Sicilia/ Siracusa, Sgarbi denuncia “Il silenzio della Regione sui lavori abusivi al castello Maniace di Ortigia”

Sicilia/ Siracusa, Sgarbi denuncia “Il silenzio della Regione sui lavori abusivi al castello Maniace di Ortigia”

ROMA – Lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, deputato di Forza Italia alla Camera, chiama in causa il Presidente della Regione Nello Musumeci riguardo ai cosiddetti “lavori di riqualificazione” attualmente in corso in Piazza d’Armi a Siracusa, a ridosso del celebre Castello Maniace, dove sono stati realizzati, così come denunciati dalle associazioni di tutela ambientale e paesaggistica, manufatti abusivi.

“Immaginiamo un’ideale interrogazione parlamentare – dichiara Sgarbi – ora che io sono fuori dal Governo siciliano, al presidente della Regione Nello Musumeci, uomo probo e amante della Sicilia, al punto da chiamare il suo partito con un augurio: “diventeràbellissima”.

Con quelle insegne un uomo vicino a lui, l’ex assessore Fabio Granata, andando “oltre”, ha sostenuto e fatto vincere un sindaco di centrosinistra, determinando una scissione, com’era inevitabile.

Destino vuole che il mio successore all’assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana sia l’ottimo Sebastiano Tusa, grande archeologo, fedelissimo di Granata. Questo, nell’evidente imbarazzo di una situazione pirandelliana, spiegherebbe il suo silenzio – e anche quello del suo direttore generale Sergio Alessandro (vicino a Miccichè e alla già ministra e parlamentare di Siracusa, Stefania Prestigiacomo, nemici di Granata) – rispetto allo scandalo di un edificio sicuramente abusivo e impertinente davanti al castello Maniace in Ortigia, fortemente voluto dall’attuale sindaco, e già sotto l’attenzione della magistratura.

La città di Siracusa patisce questa babele al governo: il rispetto della legge è eluso.

Ma Musumeci, arbitro giusto, non può tacere. A lui chiedo, e lui interrogo, per sapere quale posizione assuma la Regione rispetto a un bene demaniale, oltre che sfregiato, affidato in concessione a un privato, amico del sindaco, per dodici anni, creando una servitù alle pubbliche amministrazioni (demanio e comune) che avrebbero ceduto l’area dello scandalo per una cifra irrisoria.

Nello – conclude Sgarbi rivolgendosi al Presidente della Regione – il silenzio è d’oro (per gli altri): batti un colpo!”

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