Troina, Don Stefano Nastasi in visita all’Oasi Maria Santissima

In occasione dell’evento, giovedì 6 novembre, la testimonianza di Don Stefano Nastasi, il noto ex parroco di Lampedusa che con la sua lettera spinse Papa Francesco a visitare l’isola

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Troina 4 Novembre 2014 – La Fondazione Oasi Maria SS. di Troina, celebrerà giorno 6 novembre alle ore 17.00 nella Chiesa “Cristo Risorto” dell’Oasi, il suo sessantaduesimo anniversario di istituzione e per questa occasione ospiterà per una significativa testimonianza Don Stefano Nastasi, l’ex arciprete di Lampedusa che con un sua lettera spinse papa Francesco, subito dopo la sua elezione, a visitare l’isola. Un invito che poi di fatto fu accolto dal santo padre recandosi in visita a Lampedusa, nel mese di luglio dello scorso anno, per incontrare gli immigrati e la sua popolazione . E’ ancora vivo il ricordo di un gruppo di volontarie e del fondatore dell’opera, padre Luigi Ferlauto, quando nel 1952 aprirono in una casa in affitto, il primo centro di assistenza per i disabili e che oggi nel corso dei vari anni è diventato un centro all’attenzione del mondo per lo studio delle disabilità intellettive. La presenza di Don Stefano Nastasi nel giorno in cui si ricorda l’istituzione della Fondazione voluta da Don Luigi Ferlauto, si inserisce in uno dei principi che da sempre e in maniera prevalente hanno caratterizzato l’istituzione e il cammino dell’Oasi e cioè il concetto di “deboli e forti insieme”.  Un importante giornata dove il racconto e la fotografia di due microcosmi diversi, due comunità ecclesiali e civili, si incrociano e si fondono nello stesso principio che ritroviamo nelle parole dell’apostolo Paolo e cioè la necessità di occuparsi con sollecitudine dei fratelli che a causa delle loro fragilità sono da ascrivere tra i più deboli. Da un lato l’esperienza di Don Stefano a Lampedusa, una comunità quest’ultima che si è adoperata per l’accoglienza dei migranti e per mitigare la sofferenza e il dolore per la perdita di chi coltivava la speranza di un mondo migliore scappando dalle proprie terre, dall’altro la figura di don Luigi Ferlauto a Troina, con la realtà dell’Oasi che già negli anni cinquanta concentrava la sua vita e la sua attività sull’assistenza dei più deboli e degli emarginati, diventando modello di una società integrata, inclusiva e solidale, e che ancora oggi progetta e lavora alla realizzazione dell’ “Oasi Città Aperta”, una realtà per  testimoniare un nuovo stile di vita e una diversa modalità relazionale tra “deboli e forti”.

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