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Stato dell’arte e prospettive della Salute mentale in Sicilia Più cresce il disagio psichico, più le istituzioni lo ignorano

Riccardo Ottobre 2, 2026 7 minuti letti

Stato dell’arte e prospettive della Salute mentale in Sicilia
Più cresce il disagio psichico, più le istituzioni lo ignorano

Consulta Regionale dell’Assessorato alla Sanità delle Associazioni dei familiari e degli utenti che
non viene convocata dal luglio del 2024: è questa la considerazione che hanno al governo
regionale di quello che vivono e pensano le persone con disagio psichico e i loro familiari?
Coordinamento tecnico regionale salute mentale strumento tecnico dell’Assessorato alla sanità
composto da tutti i Direttori dei Dipartimenti di salute mentale, da esponenti dell’ETS Si può fare
per il lavoro di Comunità ed altri esperti regionali che non viene convocato dal gennaio del 2025: è
questa la considerazione che ha il governo regionale dei massimi esperti in materia sulla salute
mentale dei cittadini?
Ultima convocazione dell’Assessore regionale alla sanità il 15 dicembre del 2025, dopodichè il
silenzio!!!
Le nostre proposte sul budget di salute, sulle piante organiche e sugli SPDC ufficialmente
approvate dal Coordinamento tecnico regionale salute mentale sono sul tavolo dell’Assessore da
un anno e mezzo e o non sono state presentate dagli uffici in maniera efficace o il decisore politico
le ha ignorate.
Quindi chiediamo con forza di sapere di chi sono le responsabilità e in quali uffici e in quali tavoli
si blocca il percorso!!!
La fotografia della situazione risulta drammatica.
 A fronte di un disagio psichico giovanile in Sicilia come in tutta Italia in continuo aumento,
le società scientifiche stimano un 30% in più negli ultimi anni e la cronaca
drammaticamente ce ne da conferma;
 A fronte della incapacità di affrontare l’emergenza pazienti psichiatrici autori di reato con
liste di attesa in tutta Italia di centinaia di persone per un ricovero nelle REMS (residenze
per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e con le CTA (comunità terapeutiche assistite)
che ne ospitano centinaia con la conseguenza che le CTA hanno perso la caratteristica di
strutture riabilitative aperte;
 A fronte di una diminuzione di utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici in tutta
Italia, meno 10.000 rispetto al 2023, ma con una potenziale platea stimata di 6 milioni di
persone che non viene assistita o che si rivolge al privato;
 A fronte di un aumento di accessi al Pronto soccorso per problematiche psichiatriche, più
10% rispetto al 2023, che diventa sempre più lo stretto collettore in carenza di assistenza
territoriale;
 A fronte di un numero di TSO in Sicilia superiore alla media in Italia;
 A fronte di una spesa pro capite in Sicilia superiore a quella in Italia a causa di una eccessiva
spesa in residenzialità e poca in Servizi territoriali;
Le risposte del governo nazionale e regionale sono insufficienti e frammentarie
1. I fondi destinati alla salute mentale rappresentano solo il 2,6% della spesa sanitaria,
molto al di sotto della media dei paesi europei avanzati e di questa cifra il 50% serve
per le strutture residenziali;
2. Gli interventi di psicoterapia sono appena il 7,4% a fronte di un aumento di circa il
25% dell’utilizzo di farmaci antidepressivi;
3. I CSM (centri di salute mentale ) in Sicilia si sono ridotti progressivamente a semplici
ambulatori di Psichiatria e non più il luogo dove il paziente trova un’equipe
multiprofessionale con medici, psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione,
pedagogisti, educatori ed infermieri nella possibilità di predisporre e seguire PTI (Piani
terapeuti personalizzati) a cui hanno diritto tutti i pazienti con patologia psichiatrica
grave( schizofrenia, depressione, disturbo bipolare e disturbo grave di personalità). La
predisposizione dei PTI è indispensabile per potere utilizzare il budget di salute a cura
delle ASP e successivamente con i distretti socio-sanitari e i Comuni per i Progetti
personalizzati e partecipati di vita (L.62/2024) che devono unire i sostegni sanitari e
sociali tramite il budget di progetto e rendere la persona protagonista del proprio
percorso. Inoltre prevedono anche l’inserimento lavorativo da poco facilitato con un
emendamento approvato dall’ARS. Oggi invece i CSM non svolgono più pienamente il
ruolo di presa in carico continuativa territoriale, né tantomeno possono gestire
adeguatamente i casi di autori di reato che non richiedono misure residenziali. Per
questo chiediamo lo sblocco dei concorsi delle figure non mediche perchè psichiatri
non ce ne sono e perché il personale medico ed infermieristico da solo non è
certamente sufficiente per la costituzione dell’equipe multiprofessionale;
4. Gli SPDC (servizi psichiatrici di diagnosi e cura) che restano a media assistenza
condannandoli a doversi limitare ad aiutare i pazienti a raggiungere una stabilità
clinica piuttosto che a riprendere un progetto di vita in collaborazione con i CSM. Oltre
al problema della contenzione che non può essere ridotto con un numero di personale
così basso;
5. Le CTA che diventano sempre più strutture di cronicizzazione ed aumenta sempre più
il numero di persone ricoverate nelle CTA e nelle Comunità alloggio senza, nello stesso
tempo, riuscire ad aprire CTA per doppia diagnosi (dipendenze patologiche e disturbo
psichiatrico), per minori e per disabili mentali come recita il Piano Strategico Salute
mentale del 2012. Abbiamo fatto una proposta di aumento dei giorni di permesso per
i pazienti ricoverati e di maggiore distinzione tra le rette del periodo intensivo ed
estensivo per evitare la cronicità dei ricoveri, ma su questo non abbiamo mai avuto
una risposta chiara;
6. La legge del Budget di salute, potenziale leva innovativa per la presa in carico
personalizzata, viene applicata in maniera insufficiente in Sicilia e necessita di piante
organiche adeguate per i CSM, abbiamo anche preparato una proposta in tal senso, e
percorsi formativi mirati. L’assessorato non è riuscito a creare un meccanismo di
controllo sul reale funzionamento del budget di salute ed oggi ci ritroviamo con circa
40 milioni di euro non spesi considerando fino al 2024 e mancanza della relazione alla
VI Commissione sull’utilizzo del budget entro il 31 marzo di ogni anno come recita
l’emendamento approvato;
7. Sono praticamente scomparsi i CD (Centri diurni), strutture intermedie di vitale
importanza;
8. I soggetti con Autismo adulti hanno rari e sporadici servizi a disposizione e lo 0,4%,
sporadicamente viene utilizzato per PTI sostenuti dal Budget di salute;
9. Pochi servizi diagnostici e terapeutici per i soggetti con ADHD adulti;
10. Non esiste nessuna iniziativa sistematica di Prevenzione primaria, lotta ai fattori di
rischio, e secondaria, capacità di cogliere il disagio all’esordio, che cerchi di
contrastare il disagio psichico giovanile;
11. I posti letto per le acuzie in NPIA (neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza) sono
poco più della metà di quelli previsti dai piani regionali in vigore;
12. La mancata risoluzione del problema delle Comunità alloggio, questione che interessa
gli oltre 3.000 ricoverati in queste strutture e la difficoltà che ancora persiste
nell’avvio dei Gruppi appartamento seppure il decreto 1326 del 07/11/2024 abbia
creato i presupposti per la risoluzione della problematica;
13. L’integrazione socio sanitaria resta una chimera come dichiarato in una recente
iniziativa dello stesso DASOE ( Dipartimento attività Sanitarie e Osservatorio
epidemiologico ) proprio all’ARS pochi giorni fa.
Siamo di fronte al totale immobilismo
La risposta ai disagi non può essere esclusivamente sanitaria. Occorre rafforzare l’integrazione tra
interventi clinici, sociali, educativi e pedagogici, valorizzando tutte le professionalità coinvolte nella
costruzione dei percorsi di cura, inclusione e partecipazione sociale.
Su tutto questo abbiamo inoltrato delle proposte per risolvere con urgenza questa gravissima
situazione ma ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta ed è per questo che dopo anni di
incontri “a vuoto”, dopo presidi e manifestazioni di piazza che hanno visto la partecipazione di
associazioni da tutta la Sicilia e delle organizzazioni sindacali, vogliamo sapere se siamo di fronte a
scelte politiche di sottovalutazione del disagio psichico o più semplicemente di inadempienza dei
funzionari preposti.
Non possiamo più aspettare e chiediamo
Un incontro urgente con l’Assessore Regionale alla Salute per sapere cosa vuole fare di tutti i
problemi da noi sollevati, che la nostra quotidiana esperienza ci fa incontrare, che la cronaca ci
ricorda e che le leggi gli imporrebbero di affrontare.
Firmatari
Si può fare per il lavoro di Comunità
CGIL Medici CGIL FP
UIL Medici UIL FPL
Legacoopsociali
Confcooperative
Associazione Noi per la salute Tina Anselmi CL –
APEI Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani Sez. Regionale
Consulta Familiari e Utenti DSM Palermo e Catania
Ispedd Istituto per i disturbi pervasivi dello sviluppo
ANFFAS Caltanissetta

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Riccardo

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