Siciliantica Palermo: visita ai Bronzi di Riace

SiciliAntica e ATC in visita a Reggio Calabria. Al Museo archeologico per ammirare i Bronzi di Riace

Nell’ambito del Corso di Archeologia Subacquea SiciliAntica e ATC l’Associazione che viaggia… organizzano per sabato 25 e domenica 26 Giugno 2016, una visita guidata a Reggio Calabria. All’arrivo nel capoluogo calabro è prevista la visita guidata al Museo del Bergamotto. Oltre a tracciare un vero excursus sul prezioso agrume, l’esposizione mostra un’ampia rassegna dell’archeologia industriale con le macchine da estrazione che risalgono all’inizio del Settecento, le prime a vapore degli anni Ottocento e quelle che applicano i motori elettrici nei primi del Novecento, per poi giungere all’industria degli anni Sessanta e al suo boom economico.  Nel pomeriggio visita guidata al Museo Archeologico nazionale uno tra i più importanti musei archeologici dedicati alla Magna Grecia, in possesso di una delle più ragguardevoli collezioni di reperti provenienti dalla Magna Grecia. Formato inizialmente da un nucleo di materiale ceduto dal museo civico della città, sorto nel XIX secolo, il Museo archeologico è cresciuto poi con i molti reperti, frutto delle varie campagne di scavo condotte fino ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi dalla Soprintendenza archeologica della Calabria. All’interno sono custoditi i celebri Bronzi di Riace, due statue di bronzo di età greca databili al V secolo a.C. pervenute in eccezionale stato di conservazione. Le due sculture, ritrovate il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria, sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’età classica. Inoltre il nuovo Museo Archeologico, con il suo eccezionale allestimento ospita, oltre ai Bronzi di Riace, il Kouros, la Testa del Filosofo, la Testa di Basilea e altri magnifici reperti archeologici della Magna Grecia. Il giorno successivo è prevista la visita guidata aReggio Calabria, tra le più antiche città d’Europa, Rhegion fu, dopo Cuma, la seconda colonia greca fondata in Italia meridionale. Si inizia con la Cattedrale, considerata la più ampia della Calabria,  la cui origine si fa risalire a San Paolo, che sostò a Reggio durante il viaggio che in catene lo portava a Roma nel 56 d.C. Sulla scalinata antistante la facciata del Duomo si trovano le monumentali statue di S. Paolo e S. Stefano da Nicea, opere dello scultore Francesco Jerace. L’interno, a tre navate, custodisce elementi di una certa rilevanza, tra i quali spicca la Cappella del Sacramento, realizzata nel 1539, uno dei pochi esempi di arte barocca nella Calabria meridionale. Tutta rivestita in marmi intarsiati, detti ‘mischi’, sulla parete absidale ospita un altare monumentale in marmo policromo circondato da colonne di pregiato porfido nero. È presente, inoltre, il pergamo monumentale, scampato al terremoto del 1908. All’interno del Duomo sono custoditi, inoltre, sepolcri seicenteschi e i resti della colonna di San Paolo. Anche del vicino Castello Aragonese, uno dei simboli della città di Reggio Calabria, restano solo due torri e la cortina che li collega. Si può affermare che il Castello esisteva già nel sec. XI, ma è probabile che sussistesse sin dal IV-V sec. d.C. Purtroppo, dopo la ricostruzione della città a causa del sisma del 1908, gran parte della fortezza, venne demolita. La visita procede nella vicina Chiesa degli Ottimati, l’unico edificio religioso in stile arabo-normanno della città. La chiesa originaria aveva una pianta quadrangolare, tre absidi orientate nascoste esternamente da un muro rettilineo; le tre navate erano coperte da cinque cupolette secondo un modello bizantino. Infine visita alla Reggio Archeologica. Si inizia da Piazza Italia, luogo in cui sono venute alla luce preziose tracce di ferventi attività commerciali e in sei metri di stratificazioni si sovrappongono ben undici fasi di edificazioni databili tra il VII a. C. e il XIX secolo d.C., inoltre alle Mura Greche probabilmente costruite nella seconda metà del IV secolo a.C., quando Dionisio II rifondò la città di Reggio col nome di Febea, la città di Apollo. La cinta muraria era costituita da un muro “a doppia cortina” solo nella parte bassa, mentre quella superiore è costruita con blocchi isodomi di arenaria locale, disposti su due file parallele, con tratti perpendicolari. Inoltre visita alle Terme Romane sul lungomare di Reggio Calabria. I resti presentano più fasi edilizie e, per lungo tempo, furono coperti da un torrione della cinta muraria spagnola che ne garantì la conservazione. Delle terme oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono visibili: una vasca ellittica per bagni caldi preceduta da una serie di ambienti riscaldati (tepidarium  e calidarium), una vasca quadrata per bagni freddi ed un piccolo spogliatoio semicircolare pavimentato a mosaico in bianco e nero, ed infine visita ai resti del Teatro greco scoperti in via XXIV Maggio nel 1920. L’allora Soprintendente alle antichità, Paolo Orsi, che riferì della scoperta, datò i resti alla metà del IV inizi del III sec a. C. Le visite saranno guidate dall’archeologo Francesco Laratta.

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