Troina, Oasi Maria Santissima in crisi finanziaria, procedure di mobilità per i dipendenti

Si paventa la chiusura di un’eccellenza sanitaria, non solo siciliana, se la Regione Siciliana non interverrà prontamente e nell’ambito del rispetto degli accordi sottoscritti. L’IRCCS “Oasi Maria SS.”, struttura ad alta specializzazione che si è distinta in campo nazionale ed internazionale sia per lo specifico modello di intervento, che per gli studi e le ricerche scientifiche effettuate nei campi delle disabilità intellettive, dell’involuzione cerebrale senile, per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare, potrebbe chiudere ben presto la porta ai propri e tanti utenti e non erogare parte dei propri servizi, oltre ad operare una drastica riduzione di personale a causa di un grave squilibrio finanziario generato dal mancato versamento delle somme di competenza dovute dall’Assessorato Regionale della Famiglia e da quello della Salute.

Da tre anni l’IRCCS “Oasi Maria SS.” di Troina attende il rinnovo della convenzione stipulata nel 2009 e scaduta nel 2012, con la quale da parte della Regione Siciliana, Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali e Assessorato della Salute, venivano riconosciute e remunerate le funzioni assistenziali svolte a favore degli utenti e dei loro familiari. Tra l’altro questi servizi erogati dall’IRCCS “Oasi Maria SS” generano anche notevoli risparmi finanziari al Servizio sanitario regionale, in quanto questi sono concentrati in un unico Ente piuttosto che distribuiti in strutture diverse.

L’Oasi ha continuato ad erogare le funzioni assistenziali, secondo il modello in uso presso l’istituto anche perchè da parte della Regione non è mai arrivato alcun provvedimento di sospensione delle prestazioni, assumendo a proprio carico gli oneri relativi ai tre anni, che hanno comportato un notevole squilibrio finanziario nel bilancio dell’ente.

A ciò si aggiunge un altro danno finanziario per l’IRCCS di Troina, determinato dal mancato riconoscimento legato al non abbattimento tariffario che spetta agli ospedali che effettuano ricoveri di riabilitazione con “codice 75”, ovvero quegli istituti che hanno come specificità la presa in carico di pazienti affetti da patologie croniche e, spesso, degenerative, gravi, al punto che le linee guida nazionali prevedono una durata del ricovero che, in alcuni casi, può estendersi anche fino ad un anno.

Il non abbattimento tariffario, oltre i valori soglia indicati, è espressamente previsto nella relazione tecnica ministeriale che accompagna il c.d. decreto Balduzzi ed in tal senso si sono determinate altre regioni italiane (come ad esempio le Marche, il Lazio e il Veneto). Una vicenda che è diventata tra l’altro anche paradossale perché, dall’Assessorato della sanità, ufficialmente è stato comunicato che l’IRCCS di Troina non è soggetto ad abbattimento tariffario oltre i valori soglia.

Questo mancato riconoscimento crea nel bilancio dell’istituto di ricerca troinese una perdita annua di circa 3,5 milioni di euro, che da giugno 2013 ad oggi ha portato ad un indebitamento complessivo per oltre 7 milioni di euro, a cui sommare i 4 milioni annui delle funzioni assistenziali non riconosciute dall’assessorato della Famiglia d’intesa con quello della Salute.

Della vicenda sono state informate le rappresentanze sindacali aziendali al fine di comunicare a loro l’avvio della prevista procedura che condurrà alla mobilità di oltre un centinaio di lavoratori.

NOTA INFORMATIVA. L’IRCCS “Oasi Maria SS.” di Troina, che è stato anche riconosciuto come Ospedale classificato specializzato, ha una lunga esperienza nel campo della disabilità intellettiva rappresentando soprattutto in Sicilia un modello innovativo, sia per quanto riguarda l’aspetto  diagnostico e terapeutico, sia  sotto l’aspetto educativo e della riabilitazione. Il centro usufruisce della piena collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel campo delle neuroscienze e recentemente anche delle disabilità intellettive. Un grande istituto fatto di valori, persone, strutture, servizi e prestazioni sanitarie di alto livello e qualità, di ricerca scientifica, in collaborazione con i più prestigiosi centri mondiali di ricerca, di formazione in ambito sanitario. Una strutturata attività che genera più di 5000 ricoveri l’anno su 352 posti letto, per più di 100 mila giornate di degenza. Oltre 700 le persone che prestano quotidianamente la propria professionalità all’interno dell’Istituto. Una risorsa economica importante per il territorio locale e provinciale. Una struttura che rischia dunque di essere fortemente ridimensionata o addirittura di scomparire se non ci saranno nell’immediato provvedimenti tempestivi del Governo Regionale che muovono nella direzione, non di incrementi di budget che l’Irccs non ha mai richiesto, ma soltanto del pagamento di ciò che è stato previsto, sottoscritto e assegnato.

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