Cinque morti accertati, 12 operai in ospedale, ma anche un numero imprecisato che manca all’appello. Una potente esplosione in una centrale a energia pulita in fase di collaudo ha provocato vittime e paura a Middletown, una ‘Little Sicily’ del Connecticut. “Non sappiamo esattamente quanti operai si trovavano nell’impianto oggi al momento dell’esplosione. Questo rende difficile il bilancio definitivo”, ha detto il sindaco Sebastian Giuliano al termine di una giornata al cardiopalma che ha visto salire il bilancio delle vittime a 50 morti, poi radicalmente ridimensionato col passare delle ore. Gli effetti dell’esplosione si sono sentiti in tutta la regione. Peter Moore, che abita a 15 chilometri di distanza a Durham, ha pensato a un terremoto. Lynn Townsend ha descritto fiamme e un pennacchio di fumo nero. Steve Clark ha pensato a un albero che si fosse abbattuto sul tetto di casa. Calata la notte si scava febbrilmente tra le macerie, “pezzo per pezzo” e con l’aiuto dei cani, ha detto il capo dei vigili del fuoco Al Santostefano. Al momento del disastro si trovavano al lavoro da cento a 200 operai, 51 nell’area all’epicentro dell’esplosione provocata da una fuoriuscita di gas, ha detto Santostefano. La centrale, a sud della città sul fiume Connecticut, poco lontana dalla Wesleyan University, una delle migliori degli Stati Uniti, è costata un miliardo di dollari. Il principale partner del progetto, l’ex consigliere comunale William Corvo, é figlio di Max Corvo, ex agente dell’Oss e uno dei protagonisti dello sbarco in Sicilia. A Middletown, mezz’ora di macchina da Hartford, abita una folta comunità di origine italiana: molti abitanti, come i Corvo, vengono dal paese gemellato di Melilli, vicino a Siracusa. In coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina e con l’ambasciata italiana a Washington, funzionari del Consolato sono entrati in contatto con la polizia del Connecticut e con l’ufficio del vice-governatore Michael Fedele per verificare se nell’esplosione della centrale siano coinvolte persone di nazionalità italiana. E’ arrivata a Middletown il governatore Jodi Rell dopo aver parlato con il sindaco, Sebastian Giuliano. La centrale, al 96 per cento completa, era in fase di collaudo quando c’é stata l’esplosione. “Ci sono corpi dappertutto”, ha detto a caldo un testimone. Molti degli operai venivano da Middletown e dintorni. Tra i feriti quattro sarebbero in gravi condizioni altri stanno per essere dimessi. Chi si trovava vicino all’esplosione è stato ‘sparato’ in aria a dieci metri da terra. I medici hanno accolto operai con le ossa rotte, il bacino spezzato, lesioni alla testa. Le cifre del disastro sono ancora ballerine: Giuliano ha detto che non è chiaro quante persone fossero al lavoro oggi. Quel che è certo che l’esplosione, alle 11:30 ora locale, è stata violentissima e avvertita come un sisma a decine di chilometri di distanza, da Oxford a North Haven, da Old Saybrook a Mystic sull’Atlantico. L’impianto, in costruzione da anni, avrebbe dovuto entrare in servizio in novembre: produce elettricità ricavata dal gas naturale. Gli operai stavano svuotando alcune condotte del gas quando c’é stato il botto che ha mandato in frantumi le finestre del Conn Valley Hospital della cittadina. (Alessandra Baldini) Fonte: Ansa
LA SICILIA NELL’ALTRA PARTE DEL MONDO: MIDDLETOWN, TERRA DI EMIGRAZIONE.
Il sindaco di Melilli, Giuseppe Sorbello, si è tenuto in stretto contatto con i suoi colleghi Oltreoceano. Middletown è stata messa a ferro e fuoco a causa di una esplosione della centrale elettrica ed è come se in Sicilia l’avessero sentita in migliaia a Melilli. Nella cittadina del Connecticut, infatti, abitano quasi quindicimila siculo americani. Nella mattinata di lunedì il bilancio della sciagura è apparso grave ma, stando al parere degli esperti, meno grave di quanto avrebbe potuto essere, perché incidenti di questo tipo nelle centrali elettriche a gas provocano danni enormi. L’esplosione si è verificata, infatti, in una fase di collaudo e quando è avvenuta in una fase di avvio della c entrale è stato possibile chiudere il flusso del gas. Fosse stata alimentata diversamente, questo non sarebbe potuto accadere. Il Sindaco Sorbello, intervistato dai network nazionali, ha riferito che non risultano cittadini di origine siciliana fra coloro che hanno perso la vita o fra i ricoverati negli ospedali. Ben cinque operai hanno perso la vita e dodici hanno riportato ferite molto gravi. Middletown è un pezzo di Sicilia negli States. Nei primi del Novecento emigrarono in tanti da Melilli. Una famiglia chiamava l’altra e si riunirono tutti in un’area ricca di industrie, allora d’avanguardia. Ottanta anni dopo, gli amministratori di Middltown e quelli di Melilli hanno celebrato il gemellaggio fra le due città. Un modo per creare un ponte fra le due comunità e stare insieme, per quanto possibile. Negli ultimi venti anni le delegazioni delle due città si sono scambiate le visite e questo cordone ombelicale è stato tenuto in vita. Dando un’occhiata ai cognomi dei residenti si può constatare facilmente che la cittadina statunitense ospita famiglie di origine siciliana. Ma come tutto ciò che riguarda l’emigrazione, la Little-Sicily del Connecticut è rimasta nell’ombra. Una questione privata fra le due comunità, più o meno. L’incidente alla centrale ha fato conoscere questa realtà all’Italia anzitutto, ed ai siciliani poi. Con il gran parlare che si fa dell’immigrazione, sfugge a tanti il fatto che il nostro Paese, dal Veneto alla Sicilia, è stata terra di emigrazione. Coloro che cercano di mettere su qualcosa di utile e stabile, che vada al di là degli incontri formali e degli abbracci fra parenti, generalmente hanno un cordone ombelicale con le istituzioni piuttosto che con l’opinione pubblica. E, soprattutto, la lontananza fra le comunità, per quanto sforzi si facciano, rimane tale, perché il ponte si costruisce con scambi culturali, ragazzi che studiano dall’una e l’altra parte del mondo, e prodotti commerciali che viaggiano. Collegamenti solidi, insomma, fatti di tradizioni, eventi, scambi commerciali. E non solo contributi, quando ci sono. Non è il caso di Melilli, per quanto ne sappiamo. Il legame fra la cittadina siciliana e Middletown è forte, come prova questo disgraziato evento. Appena si è avuta notizia dell’esplosione, nella città di Melilli c’è stata vivissima preoccupazione, le linee telefoniche si sono affollate e il sindaco, insieme agli altri, si è tenuto costantemente in contatto con gli amministratori americani.




