Sicilia, Sgarbi: «Mai detto di voler trasferire il satiro al Vinitaly di Verona».

Sicilia, Sgarbi: «Mai detto di voler trasferire il satiro al Vinitaly di Verona».
> Tra i programmi del 2018: «Una grande mostra sulla Magna Grecia al Museo Salinas di Palermo»
> Sul Castello di Schisò replica ai proprietari: «Non intendo far partecipare all’asta i rappresentanti del Parco con la loro autonoma disponibilità finanziaria»
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> PALERMO – Vittorio Sgarbi, assessore regionale dei beni culturali della Regione Siciliana, in ordine alle preoccupazioni espresse, da più parti, su una inesistente ipotesi di trasferimento del Satiro danzante dal museo di Mazara al Vinitaly di Verona, chiarisce: «Ripeto: non vi è alcuna intenzione da parte dell’assessorato di trasferire la scultura bronzea al Vinitaly. Non si capisce, pertanto, come si possa opporre un rifiuto, così come hanno fatto alcuni solo per sterile contrapposizione politica, a un proposito mai esistito. E’ stucchevole come una semplice discussione sul tema dei trasferimenti delle opere d’arte sia stata trasformata in una mia supposta volontà di portare l’opera altrove.
> Per quel che riguarda il mio assessorato – aggiunge Sgarbi che dal 2 al 7 gennaio 2018 sarà impegnato in una serie di sopralluoghi in molte province dell’Isola – posso dire che ho già impartito precise direttive per allestire al Museo archeologico regionale “Antonio Salinas” di Palermo, per il prossimo anno, una mostra sulla Magna Grecia, in concomitanza con le iniziative programmate per “Palermo capitale italiana della Cultura 2018″»
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> L’assessore, infine, risponde alle preoccupazioni dei proprietari del castello di Schisò di Giardini Naxos, Sebastiano e Gaetano Paladino, secondo i quali l’interesse all’acquisto manifestato dall’assessorato regionale dei beni culturali avrebbe “scoraggiato diversi imprenditori, irreparibilmente influenzato il procedimento di formazione del giusto prezzo e condizionato il regolare svolgimento dell’asta”: «Confermo – replica Sgarbi – l’interesse della Regione per il castello di Schisó, con importo a base d’asta di 2 milioni e 152 mila euro, ma non intendo far partecipare all’asta i rappresentanti del Parco con la loro autonoma disponibilità finanziaria. Nessuna influenza, dunque, nel procedimento di formazione del giusto prezzo – osserva l’assessore – che deriverà dalla disponibilità degli offerenti. A risultato raggiunto l’assessore valuterà se esercitare il diritto di prelazione entro i limiti di una disponibilità economica già stabilità. I proprietari del castello non avranno quindi alcuno ostacolo al regolare svolgimento dell’asta»

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