Troina, domenica al Teatro dei 500 “262 vestiti appesi”

Dopo il tour dello scorso anno con il quale ha commosso il Belgio, torna sui palcoscenici siciliani lo spettacolo “262 vestiti appesi”, ideato e diretto dal giovane attore e regista Alessandro Idonea, su testo di Maria Elisa Corsaro e recitato dallo stesso Idonea, dal cantautore Mario Incudine (nella tripla veste di attore, cantante e compositore delle musiche originali dell’opera), dall’attrice Giorgia Boscarino assieme all’attore-musicista Andrea Balsamo. Si conclude così la rassegna teatrale al Teatro dei Cinquecento di Troina ed intanto si sta già lavorando al cartellone della stagione 2015/16 che sorprenderà per la qualità e la varietà degli spettacoli: le indiscrezioni indicano una parata di big, tra gli altri la comica di Zelig Teresa Mannino, Manlio Dovì e Matilde Brandi con un nuovo varietà, Pamela Villoresi, Mariangela D’Abbraccio ed l’intramontabile Enrico Guarneri.

Ma torniamo all’appuntamento domenicale di Troina: 262 VESTITI APPESI, prodotto dall’associazione teatrale “Angelo Musco” di Catania, gode del patrocino della Presidenza della Camera dei deputati della Repubblica italiana. I costumi di scena sono di Antonio Zagame, le luci di Francesco Noè e i movimenti coreografici di Donatella Capraro. Il testo ha già riscosso grande successo di pubblico nella sua anteprima a Bruxelles, nel debutto al Bois du Cazier di Marcinelle, e nelle repliche al museo minerario Blegny-Mine di Liegi e alla sala Acli “I Carbonari” di Genk, nel Limburgo, dove è stato applaudito da figli e nipoti dei minatori protagonisti del racconto, profondamente commossi dalla messa in scena.

Lo spettacolo racconta di una storia veramente accaduta: l’8 agosto del 1956 rimasero 262 vestiti appesi sulle grucce nel capannone esterno della miniera di Marcinelle, in Belgio. Erano di 262 minatori, 136 dei quali emigrati italiani, molti dei quali siciliani partiti in cerca di fortuna, inghiottiti con le loro tute annerite dall’incendio che divampò all’interno della cava di carbone del Bois du Cazier: nessuno di loro risalì in superficie a riprendere i propri abiti. La storia, portata sulla scena a quasi 58 anni dalla tragedia, prende vita attraverso il dialogo tra Ture (Idonea), il suo amico cantastorie (Incudine), costretto a emigrare in Belgio per sconfiggere la fame, e “la donna”, voce delle mogli degli emigrati che rimanevano ad aspettare i soldi necessari per affrontare il “viaggio della speranza”. A fare da colonna sonora, il brano “Escusè muà pur mon franzè”, la lettera di un sopravvissuto a Marcinelle rimasto muto dopo l’incendio.

Lo spettacolo diretto da Idonea ripercorre i terribili momenti della catastrofe di Marcinelle, i sogni e i viaggi degli emigrati italiani che morirono nel terribile rogo della miniera belga e le ripercussioni che la tragedia ebbe sulla vita dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime. Il testo, recitato in italiano, siciliano e francese maccheronico (la lingua parlata dai minatori siciliani a Marcinelle), alterna il registro comico a quello drammatico e la recitazione alla musica. «È il nostro omaggio alla memoria – spiega Alessandro Idonea – abbiamo raccolto i ricordi di uomini e donne ormai anziani, e ci siamo presi carico di testimoniare un grido di dolore per decenni rimasto sopito, sepolto da una valanga di omissioni».

La presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, così si è espressa nel suo messaggio rivolto agli artisti dell’opera: «Occorre mantenere viva la memoria di questi eventi, affinché tragedie come Marcinelle, dovute a condizioni di lavoro non dignitose e prive di qualsiasi tutela, non si ripetano più».

Biglietti in vendita a partire da €10,00 al botteghino del teatro la sera dello spettacolo dalle ore 19 in poi.

Per informazioni e prenotazioni 335 7843298

Visite: 834

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI