Trump Presidente: L’opinione di Angiolo Alerci

TRAMP PRESIDENTE

E’ stata seguita da miliardi di persone la campagna elettorale per la elezione del Presidente degli Stati Uniti le quali sono rimaste perplesse del risultato che ha determinato l’ elezione a Presidente di Donald Tramp.
Perplesse non tanto per il modo usato da Tramp nel corso della competizione, definito dalla maggioranza della pubblica opinione statunitense come il peggiore scontro elettorale che la storia ricordi, ma per i contenuti del suo programma che molti ritenevano la classica “americanata”.
Oggi assistiamo ai pesanti commenti che la stampa ed i media di tutto il mondo stanno riservando al Presidente Tramp che ha iniziato il suo mandato incominciando, con molta disinvoltura, a realizzare il programma elettorale ampiamente illustrato nel corso della competizione elettorale: innalzare un muro al confine con il Messico, blocco degli immigranti di religione musulmana provenienti da paesi che direttamente o indirettamente appoggiano l’ISIS, l’annullamento dell’accordo economico-commerciale con i paesi dell’America Latina e con lo Stato di Cuba.
Con questo suo programma ha convinto la maggioranza degli elettori che ne hanno a decretato la sua elezione.
Tramp : un politico che mantiene gli impegni assunti nel corso di una campagna elettorale !
Non vogliamo, in questa sede, entrare nel merito delle decisioni assunte da Tramp, che non condividiamo.
Ma questo atteggiamento di Tramp ci porta a fare qualche considerazione rispetto a quanto accade in molti paesi e, principalmente,in Italia.
Chi ha vissuto come me gli ultimi settant’anni della nostra vita politica, non può non ricordare il progressivo allontanamento tra eletti ed elettori, a causa del mancato rispetto degli impegni sempre sonoramente assunti nel corso delle competizioni elettorali a tutti i livelli, quasi sempre non rispettati.
Un peggioramento che ha visto continuamente diminuire il numero degli elettori nelle diverse competizioni elettorali.

Da dati ufficiali risulta che l’astensionismo è andato crescendo a partire dagli anni settanta quando Enrico Berlinguer, Segretario del P.C.I., cominciò a denunciare casi di corruzione.
La partecipazione al voto è stata sempre superiore al 90% dal 1946 al 1979, ma si è successivamente abbassata progressivamente fino a raggiungere il 72% in occasione delle elezioni politiche svoltesi nel 2013.
Rispetto ai primi anni della storia della Repubblica oggi il significato del voto è cambiato: ha perso quell’aurea di “ sacralità” legata alla conquista della libertà dopo la dittatura.
L’astensionismo è un fenomeno in continua ascesa sia per il modificato rapporto tra elettore ed eletto, che per i fenomeni di corruzione che si verificano a tutti i livelli e per il continuo trasformismo che regna sovrano nel nostro Parlamento.
Purtroppo ancora non si vede la minima luce nel grosso tunnel entro il quale naviga la nostra politica.

angiolo alerci

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