Sindacato Fsi – Usae al via calendario incontri regionali

Gli appuntamenti regionali saranno utili per affrontare vari temi fra cui: la questione economica e degli aumenti salariali, i percorsi di carriera, l’accesso alla dirigenza, la defiscalizzazione dei salari di produttività, la libera professione, le competenze avanzate, l’inquadramento degli Operatori socio sanitari, la questione dell’assicurazione per gli operatori sanitari a carico delle aziende e molti altri argomenti di politica sanitaria regionale; gli incontri delle consulte professionali proseguiranno poi a livello territoriale con i meeting di approfondimento su tutte le tematiche trattate.

Il Calendario degli incontri regionali è alquanto serrato e saranno i Segretari Regionali a fare da ospiti degli eventi che partiranno il 23 Novembre 2017 con le regioni BASILICATA (Potenza), LAZIO (Roma) e LIGURIA (Genova) per proseguire il 24 Novembre 2017 con CALABRIA (Lamezia T.), PIEMONTE (Torino) e UMBRIA (Perugia) . Mentre il 25 Novembre 2017 sarà il turno di LOMBARDIA (Milano), SICILIA (Catania) e TOSCANA (Firenze).

Nella settimana successiva poi, a partire dal 30 Novembre 2017, sarà il turno di ABRUZZO (Pescara), CAMPANIA (Salerno) e FRIULI V.G. (Udine) per proseguire il 1 Dicembre 2017 con le MARCHE (Ancona), il MOLISE (Termoli-CB) e il VENETO (Venezia). Chiuderanno il tour, il 2 Dicembre 2017, EMILIA ROMAGNA (Bologna), PUGLIA (Bari) e SARDEGNA (Cagliari).

Adamo Bonazzi,Segretario Generale FSI-USAE, a tale propositoha dichiarato: “Abbiamo appena riunito le consulte professionali nazionali e abbiamo già ottimi riscontri dalle categorie. Non abbiamo mai perso il contatto con la gente ma con queste iniziative, oggi, siamo ancora più vicini agli operatori e contiamo di vivere in diretta le loro pulsioni e di raccogliere le loro aspirazioni che vogliamo portare direttamente sul tavolo contrattuale nazionale insieme con le relative istanze. Non è un obiettivo da poco ma credo sia alla nostra portata. Desidero rammentare a tutti che è solo grazie all’abnegazione degli operatori che ci lavorano che il nostro servizio sanitario nazionale non è collassato e sta ancora in piedi. Un servizio sanitario che era definito fra i migliori al mondo e che ora, taglio dopo taglio, sta invece lentamente degenerando. In un paese dove tutti parlano a vanvera di merito gli operatori sanitari hanno studiato, fatto ricerca, migliorando sotto il profilo culturale deontologico e professionale le rispettive professioni e danno giornalmente un contributo enorme al nostro paese ma si debbono confrontare con norme arcaiche e organizzazionifarraginose e scadenti pagandone tutte le conseguenze. È l’ora che questi meriti vengano riconosciuti in modo concreto e tangibile.”

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