nell’ammontare del canone di locazione, che la Regione paga per i locali ove la condotta ha sede, dato che il canone pagato è di € 6.700,00 annui appena.

I lavoratori unanimemente hanno sostenuto che, per loro, il disagio di doversi recare in una sede di lavoro diversa, peraltro vicina, è di gran lunga inferiore al disservizio ed ai costi aggiuntivi che la chiusura della Condotta agraria arrecherà alle imprese del territorio ed alla medesima Amministrazione Regionale. Imprese che già di per sé, come risaputo, non navigano in buone acque.

Il Dr. Maddalena dal canto suo ha garantito che l’UGL-FNA porterà la voce dei lavoratori e delle imprese agricole nei tavoli opportuni denunciando l’irrazionalità delle proposte di riorganizzazione avanzate dagli Assessori Regionali, sia per quanto attiene il dipartimento dell’Agricoltura che gli altri dipartimenti dell’amministrazione regionale; proposte non supportate da logiche razionali e da, da quello che appare, da una reale intenzione di ridurre la spesa.

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