Turismo a Enna: l’Associazione Guide turistiche: “La permanenza dei gruppi a Enna limitata al massimo”

Snobbati da grandi tour operator. Questo il motivo principale per cui la tappa turistica ennese dei gruppi organizzati è solamente mordi e fuggi. E dirlo è la presidente provinciale dell’Associazione Guide turistiche ennesi Sabrina Murgano per spiegare il perché ad esempio i turisti che arrivano in città saltano la visita di alcuni importanti siti come la Torre di Federico o il Museo Varisano. Quest’ultimo nello scorso fine settimana fa fatto segnare malgrado il ponte festivo “solo” 100 visitatori in 3 giorni. Uno dei dati più bassi degli ultimi fine settimane. Ad ogni modo con una media di 33 visitatori giornalieri si andrebbe a circa 1000 visitatori al mese e 12 mila in un anno che sarebbe eventualmente l’ennesimo record di presenze del sito che nel giro di pochi anni è passato da meno di 3 mila annui agli oltre 10 mila del 2017. Ma questi numeri sono sempre di gran lunga inferiori alle sue effettive potenzialità. Da sempre si lamenta il fatto che le guide in particolare quelle non ennesi nella sosta ennese saltino sistematicamente la tappa del museo malgrado questi s trovi di fronte al Duomo che invece è sempre visitato (quando è aperto). Ma secondo Sabrina Murgano non è affatto così. “Purtroppo noi dipendiamo dai tour operator – ci dice – e questi come tappa prediligono sempre la Villa Romana del Casale. Quando di viene a Enna è una tappa di non più di un paio di ore prima del pranzo che tra l’altro non viene consumato a Enna. Quindi in quel lasso di tempo si possono fare visitare solo alcune cose già programmate come il castello ed il Duomo. A stento a volte riusciamo a fare arrivare le comitive al Belvedere. Ma è raro”. Quindi museo e torre di Federico saltate sistematicamente? “Assolutamente si – continua – poi c’è da dire che alcun gruppi che arrivano per la loro tipologia non hanno nessun interesse ad andare a visitare il Museo. Noi come associazione Guide Turistiche Ennesi cerchiamo di fare il massimo per valorizzare il museo e negli anni passati abbiamo organizzato insieme alla direzione del sito diverse iniziative che hanno portato all’interno del Museo centinaia di visitatori. E siamo sempre disponibili”. Ma Sabrina però lamenta altri problemi che non hanno nulla a che vedere con i Tour Operator. “Spesso quando arrivano i gruppi al castello anziché scendere dalla via Roma facciamo loro effettuare un giro per i quartieri caratteristici della zona come San Biagio ed il Santissimo Salvatore – spiega – ma quasi sempre l’omonima chiesa è chiusa e quindi i turisti non la possono ammirare. E diverse volte la stessa cosa è successa anche con il Duomo che in certi orari rimane chiuso”.

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