Turismo, si può fare: Feste e sagre di marzo

Buongiorno Enna! E ancora grazie, grazie, grazie. I vostri spunti sono sempre più interessanti. Ogni mese dedicheremo il primo articolo della rubrica ad una “visita panoramica” sulle feste in corso o in programma in tutta la nostra meravigliosa isola, ed il secondo agli “approfondimenti” specifici in ambito turistico per tutti quei temi che ci riproponiamo d’affrontare insieme a voi. In questo ricco mese di Marzo spiccano certamente su tutte le feste ed i riti in onore di San Giuseppe e della Settimana Santa, così stavolta partiremo il nostro “tour” proprio da Enna e Provincia: Prime fra tutte le feste di San Giuseppe di Leonforte e Valguarnera. A Leonforte, attraverso diciotto tavolate sparse in tutto il territorio comunale è possibile trascorrere una serata all’insegna della devozione ma anche per gustare vini, cardi, sfingi, finocchi, “pupidduzzi” (pane benedetto) ed altri prodotti tipici offerti e distribuiti gratuitamente dagli organizzatori.  Caratteristica particolare è la collaborazione dei commercianti leonfortesi che abbellendo le loro vetrine con altarini votivi, abbellendo il Corso principale con l’illuminazione a festa e organizzando la proiezione di filmati sulla realizzazione degli “Artara” in Piazza, rendono più accogliente la visita per le vie di Leonforte. A Valguarnera invece la festa è un mix di fede, folklore e tradizioni che ne fanno una festa unica nel suo genere in Sicilia, qui infatti ci sono anche ì mbraculi (i miracoli), cioè le offerte dei devoti di grandi ceri portati fino in Chiesa a piedi scalzi oppure del grano portato sul dorso dei cavalli bardati a festa. Al seguito la banda musicale che esegue la tradizionale marcia del “Chichirichi”. Le tavolate votive sono il clou della festa imbandite come sono con le pietanze tipiche locali: paggnuccàta, sfingi, fritture di verdure, pasta col miele ed in particolare il pane che prende le forme degli attrezzi del falegname della sacra famiglia.
Stessa sequenza si ha in numerosi paesi in provincia di Enna, ma l’unicità della festa di  Assoro, è dovuta alla rappresentazione de “La Fuga della Sacra Famiglia dall’Egitto”. Tale commemorazione prevede la presenza dei figuranti che impersonano la Famiglia Sacra, preceduta da uno stuolo di angeli ed i briganti che partono da luoghi diversi del Paese per giungere nella piazza dedicata alla Santa Croce, dove poi si svolge tutta la suggestiva rappresentazione.
Anche a Centuripe, la Confraternita del Patriarca ” San Giuseppe ” organizza ogni anno i festeggiamenti in onore di San Giuseppe con la partecipazione dell’intera comunità. Qui il dono votivo consiste in una tavolata con 19 “verginelle” cioè ragazzi e ragazze che offrono il loro digiuno per la famiglia che li ospita. A mezzogiorno il prete dopo la preghiera benedice la tavola e subito dopo iniziano a mangiare solo le “Verginelle”, la pasta che rimane si divide ai vicini di casa. Dopo si usa fare una seconda tavolata con parenti amici e vicini di casa che hanno aiutato la padrona di casa a preparare il pranzo, chiunque può andare, guardare ed assaggiare: Pasta con i Ceci; Riso con la ricotta; Finocchietto selvatico bollito; Pezzetti di ricotta fritta; Baccalà fritto; Frittelle di cardi; Polpettine di patate fritte; mezzi Carciofi fritti; Broccoletti (spicùna) di San Giuseppe bolliti; e poi “bastoncini di San Giuseppe” – “ Sfinci Ammilati” – “ravioli di ricotta”.

Mentre a Catenanuova una congregazione di uomini cura la festa in onore del Santo con 9 giorni di preparazione, con le cosiddette novene “i nuveri i San Giuseppi” le quali si concludono, con la processione del Simulacro del Santo del 19 marzo. Le novene si caratterizzano per i brani cantati in dialetto siciliano “coroncina e sette dolori ed allegrezze” che parlano della magnificenza di questo Santo. Un tempo le novene del Patriarca si celebravano alle prime luci dell’alba, oggi nel secondo pomeriggio e restano quindi molto partecipate. Da qualche anno, nel giorno della vigilia, è stata ripristinata la tradizione della tavolata pubblica allestita nella piazza antistante alla Chiesa Madre. Nel giorno della festa, invece, intorno alle ore 15:30, tra grida di tripudio, la commozione dei fedeli e lo sparo dei mortaretti, il simulacro viene portato in processione.

Anche qui a Enna le novene iniziano 9 giorni prima della festa del Santo e si caratterizzano per i brani cantati in dialetto, il Santuario di San Giuseppe al suo interno è parato a festa . Da qualche anno è stata ripristinata la tradizione della tavolata pubblica. Il 19 Marzo le campane del Santuario suonano a festa; dalle ore 7 del mattino fino alle ore 13 si susseguono della Sante Messe in cui vengono distribuiti i tradizionali “Panuzzi di San Giuseppi” benedetti; la gente si accalca per poter prendere quella che viene chiamata la “devozione” da portare magari ad un parente malato o da tenere per se, inoltre viene offerto latte e caffè ma soprattutto i biscotti tradizionali; intorno alle ore 18:00, l’antico simulacro viene issato sulla vara, e portato in processione per le vie del centro storico e sulla strada del ritorno, passa dal Mercato S. Antonio, storico mercato della Città, per rendere omaggio ai commercianti (i putiara) tanto devoti a San Giuseppe, che allestiscono le vetrine dei propri negozi a festa. Così esausti i Confrati fanno ingresso in Chiesa dove viene recitata la preghiera di ringraziamento al Santo Patriarca San Giuseppe. Nel frattempo, all’interno della Galleria Civica è stata allestita una grande “tavolata” aperta a chiunque abbia il piacere di visitarla.

Con grandi tavole imbandite per le grazie ricevute e riti molto simili tra loro che uniscono ritualità e simbologia secolare, solidarietà comunitaria e ospitalità pura, si può dire che in quasi tutte le province siciliane il 18 e 19 marzo si festeggia San Giuseppe.
Arriviamo così ai riti della SETTIMANA SANTA, quest’anno dal 28 marzo al 4 Aprile. “Uno dei momenti più suggestivi per visitare Enna è senza dubbio la Settimana Santa, i cui riti risalgono al periodo della dominazione spagnola (XV-XVII sec.), quando le Confraternite, che già esistevano come corporazioni di arti e mestieri, vennero autorizzate a costituirsi liberamente come organizzazioni religiose per promuovere il culto, ricevendo dai sovrani norme precise e privilegi. Esse partecipavano alla vita della città con ruoli ben definiti: alcune si occupavano del sostentamento dei poveri, altre dell’assistenza agli ammalati ed altre ancora dei condannati a morte. Nel 1740 ad Enna esistevano 34 fra Confraternite, Compagnie e Collegi; oggi ne sopravvivono solo 15. I confrati odierni non sono più i minatori e gli agricoltori di una volta, bensì professionisti, studenti e impiegati. Dalla Domenica delle Palme e fino alla tarda mattinata del Mercoledì Santo, le 15 confraternite, ciascuna nel giorno e nell’ora stabilita, partendo in processione dalla chiesa di appartenenza, si recano al Duomo per l’ adorazione solenne della Eucaristia: “ l’ura “. Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si ha nella giornata del Venerdì Santo, quando, nel primo pomeriggio, tutte le Confraternite giungono al Duomo e lì incominciano a comporsi per la solenne processione. Sono oltre duemila i confrati incappucciati che, in rigoroso ordine prestabilito, precedono le Vare del Cristo morto e dell’Addolorata, dando così inizio al lungo corteo funebre che con la massima compostezza, lentamente ed in assoluto silenzio”  (speriamo!)  “si snoda per le vie cittadine fino a raggiungere la chiesa del cimitero, ex Convento dei Cappuccini, dove viene impartita, ai fedeli, la benedizione con la croce reliquario contenente una spina della corona di Cristo. La processione, quindi, ritorna verso il Duomo.  I riti della Settimana Santa, proseguono la Domenica di Pasqua con la cerimonia detta “a Paci”, quando, tra due ali di folla, e un festoso suono di campane, nella piazza adiacente al Duomo, le statue del Cristo risorto e della Madonna si incontrano e trionfalmente vengono portate all’interno della chiesa, dove rimangono esposte alla venerazione dei fedeli per una settimana. La domenica successiva alla Pasqua, detta Domenica in Albis, la Confraternita Collegio del SS. Salvatore ed il Collegio di S. Giuseppe, con il vicario foraneo della città ed i fedeli, si recano in processione nei pressi del Castello di Lombardia, dove, dalla sommità della Rocca di Cerere, viene impartita la solenne benedizione dei campi. Si fa ritorno, quindi, verso il Duomo, sostando prima in Piazza Mazzini, dove si da vita alla tradizionale ed ultima cerimonia, detta “la Spartenza”, in cui la Confraternita Collegio del SS. Salvatore ed il Collegio di San Giuseppe ritornano in possesso dei rispettivi fercoli (del Figlio risorto e della Madre) e li riconducono nelle chiese di appartenenza, a simboleggiare il necessario distacco per la conclusione terrena della missione di Cristo che ritorna al Padre”.
Non possiamo in questa sede non citare anche i riti della Settimana Santa in provincia di Enna e quindi certamente Pietraperzia (“Lu Signùri di li fasci” www.comune.pietraperzia.en.it) ; Barrafranca (“U trùnu” www.comune.barrafranca.en.it); e Catenanuova (“Salita al Calvario” www.comune.catenanuova.en.it) .
Mentre anche tutte le altre province dell’isola onorano la Santa Pasqua con riti e processioni che hanno il loro clou solitamente nelle processioni del Venerdì Santo.
Il mese di marzo in Sicilia, quest’anno però sarà anche ricco di altre tipologie di manifestazioni. E quindi:
- 01 Marzo: Festa di San Leoluca a Corleone (PA)
- 09 Marzo: Festa di San Basilio Vitale a Castronovo di Sicilia (PA)
- Prima settimana di Marzo: Sagra dell’Olio d’Oliva e dei Prodotti tipici dell’Etna a Ragalna (CT) l’olio prodotto nelle campagne di Ragalna e dintorni viene offerto assieme al pane casereccio e ad altri prodotti locali
- 18 Marzo: Sagra della “sfince” a Misilmeri (PA) in cui si celebra il tradizionale “sfinciuni”, pezzo di rosticceria un tempo fatto in casa e tutt’oggi prodotto tipico della gastronomia palermitana. Si tratta di una antica ricetta che vede come ingrediente cardine il pane-pizza (ma assai più morbido e lievitato) con sopra una speciale salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe e pezzetti di cacio cavallo
- 27 e 28 Marzo: Sagra dell’arancia a polpa rossa di Palagonia (CT) tradizionale appuntamento promozionale del territorio in cui protagonista assoluto è questo prodotto principe della Città di Palagonia. La manifestazione pubblica prevede stands eno-gastronomici, artigianali e di prodotti tipici locali ma anche una ricca kermesse di iniziative artistico-culturali, spettacoli musicali e folkloristici e addirittura escursioni verso i siti archeologici della città
- Fine Marzo primi di Aprile: il Comune di Favara (AG) “Città dell’Agnello Pasquale” da oltre 10 anni, organizza la “Sagra dell’Agnello Pasquale” ovvero una manifestazione pubblica che mette in vetrina il tipico dolce di pasta di mandorla farcito con pistacchio che proprio nel periodo pasquale prende la forma dell’animale, emblema di sacralità e bontà: l’Agnello. Ricco il programma che alterna momenti di degustazione, eventi culturali, drammatizzazioni, riti della Settimana Santa, spettacoli. La Sagra vuole rendere i meriti alla pregiata pasticceria locale ma anche ai panificatori.
Per quanto riguarda invece l’Eurochocolate di Modica, non vi sono ancora notizie certe ma pare che quest’anno dovrebbe svolgersi ad Aprile, dal 23 al 27. Vi dirò meglio più in là…
Nessuna traccia invece della Marzen Fest Bier – Festa della Birra 2010, a Catania (CT)
Alla prossima

Link province siciliane San Giuseppe
Le più interessanti certamente quelle di Salemi (TP) con 7 giorni nel corso dei quali si possono visitare le tradizionali ‘Cene’ ma anche esposizioni di prodotti artigianali, mostre di pittura e scultura, proiezioni e degustazioni di prodotti tipici del territorio; Ciminna (PA) con la Sagra di Pasta con le sarde e Sfince, nella piazza antistante la Chiesa di San Giuseppe; e Ramacca (CT) con uno dei riti più articolati dell’isola (da Marzo a Settembre). Qui gli altari del 18 sono grandi tavolate nelle case private con pietanze di tutti i tipi tra le quali non possono mancare, le frittate, i biscotti, i dolci e le tradizionali forme di pane di Ramacca. Il 19 un grande altare viene allestito nella piazza principale con le offerte e i contributi di tutti i privati cittadini e a tutti viene offerta la tipica pasta co’ maccu (pasta con lenticchie e purea di fave). Tre poverelli rappresentanti S. Giuseppe, la Madonna e il bambino Gesù sono invitati a consumare il pranzo rituale ma nel pomeriggio tutte le offerte in natura vengono messe al pubblico incanto: si ripete così una tradizione fatta di linguaggi, gestualità e furbizia contadina. Il ricavato dell’asta viene donato alle famiglie bisognose. Poiché offrire l’altare tradizionale è molto costoso, esso può essere sostituito dall’offerta di pane rituale, o dall’usanza de virgineddi cioè nell’invitare ad un pranzo a base di pasta co maccu, frittate e polpettine di verdura di campagna, un gruppo di bambini, sempre in numero dispari; alla fine del pranzo questi ricevono in dono una forma di pane sacro, una bella arancia, un finocchio dolce, una lattuga fresca. Ma anche Gibellina (TP);  Niscemi (CL): Festa di San Giuseppe Vampe e Luminarie; Mirabella Imbaccari (CT) con gli “autari” del Santo Patrono; Marettimo (TP) e Salina (ME) veramente suggestive; Raddusa (CT) che anticipa così la Festa del Grano celebrata in Settembre; Misilmeri (PA), Fiumefreddo (CT); Ribera (AG); Cattolica Eraclea (AG); Le cene di San Giuseppe preparate a Ragusa, Santa Croce Camerina (e Sagra del Fiore), Acate, Scoglitti, Giarratana, Monterosso Almo e Scicli (RG) dove il Santo è il protettore dei falegnami, degli orfani e delle giovani in età da marito che lo invocano per poter contrarre un buon matrimonio. Qui il Santo è festeggiato con la “cavalcata”, che ricorda la fuga della Sacra Famiglia in Egitto. I cavalli ed i muli impegnati in tale manifestazione folkloristica sono addobbati a festa con dei fiori stagionali e sono preceduti nel loro corteo da tre figuranti che rappresentano la Sacra Famiglia; S. Giuseppe è rappresentato con un mantello celeste. Quando il corteo passa per le vie della città, i fedeli accendono dei falò, in ricordo dell’evento biblico della fuga della sacra famiglia da Erode, quando lungo il loro cammino furono aiutati dai falò e dalle fiaccole accesi dai pastori che vigilavano le greggi. Infine la fiaccolata di San Giuseppe a Randazzo (CT) in ricordo dell’eruzione.

Link province dell’isola Settimana Santa
Prima fra tutte la processione dei Misteri di Trapani e le sue statue. L’evento prevede un lavoro particolare delle varie maestranze coinvolte già durante i venerdì di Quaresima, quando si attua “a scinnuta dei misteri” quando cioè il gruppo statuario che rappresenta il mistero di turno viene posto in evidenza rispetto agli altri. In tutto si hanno sei misteri a partire dalla Caduta al Cedron, alla Flagellazione, fino ad arrivare all’Addolorata. Ogni mistero è affidato ad una particolare confraternita di artigiani e lavoratori. Durante questi venerdì di Quaresima i ragazzi trasportano a spalla per la città dei fercoli con immagini sacre per raccogliere le offerte dei fedeli. Già dai primi giorni della settimana santa si hanno delle processioni: il martedì santo si ha la processione della Madonna dei Massari, organizzata dai discendenti dei portatori delle masserizie che in passato erano pagati dai contadini più agiati per trasportare i misteri e che poi furono esclusi dalla processione ufficiale del venerdì; il mercoledì santo è il turno dei fruttivendoli che organizzano la processione in onore della Madonna della Pietà per le vie cittadine fino alla rituale visita alla Madonna dei Massari. Il venerdì santo si ha la processione più imponente con la partecipazione dei 18 gruppi lignei appartenenti alle maestranze, più l’urna del Cristo morto e dell’Addolorata. Tale processione parte nel primo pomeriggio del venerdì, con l’accompagnamento musicale, per terminare la mattina del sabato. E poi anche la Pasqua di Castelvetrano (TP) una delle rappresentazioni religiose e popolari più antiche che venne introdotta dai carmelitani nel 1860 e viene celebrata in maniera più semplice a Mazara del Vallo mentre a Salaparuta è la celebrazione più solenne con “l’Aurora”; e poi Buseto Palizzolo, Alcamo, Marsala, e Erice (TP); Adrano, Caltagirone, Bronte, Ramacca, Vizzini, Militello, Belpasso, Randazzo e Tremestieri (CT); Butera, Riesi (CL) e Caltanissetta con le 16 vare del Giovedì Santo; San Biagio Platani (AG); Modica, Scicli, Ispica, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo, Comiso (RG) e Ragusa con la tradizionale fiaccolata e all’alba la rievocazione del martirio di San Giorgio; Noto, Ferla, Canicattini e Cassaro (SR); Gangi, Corleone (riti del XV sec), Mezzojuso (messe con rito greco-bizantino), Prizzi, Piana degli albanesi, Terrasini (PA) con la “Festa di li Schìetti” della Domenica di Pasqua, e Palermo; Barcellona, San Fratello e Sinagra (ME) con i suoi festeggiamenti in onore del patrono San Leone e la “Fiera del lunedì di Pasqua”.
A San Marco D’Alunzio (ME) c’è la festa del SS. Crocifisso di Ara Coeli, una festa commovente e bellissima che ricorre l’ultimo venerdì di marzo ma quando in tale data cade il Venerdì Santo, la festa viene anticipata al venerdì precedente. Venne istituita nel 1612 e da allora il rito si ripete sempre uguale: sembra quindi che per un giorno a S. Marco d’Alunzio, il tempo abbia fermato il suo rapido fluire. E’ da sempre caratterizzata dalla presenza dei “babbaluti”, trentatrè uomini incapucciati e penitenti che hanno il compito di portare in processione per le vie del paese il SS. Crocifisso. Un recente restauro ha riportato la statua del Cristo Crocifisso al suo originario splendore. Finita la Messa cantata solenne delle ore undici nella chiesa dell’Ara Coeli, il simulacro del Santissimo Crocifisso, con ai suoi piedi il quadro della Vergine dei sette dolori, viene portato in processione.
Ricordiamo quindi anche le feste che si svolgono durante il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta per intenderci!) come la Festa dell’Alloro a Forza d’Agrò (ME); la Festa di San Giuseppe a Carlentini (SR); la Festa della Primavera a Monreale (PA); e la Parata rinascimentale di musici e danzatrici a San Gregorio di Catania (CT).
La settimana dopo Pasqua, sempre a San Gregorio di Catania (CT) si svolge la “Sagra Le Delizie di Sicilia” Mostra Mercato Prodotti Artigianali, organizzata dal “Comitato Festeggiamenti San Gregorio Magno”. E’ una manifestazione che nasce con lo scopo di rivalutare i veri prodotti della nostra amata terra di Sicilia e riscoprire gli antichi sapori, ma anche un momento importante per quella realtà locale di piccoli produttori che hanno abbracciato la filosofia di un cibo sano e naturale che ricorda i sapori di una volta; un ricco appuntamento pensato per far conoscere ai visitatori l’altra faccia del cibo, quello non omologato, di eccellenza. Una manifestazione che riesce ed arrivare al cuore e a restituire non solo il sapore della genuinità ma anche un valore culturale, compresi i vecchi suoni dei cantastorie, i suoni della natura che spesso abbiamo dimenticato, musica, animazione e spettacoli anche per i più piccini.
La prima domenica dopo Pasqua ad Aragona (AG) si svolge la “Sagra del tagano”. Il piatto che ad Aragona simboleggia la Pasqua è infatti u taganu una pietanza a base di pasta, uova e tuma. Il nome deriva dal tegame in cui viene cucinato nel pomeriggio del Sabato Santo per poi essere consumato il Lunedì dell’Angelo. Cotto in forno almeno per due ore si può mangiare freddo o caldo accompagnato da vino novello locale bianco. La festa è allietata da spettacoli e degustazioni gratuite.

Wanuska Adamo

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