Sport estremi L’ennese Walter Nasonte racconta la sua esperienza al Mongolia Bike Challenge

Una esperienza sportiva ma ancor più umana indimenticabile dove l’atleta prima di tutto si misura con se stesso sia da un punto di vista fisico che mentale. E’ così che l’ennese Walter Nasonte insegnangte Isef e istruttore di Fitness commenta la sua partecipazione al Mongolia Bike Challenge, gara estrema di Mountain Bike dove gli atleti in sei giorni percorrono quasi 600 chilometri in un territorio molto impegnativo e con un clima imprevedibile chiudendo al quarantatreesimo posto su settantotto partenti ma con solo quarantasette arrivati. “Si è stata una esperienza indimenticabile sotto tutti i punti di vista – ci racconta al suo ritorno dalla Mongolia – per me che vado in Mountain Bike solamente da due anni, era la prima gara estrema internazionale ed avevo anche la curiosità di capire quanto valevo dopo aver svolto tantissime gare in Italia. Ma questa è stata tutta un’altra cosa e la cosa che mi inorgoglisce è che la preparazione che ho fatto e che mi sono preparato da solo è stata perfetta”. Walter nei mesi precedenti alla gara ha macinato in giro per la provincia di Enna oltre 6 mila chilometri. “Ultimamente andavo e venivo da Catania sulla SS 121 tutti i giorni – ci dice scherzandoci sopra. Ma ci sono stati anche momenti di difficoltà. “Si ad esempio nella seconda tappa insieme ad altri 9 concorrenti ci eravamo tutti persi. Ma fortunatamente siamo riusciti ad arrivare entro il tempo massimo delle 10 ore. E poi il clima, nel giro di qualche minuto si passava dal caldo torrido alla pioggia. E lo stesso percorso molto duro. Ad ogni modo è andato tutto bene. Certo nelle ultime tappe la fatica si è iniziata a farsi sentire ed anche qualche problema muscolare. Ma in quel caso quello che comanda è la testa e non più le gambe ed alla fine ci sono riuscito”. Adesso per Walter il meritato riposo. Ma sono all’orizzonte altre prove di questo genere? “Non lo so ancora – conclude – ma penso che una prova di questo genere per me non rimarrà un caso isolato. Ad ogni modo prima di tutto voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto anche da un punto di vista economico come gli sponsor e mi hanno messo nelle condizioni di fare divenire reale quello che per me sino a poco tempo fa era un sogno”.

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