Sistemi sanitari europei a confronto; Italia al 21* posto

Guardando ai casi di malasanità che in Italia non hanno un’appartenenza geografica bensì presenti nell’intero territorio nazionale, viene spontaneo chiedersi: “Come funziona la sanità nei Paesi dell’Unione Europea? Quali sono le difficoltà dei pazienti e quali dei professionisti?”.

Queste e altre domande sono state al centro della giornata di formazione “Modelli Sanitari Europei a confronto, organizzata dall’Anaao Assomed Sicilia con l’Ordine dei Medici di Catania, e l’autorevole presenza di rappresentanti della FEMS (Federazione Europea dei medici salariati), dell’AEMH (Association Européenne des Médecins des Hôpitaux) e della Fondazione Pietro Paci, nell’ambito dell’attività formativa dell’associazione per gli operatori della sanità (5 i crediti formativi assegnati al corso).

A Catania (oggi, sabato 6 febbraio) sono state messe a confronto le realtà di 10 Nazioni: Portogallo, Francia, Spagna, Austria, Germania, Svizzera, Croazia, Romania, Slovenia, e naturalmente Italia.

Sono 6 le macroaree europee in cui sono stati esposti 47 indicatori di efficienza, professionalità e rendimento del sistema sanitario nazionale dei 37 Paesi messi “sott’osservazione” dall’Unione Europea e dai quali, con l’unico criterio numerico, è emerso che l’Olanda ha il migliore SSN, seguita da Svizzera e Norvegia.

L’indice europeo Health Consumer piazza l’Italia al 21° posto.

Il sondaggio puntava l’attenzione sui diritti dei pazienti, l’accessibilità e i tempi di attesa, i servizi resi, le informazioni relative all’introduzione di nuovi farmaci.

I dati che emergono con prepotenza, e che fanno capire perché i Paesi nordici siano in pole position, sono prevalentemente tre:

  • la governance affidata a professionisti del settore;

  • il mantenimento nel tempo di un servizio efficiente;

  • formazione mirata all’eccellenza;

La posizione dell’organizzazione sindacale Anaao Assomed non può che trovare nei tre punti comuni, le chiavi di volta per ripartire con coerenza e garantire così, un sistema sanitario efficiente.

Si è chiesto infattituonano i vertici del sindacatouna maggiore attenzione verso gli organi di controllo, e che vengano creati dei criteri equilibrati di Politica europea basata sulla meritocrazia”.

Al Palazzo della Cultura, sede che ha ospitato il convegno, per l’Anaao Assomed erano presenti Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed e Domenico Iscaro, presidente nazionale Anaao Assomed.

Sulla formazione che in Italia viene garantita e con livelli di eccellenza, il pres. dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catania, Massimo Buscema, lancia un monito: “i Paesi europei non investono molto in formazione e per questo sono costantemente alla ricerca di medici validi e di professionisti che mantengano elevati gli standard di efficienza; in Italia accade il contrario: i nostri laureati che sono estremamente formati, non trovano occupazione e trasferendosi all’estero, esportano la conoscenza acquisita”.

Il 25/30% dei neo medici italiani viene infatti assorbito dai sistemi sanitari nazionali esteri. In Italia dunque, si laureano più medici dell’attuale capacità di occupazione. Frutto anche, di scarse gestioni in senso amministrativo e politico, delle aziende sanitarie pubbliche.

Formazione da sfruttarsi in “casa”, efficienza del servizio costante nel tempo, e gestione di controllo affidata a professionisti, sono i punti cardine sui quali deve muoversi la riforma sanitaria, puntando alla meritocrazia.

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