Sport e sociale: sarà presentato a all’Ic De Amicis di Enna il progetto TennistavolOltre

Conferenza di presentazione del progetto nazionale Fitet Sarà presentato il prossimo 21 febbraio presso l’aula magna della scuola media Garibaldi dell’C De Amicis di Enna il progetto sportivo e sociale “TennistavolOltre” promosso dalla società dell’Eos Enna del presidente Massimo Dipietro e referente provinciale del progetto quasi interamente finanziato dalla fondazione Vodafone OSO e riconosciuto dal MIUR.
Il progetto, è rivolto a tutti gli alunni diversamente abili e agli allunni normodotati, inquadrati come tutors, degli Istituti Scolastici aderenti e si pone come obiettivi primari l’informazione relativa al tennistavolo paralimpico, la formazione di Docenti e l’orientamento alla disciplina sportiva. Testimonial del progetto sarà l’atleta paralimpico Raimondo Alecci già presente alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016 con la nazionale italiana di tennistavolo.

PROGETTO “TENNISTAVOLOLTRE”
ANNO SCOLASTICO 2018/19
1 INQUADRAMENTO E ANALISI DELLA SITUAZIONE
Gli alunni con disabilità in Italia, tra scuola primaria e secondaria, sono oltre 200.000, molti di questi alunni non riescono ad accedere ad un’offerta sportiva adeguata. La Fitet ha tra i propri obiettivi quello di favorire la diffusione e la pratica dello Sport del Tennistavolo tra le persone con disabilità, e per il conseguimento di tale scopo si può avvalere anche della collaborazione dei propri comitati regionali operanti nelle realtà territoriali, al fine di praticare attività sportiva all’interno delle scuole. La pratica sportiva in soggetti con disabilità è parte integrante del processo di “inclusione” che dovrebbe portare all’inserimento nella società, in particolar modo per quanto riguarda le persone in età scolare. Le conoscenze sulla disabilità e le necessità ad essa connesse hanno avuto negli ultimi anni una grande rilevanza e una crescente attenzione rivolta dalla comunità scientifica ed educativa della società civile e dai mezzi di comunicazione nei riguardi del fenomeno in tutte le sue declinazioni.
Nei soggetti con disabilità, inizialmente lo sport si pone come terapia riabilitativa, accanto a quella canonica, ma in un secondo momento diventa un forte elemento trainante orientato verso la formazione della persona, non solo per una migliore funzionalità motoria, ma anche per l’accettazione della propria realtà di vita. La pratica sportiva oltre esaltare i valori della persona in termini di autostima, rispetto di sé e degli altri e delle regole, rimane motivo di grande interesse personale.

2 INTRODUZIONE
Il progetto prevede delle azioni che partendo dall’attività promozionale presso le scuole facilitino sia l’inserimento degli alunni con disabilità presso le società sportive (con tecnici federali), sia l’inclusione dei ragazzi nella società.
L’attività risponde al bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica all’inclusione delle persone con disabilità all’interno del mondo dello sport e della società in genere; e insieme a diffondere la pratica del tennistavolo come sport praticabile a prescindere dalle condizioni dell’utenza. Oltre al lato prettamente sportivo del progetto, c’è da evidenziare l’impatto sociale sia diretto che indiretto che esso potrà avere: non solo formazione ed informazione degli inseganti e degli alunni, con disabilità e non, ma anche coinvolgimento delle famiglie e delle società sportive del territorio, una vera inclusione.

“TennistavolOltre” si rivolge in particolare alle scuole che, volendo rilanciare la propria funzione educativa nei confronti degli studenti disabili, sono disposte ad individuare strategie operative e percorsi in grado di contribuire alla valorizzazione della pratica sportiva quale strumento di inclusione per i giovani con disabilità, realizzando un’alleanza tra vari soggetti con i loro specifici compiti formativi.
La Fitet, quindi, con lo sviluppo del progetto intende:
-proporre un percorso di benessere psico-fisico da assumere come mezzo per lo sviluppo dell’intelligenza motoria (capacità neuro cognitiva e motoria) al fine di favorire l’integrazione scolastica e sociale;
-valorizzare l’interazione tra tutti i linguaggi, abbattendo la tradizionale barriera tra i processi cognitivo/motori e le emozioni, e facendo emergere un’idea di persona come sistema integrato, alla cui formazione e al cui equilibrio dinamico concorrono la componente percettivo/motoria, quella logico/razionale e quella affettivo/sociale;
-favorire lo sviluppo delle capacità di inclusione degli alunni, puntando sull’interazione collaborativa e sul confronto con i compagni, oltre all’acquisizione di coerenti comportamenti ispirati al rispetto delle “diverse abilità”;
-accrescere la consapevolezza sull’importanza del rispetto delle regole e comprendere che ci sono diritti, ma anche doveri da rispettare e condividere.
Il progetto può offrire l’opportunità all’alunno di sperimentare gli importanti aspetti formativi connessi alla moderna didattica dello sport di situazione: multilateralità, sistematicità, progressività, adattamento, individualizzazione, specificità, disponibilità e capacità decisionale. Si intende inoltre concorrere a potenziare le iniziative in ambito scolastico, riferite alla pratica delle attività motorie, pre-sportive e sportive, quale parte integrante del progetto educativo volto a garantire il successo formativo dell’alunno, intese anche come valido strumento per prevenire e rimuovere i disagi e le patologie della condizione giovanile (art.1.3, DPR 567/96 e art.2, Dir. 133/96. Convenzione Coni -M.P.I./97 -CM 466/97).

3 CORPO CENTRALE
3.1 Identificazione degli obiettivi
L’obiettivo generale del progetto, che ricordiamo essere un progetto nazionale, è quello di svolgere azioni di formazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado, e in particolare nelle classi dove sono inseriti alunni con disabilità fisiche e/o mentali, attraverso la pratica del tennistavolo. Ci si prefigge, più nello specifico, di far fare attività a circa mille alunni con disabilità, di aggiornare cento insegnanti all’insegnamento del tennistavolo e di coinvolgere complessivamente nel progetto circa venti mila persone su tutto il territorio Italiano.
Gli studi effettuati sulla popolazione scolastica indicano che la pratica sportiva tra gli alunni della scuola è inferiore al 40%; questo dato è molto vicino al 10% se si prende in considerazione la popolazione dei diversamente abili. Per questo motivo il progetto “TennistavolOltre” prende in considerazione la popolazione scolastica, promuovendo la pratica sportiva a tutti senza alimentare ed incrementare quella forma di disagio sociale che normalmente si crea durante l’attività motoria scolastica.

Dal punto di vista prettamente motorio si vuole dare la possibilità di sviluppare quelle capacità “coordinative” che sono alla base del Tennistavolo e che forniranno all’alunno disabile la sicurezza nei movimenti e l’indipendenza nello svolgimento dell’azioni quotidiane.
I primi obiettivi da raggiungere saranno:
• La ristrutturazione dello schema corporeo;
• Lo sviluppo degli schemi motori di base (afferrare, lanciare, colpire, ecc.);
• La tecnica degli spostamenti con la carrozzina (in caso di disabilità fisiche) con e senza attrezzo (racchetta);
• Lo sviluppo della tecnica di base del Tennistavolo per persone disabili.

3.2 Finanziamento
Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Vodafone Italia e dal Dipartimento delle Pari Opportunità.

3.3 Esplicitazione delle modalità operative di implementazione
Il progetto prevede lo svolgimento sia di corsi di tennistavolo rivolti agli alunni con disabilità e ai loro compagni di classe (che in ogni lezione in gruppi di due persone, affiancheranno l’alunno disabile in qualità di “tutor”) che di corsi di formazione per gli insegnanti di educazione fisica e di sostegno delle scuole interessate. Contemporaneamente verranno fatte delle attività informative per le scuole e per i genitori degli alunni, con la presenza di un testimonial atleta paralimpico o appartenente al Team Ambasciatori del Comitato Italiano Paralimpico, accompagnato da un tecnico FITET.
Per l’ottimale svolgimento del progetto saranno coinvolti tecnici federali della disciplina, assistenti specializzati, volontari, nonché atleti paralimpici già affermati che fungeranno da testimonials. All’interno delle scuole saranno poi utilizzati tavoli da gioco, racchette e palline e verranno distribuiti gadget e materiale informativo.
L’inclusione scolastica degli studenti disabili rispondendo ai differenti bisogni educativi si realizzerà attraverso:
– strategie educative e didattiche “personalizzate”, finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno disabile nel rispetto del diritto all’autodeterminazione e nella prospettiva del miglioramento della qualità della vita;
– la definizione e la condivisione del progetto individuale sportivo tra scuola, famiglia e associazioni sportive dilettantistiche, operanti sul territorio, che potranno accogliere gli alunni disabili al termine del periodo di attività scolastica.

I contenuti riguarderanno, inoltre, la formazione degli insegnanti e, attraverso questi, la formazione degli alunni.

L’impianto organizzativo prevederà attività da svolgersi in orario curricolare e rivolta a tutti gli alunni disabili della scuola. Il format di base prevede un’attività da sviluppare in 5 lezioni, ciascuna di 2 ore, ed ognuna consentirà, in progressione, di sviluppare le abilità della lezione precedente e introdurrà elementi di maggiore complessità. Agli alunni disabili verrà così data la possibilità di:
1. progredire da una lezione a quella successiva;
2. ripetere le lezioni, se necessario, in modo che si acquisiscano meglio le attività di base;
3. passare alle lezioni successive ogni qualvolta queste siano appropriate per il livello dei singoli o del gruppo;
I giochi di coordinazione contribuiranno all’educazione motoria dell’alunno disabile e saranno un complemento al contenuto di ogni seduta di allenamento. La metodologia didattica a gruppi sarà il principio d’organizzazione di una seduta.
Gli interventi dell’insegnante faranno parte integrante dell’approccio didattico/metodologico e diventeranno indispensabili quando l’alunno disabile li richiederà. Ogni alunno reagirà diversamente e pertanto i consigli dovranno essere verbali e visivi per farlo evolvere e progredire. L’insegnante dovrà seguire attentamente l’evoluzione dell’alunno, ciò potrà condurlo a modificare le condizioni di gioco.
L’obiettivo principale sarà di mantenere la motivazione pur favorendo la progressione, nonché:
• la definizione di traguardi motori e cognitivi;
• l’interazione didattica;
• la conoscenza del gioco e delle sue regole;
• la progettazione di situazioni di apprendimento.
L’organizzazione delle attività saranno in forma di seduta di pratica individuale e collettiva della durata di due ore ed orientata alla sollecitazione di capacità ed abilità coordinative. Verranno proposte esercitazioni e giochi che permetteranno di:
• conoscere le caratteristiche della circolazione della pallina;
• utilizzare schemi motori di base per interagire attraverso l’utilizzo della pallina con gli altri;
• utilizzare, manipolare, l’attrezzo racchetta per realizzare semplici compiti motori;
• conoscere e riconoscere le coordinate spazio-temporali attraverso l’utilizzo di racchetta, pallina e tavolo di gioco;
• sperimentare situazioni di gioco libero e codificato.
I traguardi di ciascuna attività potranno essere modulati in relazione alla tipologia di disabilità, all’età ed all’esperienza motoria e cognitiva degli alunni disabili partecipanti alla lezione.
L’operatore sportivo e l’insegnante di classe potranno strutturare il piano delle attività anche in relazione alle esigenze del processo formativo complessivo e gli esercizi saranno presentati sotto forma di gioco utilizzando il metodo della scoperta-guidata e della risoluzione di problemi

Sarà importante lavorare per obiettivi, che saranno differenti nelle diverse fasi della stessa:
Nella fase iniziale della lezione sarà corretto lavorare a coppie o in gruppo, con i piccoli attrezzi, palline da tennistavolo, palle e palloncini di varie dimensioni, educando contemporaneamente la percezione e la conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo, gli schemi motori e posturali, le capacità e le abilità motorie.
Nella fase centrale della lezione il lavoro sarà mirato alla costruzione progressiva della “capacità di gioco” (percezione del proprio corpo nello spazio e nel tempo, utilizzando anche la racchetta e la pallina, rispettando le regole di gioco e collaborando con i compagni), partendo dal gioco-base.
Durante la lezione l’insegnante ed il tecnico dovranno osservare bene il comportamento motorio dei bambini, onde poter dedurre quali sono le carenze motorie individuali e del gruppo e programmare, di conseguenza il lavoro.
Nell’ambito del presente progetto la Fitet si occuperà di organizzare un corso di 2 ore per la formazione di Insegnanti e Tutor.
La Federazione Italiana Tennistavolo metterà a disposizione i propri tecnici (esperti e qualificati) propriamente formati per la corretta realizzazione del progetto che si effettuerà in orario curriculare per un totale di 20 ore e sarà riservato agli alunni disabili accompagnati da compagni di classe/Tutor.
A conclusione del progetto verrà organizzata, con costi a carico della Federazione, una festa finale, prevista a Verona presso il Centro di Preparazione Paralimpica, la Federazione metterà a disposizione degli alunni disabili selezionati e dei loro accompagnatori, l’intero staff del Settore Tecnico Nazionale. Durante la manifestazione verrà data la possibilità agli alunni disabili di giocare insieme agli atleti della Nazionale e di eseguire, insieme a loro, le stesse prove di destrezza provate a scuola nel corso delle attività.

4 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
4.1 Reporting e modalità
L’andamento del progetto sarà seguito in tutte le sue fasi attraverso una metodologia quali-quantitativa che prevede l’osservazione diretta, la somministrazione di questionari, la realizzazione di interviste e di filmati dei beneficiari (previa autorizzazione privacy) e delle diverse equipe impegnate sul territorio. Al termine dell’attività sarà prodotto un report in cui il racconto dell’esperienza progettuale sarà inquadrato all’interno di una più ampia analisi sulla disabilità e sulla pratica dello sport. Il report sarà presentato nel corso di un evento finale e pubblicato sul portale della FITET.
Il monitoraggio del Progetto sarà effettuato tramite:
• una scheda osservativa iniziale sul grado di sviluppo delle principali capacità coordinative degli alunni con particolare riferimento alla gestione dei principali attrezzi che caratterizzano il Tennistavolo;
• una valutazione formativa in itinere basata su prove legate agli obiettivi specifici in corso di acquisizione;
• un bilancio valutativo finale che vada a cogliere gli effettivi adattamenti comportamentali sia in relazione agli obiettivi formativi che a quelli specifici, a quelli tattici nonché a quelli di autoefficacia percepita che verranno misurati anche attraverso questionari auto valutativi;

• forme di verifica dell’intero itinerario progettuale attraverso questionari di gradimento diretti agli alunni, ai docenti ed alle famiglie;
L’istruttore è chiamato a valutare i progressi del ragazzo dopo ogni lezione prima di programmare e passare a quella successiva, informando il referente regionale FITeT che seguirà l’andamento e l’effettiva realizzazione del progetto.
Nel corso del progetto saranno prodotti eventuali contributi da inserire sul portale e sulla pagina Facebook della Fitet e sul portale OSO.

4.2 Esplicitazione della tempistica
Una volta formalizzata l’adesione della scuola al progetto, le attività dovranno essere inserite nel Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) dell’Istituto e, successivamente, si potrà iniziare.
Le fasi saranno poi così suddivise:
1. Raccogliere le adesioni attraverso la modulistica adatta a tale scopo.
2. Organizzare l’incontro di inizio attività da svolgersi, alla presenza dei testimonial sportivi del progetto, con gli alunni coinvolti nelle attività (sia i disabili che i tutor), i loro genitori (ai sensi del decreto legislativo 66/2017 che promuove la partecipazione delle famiglie nei processi di inclusione sia scolastica che sociale), gli insegnanti di EE.FF. e di sostegno, i rappresentanti delle Istituzioni e del mondo sportivo locale.
3. Corso di formazione iniziale per docenti e tutor della durata di 2 ore sui valori del Paralimpismo, i fondamentali del Tennistavolo e le potenzialità dello sport adattato organizzato dalla Individuando i percorsi per ricercare l’autonomia ed il potenziamento delle capacità esistenti per accrescere l’autostima e per migliorare lo stato di salute.
4. Definire le modalità operative delle attività nonché gli orari ed i giorni di attività .

5 CONCLUSIONI
Essendo alla prima esperienza del progetto si auspica ad una replicabilità futura. L’attività di monitoraggio e disseminazione sarà finalizzata a enucleare il modello dell’intervento in un’ottica di replicabilità in altri contesti geografici e sportivi. Una volta dimostrato che lo sport ha una valenza positiva per l’intera collettività, allora le famiglie dei ragazzi con disabilità e loro stessi saranno esempio e stimolo per le istituzioni, per future esperienze progettuali, sia nei medesimi posti, ma con altri alunni, che in tutte le altre strutture scolastiche del Paese.

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